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giovedì 01 ottobre 2020


RUM: Andrea Lehner prende le distanze dalla linea politica della Rete

L'eletto in CdA si allontana dalla RUM. «Ma porterò avanti il programma»

01.06.2008 - Stefano Tretta



Negli ultimi giorni, la RUM si è spaccata: da una parte i Movimenti di Architettura e Scienze MFN, dall’altra Andrea Lehner, studente di Economia e eletto in CdA con la lista.
Ecco cosa dice il suo comunicato stampa: «Ho fatto un unico errore: essermi presentato alle elezioni con il gruppo della RUM. Ho capito il mio errore in un momento in cui c’era da prendere una decisione importante: fare o meno la festa di Architettura. Tutti noi di Ecolab, compatti e convinti tra di noi, abbiamo avuto al forza per dire che noi non ci stavamo… Ci siamo dissociati dall’attuale linea politica della RUM».
Continua Lehner nel suo comunicato: «Credo di essere stato sfruttato da chi voleva il mio appoggio politico per ottenere un posto in CdA. E ora mi chiedono di dimettermi».
Nonostante l’assemblea RUM abbia votato per 2/3 contro di lui, Lehner non se ne va: «Credo nel programma che abbiamo condiviso tutti insieme in un’assemblea prima delle elezioni e che abbiamo presentato agli studenti come nostro impegno nei loro confronti».
Quindi, «credo di poter essere un buon rappresentante degli studenti, sulla base delle preferenze ottenute e del risultato democratico delle elezioni, che rispetto».

Quindi resti al tuo posto? Non ti dimetti?
Perché dovrei? Accetto il meccanismo democratico e credo che dovrebbero farlo tutti. Ho preso più preferenze, sono stato eletto in CdA, mi impegno a portare avanti il programma che avevamo sottoscritto tutti prima del voto e sul quale nessuno aveva espresso riserve.

Il punto politico, tuttavia, è il principio della rappresentanza. Ci era parso di capire che per la RUM non è importante il ruolo dell’eletto, in quanto è la base che decide e chi siede negli organi d’ateneo si fa portavoce di tali istanze. Mi sembra che tu la pensi in modo diverso.
Esatto, io credo nella rappresentanza, credo nel principio democratico con cui chi ottiene più preferenze ha diritto e dovere di assumersi le proprie responsabilità e accettare l’incarico. Siederò in CdA e in CdS, nonostante gli altri eletti della RUM lo considerino un organo inutile.

Perché vi siete candidati assieme, se su questo punto siete distanti?
Avevamo condiviso un programma, costruendoci sopra un progetto. Evidentemente ci conoscevamo poco e non avevamo approfondito certe questioni. Mi chiedo, perché presentare le proprie liste al CdS e al CUS se non si legittimano tali organi. Perché non rispettare il risultato elettorale, che mi consente di sedere in CdA, chiedendomi di dimettermi per far entrare un membro del movimento di Architettura. Se non si crede nella rappresentanza, non si può essere coerenti a giorni alterni.
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