Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


sabato 26 settembre 2020


Follia a Piazza Navona, qualcuno vuole rovinare la festa

Dopo giorni di manifestazioni pacifiche, la violenza. La politica vuole appropriarsi della piazza ma non ci riesce.

02.11.2008 - Paolo Ribichini



ragazzo colpito a piazza Navona www.flickr.com/photos/8543227@N08/2988534803/in/set-72157608537301783
www.flickr.com/photos/8543227@N08/2988534803/in/set-72157608537301783

Spranghe, cinghie, e cazzotti. Sembra un film da Far West. Invece è solo il triste epilogo della manifestazione studentesca a Palazzo Madama, in vista della conversione in legge del decreto 'Gelmini'. Era iniziata bene, in modo tranquillo, con slogan e musica, senza bandiere come nei giorni precedenti.

La notizia che il decreto 'Gelmini' , il n.137 sulla scuola, è stato approvato dal Senato rimbalza nella piazza e tra gli studenti nella prima mattina di mercoledì. Subito partono grida e cori. In molti gridano "Gelmini vieni fuori", mentre altri invocano il "Referendum". Si uniscono ai giovani anche alcuni senatori dell'Italia dei Valori e la senatrice del Pd Anna Finocchiaro. Poco dopo però, un furgone bianco appare alle spalle dei manifestanti. Sono esposte, a detta di alcuni testimoni, croci celtiche e dalle casse musicali installate sul furgone risuonano canzoni di Rino Gaetano.

Il clima si riscalda subito. Gli studenti non vogliono "gli infiltrati" e non vogliono che la politica entri nella manifestazione. Alcuni gridano "Né rossi né neri", altri "siamo tutti antifascisti". Secondo alcune testimonianze i giovani di destra iniziano a menare le mani. Estraggono mazze dipinte con il tricolore, cinghie e caschi. Alcuni di loro si coprono il volto con sciarpe e cappucci ed iniziano a colpire con le spranghe i manifestanti inermi caricandoli alle spalle. «Lì avanti erano quasi tutti studenti del Virgilio - racconta un esponente dei Cobas Scuola -, li spingevano da dietro e li compattavano verso le transenne. Non erano studenti, erano energumeni che poco avevano a che fare con i giovani prima in piazza. Erano non più di una cinquantina. La polizia non ha fatto proprio niente». Tuttavia, una parte degli studenti universitari, probabilmente di Tor Vergata (o di Roma Tre, secondo il consigliere comunale Alzetta), giunti in piazza, reagisce alle violenze dei ragazzi di destra. Lo scontro vero e proprio ha inizio e alcuni studenti testimoni dichiarano di aver visto anche e soprattutto giovani dei centri sociali. Dopo qualche minuto la polizia carica per dividere le due fazioni. Alla fine degli scontri, sono dieci i giovani fermati, tutti di Blocco Studentesco. Nei giorni successivi ai fatti i fermati saranno 17, di cui 3 dei collettivi di sinistra, mentre 4 saranno denunciati a piede libero.

È evidente però che qualcosa nel meccanismo di sicurezza predisposto attorno a piazza Navona, non ha funzionato o non ha voluto funzionare. Tutta la piazza in quel momento è circondata da almeno tre i cordoni di forze dell'ordine. Poliziotti, carabinieri e finanzieri. Le persone possono attraversare i cordoni ma vengono spesso perquisite. Tuttavia, un furgone carico di spranghe e quant'altro è passato indisturbato attraverso centinaia di agenti che - stando alle testimonianze - sarebbero rimasti a guardare i tafferugli per almeno tre minuti senza intervenire. Dopo tre giorni di manifestazioni pacifiche ed ordinate, gli scontri lasciano un alone di sospetto che fa riflettere. Al di là della solita dietrologia, la manifestazione è stata guastata da coloro che non sono più in grado di rappresentare nessuno e che usano le mani per sentirsi politicamente ancora vivi. Non accettano che gli studenti si organizzino autonomamente da partiti e movimenti, segnando, una volta per tutte, la morte dell'ideologia.

 

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.