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domenica 20 settembre 2020


MP story - parte II: L'idea prende forma

09.02.2007 - Nicola Liguori



Meltin’ Pot ha smosso acque stagnanti, ha destato torpori, sta tirando fuori abilità nascoste e doti sopite. Ciò è avvenuto intorno al giornale nei suoi primi mesi di vita, ed è strabiliante.
Di solito un’iniziativa che richiede impegno assiduo ha bisogno di promotori e stimolatori perchè essa abbia una speranza di rimanere in vita. Invece è successo esattamente il contrario, da un’idea nata in sordina si è svegliato spontaneamente in molti un interesse a partecipare, a far crescere e sviluppare il prodotto di quell’idea.

La prima realtà spontanea che è nata è stata una rete di contatti tra studenti che con incontri personali, colloqui telefonici e e-mail hanno iniziato a stimolarsi l’un l’altro a collaborare scrivendo o apportando il proprio contributo tecnico o manuale a questa nostra creatura.
Impressionante vedere che senza bisogno di ricordarlo non solo i convocati sono puntualmente presenti alle riunioni di redazione ma un numero sempre maggiore di aspiranti redattori e scrittori si aggiunge ad essi. Ciascuno mette a servizio il proprio ingegno, per curare gli articoli, la grafica, l’impaginazione, le singole rubriche, la correzione dei testi.
Una risposta così pronta ed un successo così immediato sarà forse dovuto al fatto che Meltin’ Pot sia andato a colmare un vuoto (quale? nelle strutture
dell’Ateneo? nella vita privata dei giovani o negli impegni quotidiani di ciascuno?) oppure è merito della formula adottata di assoluta indipendenza e apertura a idee e pensieri?
Probabilmente sarà un fenomeno da analizzare sociologicamente da parte degli osservatori esterni. A noi solo il compito di riferire ciò che tocchiamo e vediamo.

Certamente notiamo dei limiti: occorre affinare lo scrivere, bisogna forse non offrire pure analisi di situazioni che ci possono interessare senza accompagnarle da riflessioni personali, esporre il punto di vista della nostra generazione, contribuire con proposte, o abbandonarsi al piacere del raccontare, far partecipi altri di eventi e momenti emozionanti. Forse bisognerà anche evitare l’implosione che può comportare la crescita repentina.
Comunque restano i fatti più che positivi sopra accennati. Prendiamo tutti nota del fatto che è bastato offrire agli studenti l’opportunità di leggere e partecipare a Meltin’ Pot per rendere vano il giudizio negativo generalmente espresso sulle capacità, interessi e la voglia di crescere di noi studenti. Abbiamo visto subito che gli orizzonti che apre un foglio di giornale autogestito sono innumerevoli. Non solo gli studenti possono mettere a frutto l’oggetto dei loro studi comunicandolo ad altri e confrontando il proprio punto di vista con altri ma anche uscire allo scoperto e confrontarsi con realtà esterne.

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