Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


sabato 04 aprile 2020


Partito Democratico al via

Margherita e DS si sciolgono per costituire un nuovo soggetto politico. Storico cambiamento o pericoloso salto nel vuoto?

01.05.2007 - Paolo Ribichini



Finesettimana, quello del 21 e 22 aprile, pieno di impegni per la politica italiana. Nel giro di due giorni due dei principali partiti italiani si sono sciolti. Democratici di Sinistra e La Margherita non esistono più. Si sono sciolti per confluire in un nuovo soggetto politico: il Partito Democratico. Svolta epocale o un buco nell’acqua? È presto per dirlo. Certamente è stato un salto nel vuoto. Il PD ancora non esiste, ancora non ha preso forma. Sarà un partito social-democratico di stampo europeo, oppure rimarcherà la tradizione democratica americana? Sarà la brutta copia di un partito laburista o il precursore di un nuovo modo di aggregare la sinistra riformista in Europa?
Diciamolo pure: l’Ulivo è figlio illegittimo di Berlusconi. Solo l’anomalia berlusconiana poteva ricucire uno strappo lungo cinquant’anni: cattolici, ex-comunisti, socialisti, cristiano-sociali, liberali e ambientalisti tutti alleati contro chi ha stravolto la politica italiana. Nel 1996 in molti si chiesero come fosse possibile che i popolari, figli della DC e schierati su posizioni moderate, potessero allearsi con gli ex-comunisti del PDS, nemici di sempre. Nessuno avrebbe mai scommesso sulla tenuta di questa alleanza, figlia, senza dubbio, dell’anti-berlusconismo. Invece, tra il PDS-DS e l’area dei moderati, l’intesa fu da subito buona. Dal 1998 si avviò una lenta ricomposizione dell’area moderata, frammentata in tanti piccoli partitini: Lista Prodi, Partito Popolare, Unione Democratica, UDEUR, Lista Dini ecc. Il primo risultato fu quello di aggregare i piccolissimi movimenti e partiti intorno alla Lista Prodi e all’UD. La conseguenza è la nascita di un nuovo importante partito (9% alle elezioni europee del 1999) molto spesso dimenticato: l’Asinello – I democratici. Questo partito, guidato da Arturo Parisi e Romano Prodi, si ispirava al modello americano. Il simbolo e il nome guardano appunto al Partito Democratico statunitense. L’Asinello, si può dire, fu l’embrione del PD. Nel 2001 altro passo verso l’unificazione: Lista Dini, L’Asinello, PPI e l’UDEUR si presentano in un’unica lista alle elezioni politiche nella lista La Margherita. Il risultato è più che buono (terza forza politica con più del 14% dei voti). Nel 2002, quindi, tre dei quattro partiti decidono di sciogliersi e di costituire un nuovo soggetto politico con il nome di La Margherita – Democrazia è Libertà, intorno alla struttura dell’Asinello. L’idea di creare un partito unico con gli ex-comunisti si prospetta già alle elezioni europee del 2004. La Lista Uniti nell’Ulivo, cartello elettorale che vedeva uniti DS, Margherita e SDI, ottiene un risultato discreto (31,1%), comunque al di sotto delle aspettative.

La strada sembra ormai tracciata. Alle elezioni politiche del 2006 la Lista Uniti nell’Ulivo si presenta alla Camera senza la presenza dello SDI. Ottiene il 31,3% contro il 28,2% somma matematica dei voti ottenuti dai DS e dalla Margherita al Senato. Il risultato sorprendente, che va al di là della semplice somma dei voti, spinge i due partiti ad avviare una vera e propria fusione. Tale differenza tra Senato e Camera è forse dipeso non solo dalla presenza della lista unitaria, ma anche dalla tipologia di elettorato: Alla Camera votano rispetto al Senato ben sette classi di età in più: i giovani compresi tra i 18 e i 24 anni. Al Senato è prevalsa di poco la CDL (per numero assoluto di voti ottenuti), mentre alla Camera vi è stata una lievissima prevalenza dell’Unione. Considerando che, generalmente, con sistemi elettorali simili per ogni camera, l’elettore è portato a confermare la scelta fatta in entrambe le schede, come spiegare tale differenza se non per il fatto che i giovanissimi hanno votato in massa il centro-sinistra ed in particolar modo la lista dell’Ulivo? Quindi i giovani, la vera forza di propulsione del nuovo PD. Ma perché i giovani guardano con interesse al PD? Questi sono giovani che sono nati quando ancora c’era il PCI ma erano troppo piccoli per ricordarselo. Sono cresciuti in un periodo in cui le ideologie sono morte e le vecchie categorie non rispecchiano più la realtà che muta. Allora il PD come alternativa all’immobilismo della nostra società, una forza riformista deideologizzata. Più che una realtà è una speranza. Un partito ancora non nato che deve salvarsi dalla deriva teo-dem, dalla Binetti e dai vescovi per non divenire la brutta copia della DC. È però vero che l’apporto programmatico dei DS sarà piuttosto nullo, a tutto vantaggio delle spinte centriste. Parliamo di apporto programmatico e non certo di apporto numerico e dirigenziale. I DS sono stati, fino al loro scioglimento, il partito con il maggior numero di tesserati. E di certo il fatto che in recenti sondaggi emerga come possibile leader del PD un ex segretario dei DS, Valter Veltroni, la dice lunga sul maggiore carisma dei vertici DS rispetto a quelli della Margherita. Tuttavia i DS erano un partito in crisi di idee, senza più una politica, un’identità, sempre in bilico tra sinistra e centro. Con lo scioglimento dei DS si cancella la speranza di creare una grossa forza social-democratica. Probabilmente il PD non lo sarà. Si apre un vuoto a sinistra. Mi chiedo chi lo colmerà.

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.