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domenica 22 settembre 2019


Il 33 per cento per ricandidare Fabiani

Approvata con una maggioranza risicata in Senato accademico la modifica di statuto che consente la rielezione del Rettore

15.07.2007 - Lorenzo Biondi



foto di Lorenzo Biondi

La modifica dello statuto di RomaTre, che consentirà al Rettore uscente Guido Fabiani di candidarsi a succedere a se stesso per la quarta volta, è ora realtà. La Commissione incaricata di elaborare il nuovo testo statutario ha presentato le sue conclusioni al Senato, che il 10 luglio le ha approvate con un solo voto di scarto, al termine di una seduta infuocata.

I lavori della Commissione
La Commissione era composta di tredici membri: otto docenti, scelti su proposta del prorettore vicario, prof. Mario Morganti, in modo da rappresentare equamente le quattro aree disciplinari; altri quattro membri, due studenti e due rappresentanti del personale «tecnico, amministrativo e bibliotecario», sono stati scelti dalle rispettive componenti in Senato accademico. Lo stesso Morganti ne ha presieduto i lavori. La maggioranza della Commissione sosteneva la modifica allo statuto, contrari solo i due rappresentanti degli studenti ed uno dei rappresentanti del personale T.A.B.
È emersa in Commissione, come ipotesi più probabile, quella di elaborare un meccanismo che consenta ad un Rettore che ha superato il limite di due mandati, previsto dallo statuto, di essere rieletto solo se una larga maggioranza appoggia la sua rielezione. L’elezione del Rettore nel nostro Ateneo prevede un quadruplo turno elettorale. L’articolo 10 comma 7 dello statuto in vigore fino a ieri prevedeva che il Rettore fosse «eletto, nelle prime tre votazioni, a maggioranza assoluta dei votanti. In caso di mancata elezione si procede con il metodo del ballottaggio fra i due candidati che nell'ultima votazione hanno riportato il maggior numero di voti.» Maggioranza assoluta, cioè la metà più uno dei votanti, per garantire la rappresentatività di una carica così importante.
La prima modifica proposta in Commissione ipotizzava che il Rettore uscente dovesse raggiungere, alla prima votazione, la maggioranza relativa dei voti, cioè superare tutti gli altri candidati; se chi ha «governato» l’Università per più di due mandati dimostra di avere alle proprie spalle un consenso consistente e superiore a quello degli «sfidanti» può ripresentare la propria candidatura ai turni successivi, e confrontarsi con le proposte alternative per la guida dell’Ateneo. Dopo il primo turno, inoltre, dovrà essere consentita la riapertura delle candidature, sia che il Rettore uscente sia riuscito ad accedervi, sia nel caso contrario. Si passa poi ad una seconda ipotesi, secondo la quale il Rettore uscente deve raggiungere il 33 per cento dei consensi sul numero totale degli aventi diritto (e non solo dei votanti), indipendentemente dai voti degli altri candidati.
Il gruppo di minoranza all’interno della Commissione propone invece che il Rettore uscente debba raggiungere già alla prima votazione almeno il 50%, con l’elezione diretta al primo turno. Secondo la minoranza, il 33 per cento è una soglia troppo bassa, che un Rettore uscente difficilmente non riuscirà a superare: è necessario allora un consenso ben più ampio, con la maggioranza assoluta dei votanti già dalla prima votazione.
Nel mese di giugno, con tre riunioni a distanza ravvicinata, la Commissione ha approvato il testo della modifica da proporre in Senato, scegliendo la soglia del 33% degli aventi diritto. Il 4 luglio il Consiglio di Amministrazione dell’Università ha votato a favore, con potere solo consultivo. Ultimo passaggio, decisivo, quello di martedì scorso in Senato accademico.

Il voto in Senato
La maggioranza che appoggia la rielezione del Rettore Fabiani aveva contato, nella votazione dell’8 maggio che aveva istituito la Commissione, di 26 voti sui 24 richiesti. Nella votazione del 10 luglio il quorum è salito a 26 voti: la metà più uno dei 50 aventi diritto, come previsto per ogni modifica dello statuto. Molti gli assenti, il Rettore rimane nell’aula della seduta ma non vota e cede la presidenza al prorettore vicario Morganti, che come presidente per consuetudine non dovrebbe votare.
La seduta è caotica: il dibattito prima del voto è così acceso che per due volte si devono sospendere i lavori. L’opposizione chiede che si voti per appello nominale, la proposta va al voto e viene bocciata. Si vota per alzata di mano: 25 voti in favore della modifica, parecchi in più di quanti ne contano gli oppositori, ma ancora non abbastanza. C’è però confusione sul conteggio dei voti; il prorettore chiede che si voti di nuovo, stavolta con appello nominale. Ancora 25 voti, ma il presidente della seduta, Morganti stesso, ora vota - per ultimo - e vota a favore. Il suo appoggio è decisivo, la proposta passa con la maggioranza assoluta esatta dei componenti del Senato. Lo statuto è modificato, il Rettore potrà essere rieletto.

La parola passa ora al corpo elettorale, costituito da tutti i docenti (professori e ricercatori) e dai rappresentanti degli studenti negli organi centrali dell’Ateneo e nei Consigli di Facoltà. Guido Fabiani avrà la possibilità di ricandidarsi, ma potrà superare il primo turno solo accumulando un numero di voti superiore al 33% degli aventi diritto.
Il sistema non attribuisce grande peso al voto degli studenti. Ma allo stesso tempo pochi di noi si interessano di quello che succede ai «piani alti» dell’Università; i nostri rappresentanti sono eletti con manciate di voti, perché la partecipazione alle elezioni non supera il 10 per cento degli iscritti; le comunicazioni nelle bacheche danno colore ai muri, ma è difficile trovare qualcuno impegnato a leggerle. Si discute poco di politica universitaria, intesa non come scontro tra gruppi o ideologie, ma come attenzione ai fatti concreti, alla vita dell’Ateneo.
Il 33 per cento dei voti per consentire al rettore Fabiani di competere per un nuovo mandato. M’P continuerà ad aggiornarvi sugli sviluppi della vicenda.

 

Link Utili:

Il Senato accademico e i suoi membri
http://oc.uniroma3.it/intranet/Senato-Acc/index.asp

Leggi lo statuto di RomaTre prima della modifica
http://oc.uniroma3.it/intranet/Statuto.pdf

Un blog tutto dedicato alle modifiche dello statuto
http://statutoroma3.splinder.com

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