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lunedì 19 agosto 2019


Accordo in Senato sulle regole elettorali

Approvato a larga maggioranza il regolamento per l’elezione del Rettore. Contrari gli studenti. Interviste a Carnevale e Salvatori

17.12.2007 - Lorenzo Biondi



L’accordo sul nuovo regolamento elettorale è arrivato. Il Senato accademico ha approvato il 20 novembre le nuove regole di elezione di Rettore, Presidi ed altre cariche accademiche, dopo che quelle presentate dagli Uffici dell’Ateneo avevano suscitato forti contrasti nella seduta di ottobre.
La modifica era resa necessaria dai cambiamenti nello statuto del luglio scorso. Il primo testo presentato, però, aveva suscitato nell’opposizione i sospetti di una modifica «politica» e non solo tecnica. Alla base della svolta del Senato c’è stato l’accordo trovato nella Commissione nominata dal Rettore Fabiani, accordo che ha raccolto anche i voti dei Senatori d’opposizione, con la rilevante eccezione di tutti i quattro studenti presenti.

Problemi risolti e non
Chiediamo al Professor Paolo Carnevale, Senatore già contrario alla modifica dello statuto e membro della Commissione, come sono stati risolti i contrasti. Problemi erano nati per la collocazione temporale delle elezioni del Rettore, che prevedono fino a quattro turni e che rischiavano di sovrapporsi con quelle dei Presidi. «Il problema è, in buona sostanza, risolto, facendo rientrare le votazioni nella finestra temporale prevista dallo statuto», cioè il periodo tra i 160 e i 120 giorni precedenti alla scadenza del mandato, con una compressione dei tempi fra le singole votazioni. Ma commenta Pietro Salvatori, Senatore degli studenti che ha votato contro il nuovo testo: «Questo non dà alcuna garanzia sul fatto che le procedure elettorali non vengano a sovrapporsi. Infatti la modifica prevede che solo la prima delle quattro votazioni avvenga nella “finestra temporale”, non l’intera elezione.»
Spiega Carnevale: «Bisogna distinguere il problema della durata dell’elezione del Rettore, che è risolto, dalla questione della sovrapposizione dei percorsi elettorali. Nel nuovo testo è stata introdotta l’affermazione della necessaria precedenza dell’elezione del Rettore. A voler essere rigorosi, c’è scritto elezione e non procedimenti elettorali. Tuttavia, abbiamo più dichiarazioni di autorevoli membri del Senato e del Direttore amministrativo che garantiscono che non vi sarà sovrapposizione.» Un accordo nella sostanza, quindi, più che nella forma del regolamento.
Altro punto caldo il numero dei seggi, che il primo testo voleva incrementare violando lo statuto. Nella prima redazione, ci illusta il Professor Carnevale, «le schede venivano firmate dai presidenti dei seggi locali, con un problema di segretezza di voto. Ora si prevede un solo seggio con più sedi; le schede sono tutte firmate dal presidente dell’unico seggio, quindi non si potrà ricostruire il percorso del voto. Io avrei preferito l’unico seggio, perché nel sistema elettorale vi è un soggetto - il Rettore uscente plurimandatario - che ha interesse a favorire l’afflusso alle urne, perché è l’unico ad avere un quorum da superare per proseguire. Il che rende meno “neutrale” l’istanza della partecipazione.» Altro motivo valido, a detta di Salvatori, per votare contro la modifica.
Tra gli altri aspetti rilevanti, le liste elettorali verranno fissate prima delle votazioni. Ma non viene chiarito cosa accadrebbe nel caso in cui alcuni membri delle liste perdessero il diritto di voto, come nel caso di rappresentanti degli studenti che si laureino. Le eventuali variazioni del quorum, a detta dello stesso Salvatori, potrebbero non essere irrilevanti nel corso delle elezioni. Anche su questo punto sembrano esserci garanzie nelle prese di posizione pubbliche della Dirigenza di Ateneo, non nel testo del regolamento.

«L’opposizione resta unita»
Chiediamo al Professor Carnevale se teme che la divergenza di voto dei Senatori degli studenti rischi di rompere l’unità dell’opposizione nata in Senato al tempo della modifica dello statuto. «Penso di no. La questione del regolamento, che era necessario per procedere alle elezioni, è diversa da quella della modifica di statuto, che nessuno ci imponeva di fare. Credo che le ragioni della comune opposizione siano ancora valide e che su di esse si sia cementata una comune visione delle cose.»
Quindi questa mediazione su aspetti tecnici non muterebbe la situazione «politica» attuale. Conclude Carnevale: «Segnalo il fatto che la proposta di regolamento è stata modificata secondo esigenze fatte emergere da alcuni di noi in Senato accademico. Registro la cosa con piacere, ma non saprei attribuire ad essa una valenza “politica”. Sarebbe, a mio avviso, una interpretazione del tutto arbitraria.»

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