Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


venerdì 06 dicembre 2019


Fallimento triennale

Almalaurea pubblica il sondaggio annuale sulla condizione lavorativa dei laureati triennali in Italia. A Roma Tre il flop era annunciato

17.12.2007 - Paolo Ribichini



Sono ormai passati sei anni dall’entrata in vigore della riforma universitaria che avrebbe dovuto operare un miglioramento dell’offerta formativa e un avvicinamento dell’Università al mondo del lavoro. Quello della formazione è un vero e proprio mercato nel quale i consumatori non riescono a percepire la qualità e il prezzo dei vari «prodotti» offerti. A dare i voti alle varie università italiane ci pensò l’ISTAT nel lontano 1988. Si scatenò un putiferio nel mondo universitario, troppo legato al «sapere» e troppo poco legato al mondo del lavoro.
Dal 1994 ogni anno il consorzio universitario Almalaurea pubblica un’analisi dello stato dell’università italiana. Oggi, per la prima volta viene pubblicato un report per il quale è stato utilizzato un campione pari al numero totale dei laureati triennali in un determinato anno (in questo caso nel 2005) intervistati a circa un anno dalla laurea. Almalaurea, con questa ricerca, vorrebbe comprendere se la laurea triennale venga realmente incontro alle esigenze del mercato del lavoro, oppure no. I risultati che emergono non sono affatto positivi. Tra i laureati triennali del 2005, che hanno scelto di entrare nel mondo del lavoro, solo il 48,5% ha trovato un impiego ad un anno dalla laurea. Anche le retribuzioni non sono affatto entusiasmanti: 969 euro, quasi lo stipendio di un operaio. Quello che emerge con più evidenza è la discrepanza esistente tra nord e sud. I laureati triennali negli Atenei settentrionali sono quelli che prima trovano lavoro. Ad un anno dalla laurea il 63,5% dei laureati triennali in Architettura a Genova lavora, contro una media nazionale del 38,1%. Discorso simile per Economia a Bolzano con un 70% (45,1% nazionale), per Medicina a Verona con un 96,3% (89,3% nazionale) e Scienze Politiche a Firenze con un 76,6% (51,7% nazionale). Al sud solo Campobasso eccelle per quanto riguarda Giurisprudenza con l’82,4% (contro un 26,4% nazionale!). Per quali tipi di studi la riforma ha fallito? Ingegneria, Giurisprudenza, Matematica e Psicologia mostrano risultati piuttosto deludenti.
E a Roma Tre? La situazione non è affatto buona: solo il 38,5% dei laureati triennali del 2005, ad un anno dalla laurea, lavora, contro una media nazionale del 48,5%. Scendendo nel dettaglio, solo Lettere e Filosofia e Scienze della Formazione si attestano sopra la media nazionale, rispettivamente al 44,8% (41,6% nazionale) e al 70,8% (60,4%). Architettura ed Economia sono le facoltà che mostrano i dati peggiori: rispettivamente il 25,3% contro il 38,1% nazionale e 30,4% contro il 45,1%.
Un laureato di primo livello di Roma Tre impiega mediamente 4,9 mesi per trovare un lavoro rispetto ai 4 mesi dei laureati d’Italia. La Facoltà di Roma Tre che permette di trovare un impiego più rapidamente è Ingegneria: poco meno di 4 mesi. Con una laurea in Scienze della Formazione o in Scienze MFN, invece, i tempi di attesa si prolungano fino anche a 6 mesi. I laureati triennali di Roma Tre che trovano un impiego a tempo indeterminato sono il 23,4% contro il 43,1% nazionale, mentre i precari sono il 47,6%. Il numero dei lavoratori senza un regolare contratto è sorprendentemente elevato: il 21,2% (contro il 9,1 nazionale) con una punta preoccupante, del 47,6%, per i laureati in Architettura. E sono proprio questi a guadagnare di meno: 510 euro al mese. Dubbi rimangono sull’utilità del «pezzo di carta» nei lavori che gli ex studenti di Roma Tre vanno ad intraprendere: il 30% dei laureati ritiene il titolo di studio acquisito inutile e non richiesto per l’impiego che sta svolgendo. La laurea triennale più «inutile» è quella in Scienze Politiche (46,6%).
Il 77,6% dei laureati alla triennale a Roma Tre sono oggi iscritti alla specialistica, contro una media nazionale del 59,6%. Segno dell’insicurezza che questi laureati hanno riguardo la propria formazione. Solo la triennale di Scienze della Formazione sembra permettere realmente l’ingresso nel mondo del lavoro, con un numero degli iscritti alla specialistica pari al 46,2% dei laureati triennali. Tutto questo dimostra quanto Roma Tre sia lontana dal mondo del lavoro. Pochi stage aziendali pre-laurea e poca attenzione all’inserimento post laurea. Chi sarà in grado di cambiare rotta, mentre tutti (docenti e rappresentati degli studenti) sembrano non porsi il problema?
BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.