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martedì 29 settembre 2020

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Gli incentivi all’industria dell’automobile secondo il popolo della rete: un boomerang per il Paese

05.10.2009 - Irene Selbmann



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Non ha fatto grande notizia ma qualcuno ci ha fatto più caso degli altri. Quando si parla di fondi e incentivi c'è sempre chi gioisce e chi storce il naso. L'intervento del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a SkyTg24 non ha fatto alcuna eccezione. Berlusconi ha contattato, infatti, la redazione del telegiornale, rassicurando Marchionne che gli incentivi per l'industria dell'automobile non mancheranno. Lo Stato la sosterrà. Non sono stati solo gli altri imprenditori ad infuriarsi, ma anche molti cittadini che non riescono a spiegarsi come mai si spendano tanti soldi in incentivi auto. Ma la FIAT non aveva anche comprato Chrysler? Come mai, allora, servono ancora incentivi?

Viene da chiedersi come la gente abbia accolto questo pubblico annuncio del Presidente del Consiglio. E' bastato porre la domanda in un forum online per ricevere qualche opinione. Lasciando da parte chi, per partito preso, si è dichiarato antiberlusconiano per fede e vocazione e chi ha lasciato insulti di vario genere, gli utenti che hanno civilmente contribuito alla discussione trovano assurda la politica degli incentivi alle auto. Ciò che ne è emerso, è che la maggioranza della gente non crede affatto che il problema del Paese sia sfornare più automobili che forme di parmigiano. Vere priorità sono considerate la ricerca, la scuola, la sanità, il sociale. Insomma, tutti quei capitoli della spesa pubblica che servirebbero a rendere una Nazione occidentale degna di questo nome. Capitoli di spesa che tutti i governi includono abilmente nei discorsi pre-Finanziaria, ma che poi divengono meno che paragrafi nella stesura finale.

Altro dato emerso dalla mia piccola ricerca: siamo sommersi di auto. Forse non ci sarebbe bisogno di ricordarlo, ma è la verità. Siamo soffocati dalle auto. A detta di molti, siamo anche un po' stanchi delle auto. Stanchi di spendere migliaia di euro in carburante. Stanchi di inquinamento, traffico, stanchi di vedere mezzi neri quei monumenti che una volta erano bianchi. Stanchi di essere presi in giro con la burla delle giornate senza auto, delle targhe alterne, dei bollini di vario colore e dell'euro 4, 5, 6. Insomma molto stanchi. Guardiamo da vicino alcuni interessanti contributi alla discussione: perché ancora incentivi alle auto? Solo un utente è stato in grado di rispondere: "Perché senza macchine come facciamo ad andare in giro?" C'è da rimanere allibiti ma nel 2009 c'è chi è convinto che credere nel trasporto pubblico sia superstizione. Ma escludendo questo caso isolato, le risposte ricevute sono state emblematiche. Alcuni si chiedono, giustamente: chi mai comprerà tutte queste auto, con i pochi soldi che ci troviamo in tasca? Un utente racconta la sua esperienza personale al momento di comprare una nuova auto: "quest'anno abbiamo dovuto cambiare l'auto (che poi abbiamo comprato tramite un privato). Non ti dico quanti concessionari abbiamo girato, e la quantità di macchine (sopratutto Punto del 2008) mi ha lasciato senza parole. Ma chi le compra tutte queste macchine? adesso ho capito il perché dei nuovi incentivi.....". Un altro utente commenta: "gli incentivi servono solo a far cambiare momentaneamente strada all'invenduto facendolo transitare per le case dei cittadini prima di andare comunque in ricicleria". Interessante punto di vista che mette il dito esattamente nella piaga in questione: l'automobile è una tecnologia obsoleta e in via di estinzione.

Sembra impossibile, vista la quantità di auto che circolano ogni giorno, pensare che in breve non ci saranno più. Eppure basta dare un'occhiata su Google per rendersi conto che l'automobile in quanto mezzo di trasporto, così come la conosciamo oggi, ha vita breve. Provate a fare un giro su  Noauto - Associazione per una mobilità urbana alternativa (http://nuke.noauto.org/), tanto per fare un banale esempio. Ciò che la gente chiede a gran voce è una tecnologia pulita. Scrive un altro utente a proposito degli incentivi: "Sono solo palliativi la cui data di scadenza definitiva si sta velocemente avvicinando. Bisogna riconvertire l'economia su fonti ed energie alternative e riuscire a guardare più in là del prossimo quinquennio. Per fare ciò bisogna incentivare la ricerca. Tu hai visto quanto hanno stanziato per la ricerca nel 2009?!? ". Potrebbe sembrare la sagra delle buone intenzioni, ma queste opinione girano vorticosamente sulla rete. Su Twitter ogni giorno arrivano aggiornamenti sugli sviluppi di progetti per le energie pulite in tutto il mondo.

Cosa vuole la gente insomma? Vuole progetti che guardino al futuro, che guardino ai nostri figli, che aprano la strada ad una vera e propria riconversione su nuove basi. E mentre qualcuno si affanna per aiutare le vecchie tecnologie ad esalare l'ultimo respiro con un minimo di dignità, nel frattempo le scuole pubbliche cadono a pezzi, si aspettano ancora mesi per una visita dermatologica e bisogna lottare a sangue per uno striminzito assegno di ricerca. Non che una destinazione alternativa dell'incentivo all'industria automobilistica ci cambierebbe la vita e la società, ma di certo sarebbe un segnale forte e chiaro. È una bella presa in giro per chi sperava che lo Stato investisse nei cervelli più che nei tubi di scappamento. Il pensiero va immediatamente a tutti gli operai che ogni giorno lavorano nelle fabbriche delle auto e ai professionisti che, a vario titolo, sono impegnati nel settore. Chi vorrebbe mai che famiglie intere restassero senza sostentamento? Nessuno, ovviamente. Ma chissà che un piano coraggioso e ambizioso non potrebbe riconvertire anche loro...

 

 

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