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Il potere e la grazia

fino al 31 gennaio 2010

13.10.2009 - Simone Di Tommaso



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  Dallo scorso 8 ottobre le stanze di Palazzo Venezia ospitano un'imperdibile mostra che tenta di illustrare la storia dell'Europa attraverso i complessi rapporti che, per duemila anni, si sono intrecciati tra i popoli europei e i santi della religione cristiana.

L'espressione "santi patroni d'Europa", titolo emblematico della rassegna, può essere spiegata, come afferma il curatore della mostra, don Alessio Geretti, secondo due diversi punti di vista.

Il primo si riferisce ai santi protettori dell'Europa complessivamente intesa e, quindi, ai sei personaggi che sono stati scelti da Paolo VI e Giovanni Paolo II quali modelli e protettori speciali: essi sono tre del primo millennio dell'era cristiana e tre del secondo, tre uomini e tre donne, e, precisamente, san Benedetto da Norcia, fondatore dell'ordine dei monaci benedettini, san Cirillo e san Metodio, grandi evangelizzatori dei popoli slavi, santa Caterina da Siena, santa Brigida di Svezia e, infine, santa Teresa Benedetta della Croce, donna di origine ebraica, morta, durante la seconda Guerra Mondiale, nel campo di concentramento di Auschwitz.

L'espressione può essere vista, inoltre, con un senso più ampio, riferendosi a quei santi che sono protettori di ogni singolo Stato europeo come, ad esempio, san Giorgio per il Regno Unito, santa Giovanna d'Arco e san Luigi per la Francia, san Stanislao per la Polonia, san Giacomo per la Spagna, santo Stefano per l'Ungheria, san Michele Arcangelo per la Germania.

La mostra, composta da circa cento opere d'arte, alcune di incommensurabile bellezza, si articola in dieci sezioni che ripercorrono le principali tappe della storia europea.

La prima sezione è una sorta di introduzione nel mondo dei santi che ha il fine di far percepire al visitatore in cosa consista la santità. Tra le opere qui comprese sono da ricordare Madonna e bambino con Caterina da Siena, Rosa di Lima e Agnese di Montepulciano di Giambattista Tiepolo e l'Immacolata Concezione dell'Escorial di Esteban Murillo, convervata nel museo del Prado di Madrid.

Le sezioni dalla seconda alla quinta ricostruiscono le vicende della cristianizzazione dell'Occidente europeo attraverso il culto dei martiri della Chiesa del primo millennio, degli eremiti e dei vescovi che hanno convertito popoli e regni. I capolavori di queste sezioni sono Il martirio di san Pietro del Guercino, proveniente dalla Galleria Estense, San Benedetto di Hans Memling e Storia di san Nicola del Lorenzetti.

Le successive tre sezioni, vero cuore della mostra, sono dedicate a tre generi diversi di santità. Si parte dai re santi che hanno saputo bilanciare il potere con la santità generalmente riconosciuta dai loro sudditi; si passa attraverso i cavalieri di Dio come Giovanna d'Arco che, dopo essere stati martirizzati su comando di re sanguinari, sono stati riconosciuti patroni di interi regni; si finisce con i santi della mistica e della carità, come il patrono d'Italia san Francesco d'Assisi. Le opere principali di queste tre sezioni sono San Giorgio del Mantegna, in prestito dalle Gallerie dell'Accademia di Venezia, Le stigmate di san Francesco di Jan van Eych, conservata nella Galleria Sabauda di Torino, san Luigi re di Francia con un paggio di El Greco proveniente dal Louvre, san Giacomo vittorioso del Tiepolo e, infine, san Michele Arcangelo, capolavoro, recentemente restaurato, di Guido Reni.

Dopo la nona sezione, che presenta gli scritti dedicati ai sei grandi patroni dell'intera Europa, la mostra si conclude con l'esposizione di quattro bellissime opere d'arte che simboleggiano il rapporto tra il potere e la grazia, tra le fede e la cultura, tra la politica e la Chiesa: san Giovanni Battista, capolavoro del Caravaggio conservato nella Galleria Corsini, L'Imperatore Teodosio e sant'Ambrogio all'entrata della Cattedrale di Milano del van Dyck, proveniente dalla National Gallery di Londra, Il tributo della moneta di Bernardo Strozzi e Ritratto di Tommaso Moro di Holbein.

La mostra è semplicemente favolosa. I capolavori della storia dell'arte europea, in essa raccolti, che documentano il rapporto tra potere e religione, ne fanno uno scrigno di tesori assoluti che ripagano ampiamente il visitatore del prezzo del biglietto. E' una di quelle "grandi mostre" di cui Roma deve essere fiera di ospitare.

 

dal 7 ottobre 2009 al 10 gennaio 2010

Palazzo Venezia, via del Plebiscito n. 118 - Roma

Oorari: tutti i giorni dalle 10 alle 20; venerdì e sabato dalle 10 alle 22

Ingresso: intero € 10 - ridotto € 8

 

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