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Sapori colti

fino al 15 novembre 2009

23.10.2009 - Simone Di Tommaso



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  Lo scorso 20 ottobre è stata inaugurata, nel Salone Centrale del complesso del Vittoriano, una particolare mostra che ha l'intento di raccontare al grande pubblico la storia di Roma attraverso le tracce che personaggi illustri hanno lasciato nelle osterie, nei ristoranti e nelle taverne della città.

L'esposizione, presentata alla stampa dai curatori Paolo Di Giannantonio, noto volto del TG1, e Alessandro Nicosia, con la partecipazione del giornalista Vincenzo Mollica e dell'attore Ricky Tognazzi, raccoglie, per la prima volta, materiali mai usciti fuori da quei veri e propri musei inconsapevoli che sono i luoghi del mangiare romano: schizzi, dipinti, caricature, firme, appunti, poesie, rime, versi e pensieri raccolti quotidianamente, per tantissimi anni, nei libri storici degli ospiti, avevano come scopo quello di ricordare una cena, un momento conviviale, di lasciare una dedica per il ristoratore e, infine, di ringraziare per tutto quello che di buono si era mangiato come ad esempio le fettuccine al doppio burro, i carciofi e gli spaghetti all'amatriciana, piatti da sempre caposaldi della cucina romana.

"L'idea - afferma Di Giannantonio - mi è venuta un po' per volta, a cominciare dalla sera di una decina di anni fa, quando in una nota pizzeria chiesero a me, giornalista televisivo, di scrivere un pensiero a ricordo del mio passaggio, su una paletta di legno di quelle utilizzate, appunto, per servire le pizze a tavola. Mi chiesi come si erano comportati coloro che mi avevano preceduto. E andai a vedere. Anzi ad osservare: c'erano anche pensieri e disegni gustosi, stimolanti, divertenti."

Il viaggio proposto, incentrato principalmente sul Novecento, è diretto alla scoperta della memoria collettiva romana sotto un punto di vista differente da quello abituale.

Il materiale della mostra, raccolto per mezzo dei prestiti concessi dai proprietari dei più importanti e famosi ristoranti romani, come Alfredo alla Scrofa  Alfredo alla Scrofa, il Bolognese, Checco Er Carrettiere, i Due Ladroni, l'Antica Pesa, lo Scopettaro, Rosetta, il Re degli Amici, Fortunato al Pantheon, la Soffitta e così via, è suddiviso in sei sezioni, delle quali la più particolare è quella riservata ai tanti disegni e schizzi che era solito lasciare sui tovaglioli il grande e indimenticato regista Federico Fellini ovunque andasse a mangiare.

Le altre sezioni raccontano le varie tappe della storia di Roma, a partire dai primi anni del secolo scorso: si passa, perciò, attraverso le atmosfere della città in piena trasformazione, le illusioni del Fascismo, la ripresa economica e i sogni della "dolce vita". Lungo il percorso ci si imbatte, dapprima, nelle dediche di Mussolini, di Badoglio, di Gugliemo Marconi, di Filippo Tommaso Marinetti, di Giuseppe Ungaretti, di Trilussa, di Carlo Emilio Gadda, di Totò, e in seguito, in quelle di Mike Buongiorno, di George Cloney di Fiorello, di Dario Fo.

Fra i pezzi esposti meritano attenzione, le posate d'oro donate al "Re delle Fettuccine" Alfredo dai divi del cinema Mary Pickford e Douglas Fairbanks, lo specchio donato all'oste Angelino dalla Principessa Jolanda di Savoia come ringraziamento per i ripetuti invii di carciofi e i bicchieri usati da Trilussa.

Tenendo presente la sua particolarità, la mostra è da non perdere: essa si propone come un tuffo dentro la storia di Roma, attraverso l'esaltazione delle suggestioni che solo una buona cucina, come quella romana, sa dare.


dal 21 ottobre al 15 novembre 2009

Salone Centrale del Complesso del Vittoriano - via San Pietro in Carcere, Roma

dal lunedì al giovedì dalle 9.30 alle 19.30; venerdì e sabato fino alle 23.30; domenica fino alle 20.30

ingresso gratuito


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