Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


giovedì 01 ottobre 2020

  • MP News
  • Sport

Fabrizio De André – La mostra

fino al 30 maggio 2010

04.03.2010 - Simone Di Tommaso



CALCIO - Una Roma spavalda mette alle corde il Palermo

Tre gol in mezz'ora (Pjanic, Florenzi e Gervinho) e gara in discesa. Chiude con una doppietta l'attaccante ivoriano
Leggi l'articolo

CALCIO - Lazio-Frosinone 2-0. Le pagelle biancocelesti

Gara bloccata per 80 minuti, quando Keita, subentrato a Kishna, segna con un destro d'autore. Il raddoppio di...
Leggi l'articolo

CALCIO - Alla Lazio il primo derby regionale contro il Frosinone

Terza vittoria consecutiva per i biancocelesti che raggiungono il terzo posto in classifica. Keita man of the match
Leggi l'articolo

CALCIO-UEL – Lazio-Saint-Étienne 3-2. Le pagelle biancocelesti

Al 6' difesa ferma sul colpo di pancia di Bayall Sall. Pari di Onazi al 38', 2-1 di Hoedt al 48'. Biglia sigla il 3-1,...
Leggi l'articolo

"Cosa avrebbe potuto fare alla fine degli anni cinquanta un giovane nottambulo, incazzato, mediamente colto, sensibile alle vistose infamie di classe, innamorato dei topi e dei piccioni, forte bevitore, vagheggiatore di ogni miglioramento sociale, amico delle bagasce, cantore feroce di qualunque cordata politica, sposo inaffidabile, musicomane e assatanato di qualsiasi pezzo di carta stampata? Se fosse sopravvissuto e gliene si fosse data l'occasione, costui, molto probabilmente, sarebbe diventato un cantautore. Così infatti è stato ma ci voleva un esempio".

Queste sono le parole del più grande cantautore italiano, Fabrizio De André, a cui Roma, nel settantesimo anniversario dalla nascita, rende omaggio allestendo, fino al prossimo 30 maggio, una bellissima mostra negli spazi espositivi dell'Ara Pacis, con la collaborazione di Studio Azzurro, gruppo di videoarte.

La mostra è molto particolare perché i materiali multimediali e interattivi permettono al pubblico di vivere una vera e propria esperienza emozionale: entrare relazione con l'universo di "Faber".

Vengono affrontati tutti grandi temi che hanno ispirato l'artista, come la società del benessere, il boom economico degli anni '60, gli emarginati, i vinti, la libertà, l'anarchia, l'etica,gli chansonniers, le donne, l'amata città di Genova.

Il visitatore è accolto in una sala sulle cui pareti si leggono le stesure autografe di alcune canzoni e al cui centro campeggiano sei schermi trasparenti allineati in prospettiva ottica che raccontano Genova, l'amore, la guerra, la morte, l'anarchia, gli ultimi, attraverso filmati d'attualità, fotografie e videointerviste.

Il secondo ambiente è il più particolare, in quanto incentrato sull'uso di tavoli multimediali sui quali è possibile attivare una serie di proiezioni appoggiando direttamente uno dei vinili che costituiscono la produzione discografica di Fabrizio. In una bacheca sono raccolti tutti i 45 giri dell'artista, come "Volume I" del 1967, "La canzone di Marinella" del 1968, "La buona novella" del 1970, "Storia di un impiegato" del 1973, "Rimini" del 1978, e i più recenti "Cruêza de mä", "Le nuvole" e "Anime salve". Lavori che hanno accompagnato, per circa trent'anni, la storia d'Italia.

Nel terzo ambiente si incontrano i personaggi delle canzoni di Fabrizio. Vicino ai tarocchi originali, creati da Pepi Morgia per la scenografia dell'ultima tournée di Fabrizio, sono posizionati tre schermi in cui appaiono trentuno personaggi virtuali, come 'il Michè', 'Nina', 'il matto', 'Geordie', 'Piero', 'Marinella', 'Teresa', 'Bocca di rosa', 'l'ottico', 'il bombarolo'...

Seguono, poi due sale, nella prima delle quali è esposto il bellissimo pianoforte di Fabrizio, che lo ha accompagnato nella sua gioventù e che si trovava nella casa paterna di Villa Paradiso a Genova, e nella seconda trova spazio un contributo video di ben 5 ore messo a disposizione dagli archivi della Rai, che contiene apparizioni televisive, interviste, concerti e momenti di intimità.

Il quarto ambiente raccoglie stampe fotografiche di grande formato e una serie di proiezioni, scelte direttamente dal visitatore attraverso apposite cornici, che illustrano la vita di Fabrizio e le persone che hanno accompagnato nel suo lungo percorso, come, ad esempio, la compagna Dori Ghezzi, presente e visibilmente commossa al momento dell'inaugurazione.

I quattro ambienti sono tra loro collegati in una sala centrale che si trova proprio sotto il monumento dell'Ara Pacis. Qui sono raccolti i momenti più intimi della vita di De André e si possono leggere numerosi documenti originali, come i suoi primi bigliettini alla madre Luisa, in cui cerca il perdono per le sue mancanze scolastiche, le sue agende, i suoi appunti di lavoro, la lettera scritta al padre Giuseppe durante il sequestro del 1978 e le lettere indirizzate al poeta Mario Luzi.

Il percorso si chiude con delle preziose xilografie realizzate dall'artista americano Stephen Alcorn.

La mostra è molto bella e permette di scoprire l'universo di un grande artista, esplorando le sue canzoni, la sua vita, i suoi momenti intimi, le tematiche che lo hanno accompagnato. Permette, inoltre, una reale interazione tra il materiale esposto e il singolo visitatore, caratteristica rara. E' il pubblico, infatti, che sceglie cosa vedere e su quale elemento concentrare la propria attenzione. Una mostra da non perdere.

 

Dal 24 febbraio al 30 maggio 2010

Museo dell'Ara Pacis - Lungotevere in Augusta, Roma

Aperto dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19. Lunedì chiuso.

Biglietto: intero € 9 - ridotto € 7

www.arapacis.it

www.fabriziodeandrelamostra.com

 


Fabrizio De André – La mostra



BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.