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Concerto – sconcerto di Danilo Maestosi

fino al 5 aprile 2010

19.03.2010 - Simone Di Tommaso



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"La musica è quiete ed ardore. Ti ridesta poi si addormenta con te, scivola a fondo fino a impastarsi con la memoria e regolarne palpiti e impulsi. Puoi rimuovere, rendere sempre più opaco un ricordo, la musica te lo riporta su. A volte rimpianto, a volte una gioia dimenticata, a volte dolore puro. L'anima non è impermeabile, basta uno spiraglio e la musica filtra, si insinua come l'acqua o la sabbia. Digerisce e misura il tempo meglio di un orologio".

Con queste parole Danilo Maestosi presenta la sua ultima personale, ospitata fino al prossimo 5 aprile, presso la Sala del Giubileo del Complesso del Vittoriano. Giornalista nato a Roma nel 1944, Maestosi collabora attualmente con Il Messaggero e da più di dieci anni espone le sue opere pittoriche, partecipando, in Italia e all'estero, a prestigiose mostre.

Le opere, circa una quarantina, appartengono al ciclo pittorico sviluppato dall'artista negli ultimi tre anni e incentrato sul rapporto tra la musica e la memoria. Maestosi, difatti, compone tavole  ricche di colori e di segni ispirandosi alle emozioni create nella sua memoria dall'ascolto dei brani musicali a cui è più legato. Le melodie preferite, che siano di musica classica, jazz, folk o pop, generano nell'artista un ricordo che, sedimentandosi nella propria memoria, lo porta a dipingere la sensazione ricevuta, realizzando dei veri e propri pentagrammi onirici su tela.

L'artista intende la musica come il serbatoio privilegiato dove si depositano le emozioni e i ricordi personali e collettivi, misura del tempo e della storia, luogo del corpo e della mente. Le note diventano ricordi personali che riescono a rapportarsi alla memoria, misurando il tempo, il presente e il passato. Attraverso un'operazione intima e ricercata, egli insegue le tracce di questa musica e i sentimenti che si sono depositati nella sua mente, facendo emergere dal profondo strati di colori e graffiti che danno vita, per ogni canzone, ad un'opera-colonna sonora della vita.

Maestosi, nello spiegare la sua arte, dichiara che la pittura è come uno scavo archeologico: si deve arrivare nel profondo per tirare via il sangue, l'irrisolto. Le tele, realizzate con tecniche miste su tavola, con tempere, oli, catrami, smalti e vernici spray, diventano, di conseguenza e per l'effetto devastante della musica, espressione della vita vissuta, immaginata o sperata.

"Concerto-Sconcerto", titolo della mostra ideato direttamente dall'artista, indica la dicotomia tra l'ordine e il caos. Il concerto antico diventa, in questi tempi moderni caratterizzati dall'incertezza, uno sconcerto. La domanda che si pone Maestosi è questa: "Oltre la soglia dello sconcerto che resta della musica?", un interrogativo aperto a mille risposte o a nessuna.

"Le opere esposte in questa personale - afferma il curatore Carmine Siniscalco - sono ciascuna dedicata ad una composizione musicale, dalla sinfonia al jazz, dalla melodia alla cacofonia: la nota diventa qui pennellata, l'accordo una venatura, l'allegro un rutilante vortice di colori, l'adagio una solenne campitura, un requiem un drammatico mosaico di neri falciati da lampi luminosi, un pezzo folk un inseguirsi di vernici vivaci e ballerine, una messa l'offerta sacrale di una trascendente tavolozza. Danilo è motivato dalla musica, e questo lo si sente anche nelle opere che appartengono ad altri cicli pittorici, per il movimento quasi ritmico delle sue pennellate ed i segni che a volte appaiono nelle sue composizioni, nelle opere più recenti graffiti catramati che si sovrappongono a stesure colorate, accompagnandone le ondulazioni e le non-forme delimitate dal nero pece che sulla tela diventa colore".

Tra le opere esposte 'Mozart, Requiem', in cui si mescola il colore nero della morte e il rosso del sangue, 'Fabrizio De André, Dolcenera' e 'Omaggio a Beethoven', costituito da ben otto tavole, alcune con colori caldi e altre con colori scuri e inquieti.

La mostra permette di scoprire l'universo pittorico di un artista che dal rapporto tra musica e pittura riesce a trarre risultati efficaci e coinvolgenti.

 

Dal 17 marzo al 5 aprile 2010

Complesso del Vittoriano, Sala del Giubileo - via San Pietro in Carcere, Roma

Aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30.

Ingresso gratuito

www.comunicareorganizzando.it

www.danilomaestosi.it

 

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