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martedì 10 dicembre 2019

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Elezioni regionali 2010: finisce 7 a 6 per il centrosinistra, ma le regioni chiave le conquista il centrodestra

Conferme per il centrosinistra in Liguria, Emilia, Toscana, Umbria, Marche e Basilicata. Centrodestra avanti in Veneto, Campania, Lombardia e Calabria. Boom della Lega. Sorpresa Polverini nel Lazio

30.03.2010 - Jacopo Fontanelli



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Per le elezioni regionali 2010 si può parlare, se non di vittoria, quanto meno di una forte conferma del centrodestra, ma soprattutto a dilagare è stata la Lega. Quattro su undici regioni, finora roccaforti della sinistra sono passate al centro destra: Campania, Calabria, Piemonte e Lazio. La sorpresa si è registrata  soprattutto nel Lazio, dove la candidata Renata Polverini ha portato a casa la vittoria nonostante le polemiche per l'esclusione della lista del Pdl, e anche nel Piemonte per l'inaspettata vittoria di Roberto Cota; Formigoni in Lombardia e Luca Zaia in Veneto sono state conferme di vincita certa: nelle due regioni si registra la notevole avanzata della Lega che, oltre ad aver ridimensionato ai minimi termini Pdl e Pd in Veneto, potrebbe divenire primo partito il Lombardia. Le regioni in bilico fino all'ultimo, sono state il Piemonte (Cota vincitore ben oltre la mezzanotte), e il Lazio.

Le polemiche sul caso Marrazzo prima, e sulla giusta esclusione della lista del Pdl poi, avevano fatto registrare, nei giorni antecedenti le votazioni, un leggero vantaggio di Emma Bonino. I dati che arrivavano dai seggi elettorali confermavano questa previsione per quasi l'intera giornata; la candidata del centrosinistra, è stata infatti in vantaggio fino a tarda serata. Sempre in bilico il risultato fino a quando alle 23.20 la Polverini da Piazza del Popolo afferma, davanti ai suoi elettori: "Ho vinto", lasciandosi andare ad un pianto liberatorio, prima di posare per i fotografi facendo il segno di vittoria. "Se siamo qui è perché la democrazia ha prevalso su tutto quello che è successo in questa campagna elettorale. Non si può andare contro la volontà popolare" ha aggiunto con un filo di polemica, "nessuno osi più sfidare la gente. Io l'ho sempre sentito che finiva così. È stata una vittoria storica, non so per quanti anni la ricorderemo". Sugli scalini della piazza festeggia anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno che dice: "Ha vinto la democrazia, questo è un miracolo, nonostante la lista annullata e tutti i problemi burocratici. Un grande trionfo". Di miracolo parla anche il ministro della Difesa La Russa: "Non è più un miracolo a Milano ma è un miracolo a Roma", poi l'affondo del coordinatore Pdl: "La Corte d'appello di Roma ha deciso di non ammettere la presentazione della nostra vittoria".

I dati finali confermano la vittoria con il 51,14%; mentre Emma Bonino si ferma al 48,32%. A fare la differenza sono i voti dell'elettorato di centrodestra soprattutto in provincia che hanno favorito la Polverini: lo spoglio l'ha premiata a Latina dove ha ottenuto il 63,29%, a Viterbo con il 54,61%, a Rieti con il 56,06% e a Frosinone con il 60,36%. Mentre la Bonino ha la maggioranza in Provincia di Roma registrando il 51,79%. Ma il voto dei romani non è bastato a far vincere la leader radicale. Il dato allarmante di questa tornata elettorale è quello, però dell'astensionismo record: quasi  l'8% in meno dei votanti rispetto alle ultime votazioni. Segno, forse, che la gente è stanca di questo clima sempre troppo incline alla polemica più che alla crescita del paese.

 

 

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