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domenica 09 agosto 2020

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Gli uni e gli altri (L’enigma dell’ora)

fino all'11 luglio 2010

03.05.2010 - Simone Di Tommaso



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G.Paolini, Gli uni e gli altri, 2009-2010, foto Claudio Abate

"Gli uni e gli altri (L'enigma dell'ora)" è il titolo dell'installazione realizzata da Giulio Paolini, uno dei più importanti interpreti dell'arte contemporanea italiana e internazionale.

Protagonista dell'Arte Povera ed esponente dell'Arte Concettuale, Paolini è un artista sui generis, che ha da sempre sviluppato una ricerca complessa incentrata sugli strumenti del fare artistico e sulla figura dell'autore come operatore del linguaggio e complice dello spettatore. L'opera d'arte è da lui concepita come una visione vertiginosa capace di evocare un numero potenzialmente infinito di altre visioni e di abbracciare un tempo senza fine che guarda sia al passato che al futuro. Le principali caratteristiche dell'opera artistica di Paolini, finalizzata a diventare vero e proprio 'teatro dell'evocazione', sono la citazione, la duplicazione e la frammentazione. Le tematiche affrontate sono tipicamente dechirichiane: trovano spazio, infatti, l'enigma, l'attesa, l'assenza, la malinconia e la prospettiva.

Quale momento migliore per esporre un'opera paoliniana ispirata a queste tematiche? Proprio quello in cui si svolge contemporaneamente la più grande retrospettiva degli ultimi anni dedicata al 'pictor optimus' Giorgio De Chirico.

L'installazione, dal significato profondo e metafisico, si trova in una stanza isolata ma legata concettualmente al percorso espositivo della mostra.

La spazio è dominato da un quadrante-orologio in cui sono poste circolarmente sette sedie nere, su cui sono appoggiati gli strumenti del pittore: la tela, il telaio, i tubetti di colore. Al centro, simile allo gnomone di una meridiana, si trova una sfera, ovvero un corpo trasparente, che simboleggia l'artista che si lascia attraversare dalla luce della Storia dell'Arte.

Sulla parete principale si trovano una serie di personaggi a grandezza naturale, intenti a guardare una cornice dorata che, privata del lato inferiore, assomiglia al vano di una porta. Da qui vengono proiettate una sequenza di quarantacinque diverse immagini che si susseguono in dissolvenza. Non è un numero a caso, quarantacinque sono, infatti, gli anni dalla prima mostra di Paolini.

"Le figure - spiega Paolini - sembrano, allo stesso tempo, osservare anche noi che a nostra volta li stiamo osservando. La porta-cornice indica la soglia del vano di passaggio e fissa la distanza virtuale tra noi, che siamo qui, e gli altri, simulati dalla proiezione. Una voce, fuori campo e da lontano, legge tra sé e sé qualcosa che non riusciamo a percepire."

Lo spettatore vive un senso di disorientamento in quanto si viene a trovare all'interno dell'opera d'arte stessa e si mostra indeciso sul da farsi, ponendosi delle domande domande.

Che fare? Violare quella creazione o rimanere pietrificati e incantati?

All'improvviso, alla fine della sequenza e nel mezzo dell'indecisione del pubblico, compare inaspettatamente Giorgio De Chirico con il suo 'Autoritratto nudo': la figura dell'artista è così definitivamente superata.

Ed è lo stesso Paolini a spiegare che "L'artista fedele a se stesso abdica, rinuncia al suo nome, ai propri diritti civili e alla proposta indecente dell'amplificazione sociale del suo ruolo, o non-ruolo; concede invece l'investitura di valore primario all'opera in quanto tale, originata dalla stessa dinastia che la precede nel tempo e dalla quale discende in linea diretta. Dunque l'obiettivo, l'imperativo, è s-comunicare, liberare il linguaggio dalla sottomissione a essere operativo, funzionale...a intenderlo come transitivo".

 

Dal 9 aprile all'11 luglio 2010

Palazzo delle Esposizioni, via Nazionale 194 - Roma

Aperto dalla domenica al giovedì dalle 10 alle 20; venerdì e sabato fino alle 22.30; lunedì chiuso

Biglietto: intero € 12,50 - ridotto € 10 (permette la visita a tutte le mostre in corso)

ww.palazzoesposizioni.it

 


Gli uni e gli altri (L’enigma dell’ora)



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