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ATTILIO SELVA. GESSI, DISEGNI E BRONZI.

07.06.2010 - Simone Di Tommaso



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A.Selva, Dolente, 1913 circa

Le mostre d'arte hanno un duplice fine: da una parte quello di celebrare nel migliore dei modi possibile un artista e dall'altra quello di cercare di far conoscere o di riportare all'attenzione del grande pubblico figure cadute, inspiegabilmente, nel dimenticatoio. La mostra recentemente inaugurata nella casa-museo di Pietro Canonica a Villa Borghese risponde ad entrambi i fini e riesce benissimo nell'intento di scoprire il mondo artistico di Attilio Selva, uno dei migliori scultori italiani del Novecento le cui opere sono ammirate in varie parti del mondo.

Selva, triestino di nascita ma romano per adozione, ha realizzato, nel corso della sua attività, sculture di magnificente bellezza e di grande ariosità. Legato a Roma da un rapporto molto stretto, ha vissuto per ben dieci anni, in uno studio all'interno di Villa Strohl-Fern, dove è entrato in contatti con artisti del calibro di Arturo Martini, Amedeo Bocchi, Cipriano Efisio Oppo, Nino e Pasquarosa Bertoletti. Ha partecipato a molte Biennali di Venezia e, nel 1921, alla Prima Biennale romana, occasione in cui presenta la sua opera più conosciuta a livello internazione, 'Enigma', esposta tuttora alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna.

Roma è la città che contiene il maggior numero delle sue opere, tra cui vale la pena ricordare la fontana di Piazza dei Quiriti, duramente avversata, a causa delle nudità delle statue femminili, da molti critici dell'epoca, e, soprattutto, le statue più intense e ammirate del Foro Italico, come 'Il Lanciatore di giavellotto', 'Il Pugilatore', 'Il Discobolo' e 'Il Fromboliere'.

La mostra romana, inaugurata lo scorso 19 maggio, si incentra sull'iter creativo dell'artista e raccoglie una serie di bozzetti, in creta o in gesso, e di disegni che furono alla base della successiva opera scultoria.

Tra i disegni spiccano quelli realizzati per la scultura 'Enigma' e per il progetto della fontana di piazza dei Quiriti. La particolarità di quest'ultimo è data dal fatto che si vedono ancora le Cariatidi castamente vestite, caratteristica che, come detto, verrà meno nel lavoro finale.

Per quanto riguarda i gessi esposti, l'attenzione si concentra su opere come 'Dolente', lavoro realizzato nei primi anni di attività, 'Susanna', la cui traduzione in pietra è esposta, attualmente, nella Pinacoteca Civica di Torino, 'Primula', del 1924, e 'Nudo di donna'. Segue poi un gesso patinato a bronzo di incommensurabile bellezza dal titolo 'Sogno di maternità', in cui Selva ritrae, con grande verità, il sensuale nudo dormiente della moglie Natalina Toppi, modella di Anticoli Corrado, incinta della figlia Lucilla.

L'interesse di Selva per le statue di culto, vivo per tutto il corso della sua vita, è testimoniato dal bronzo raffigurante 'La Madonna tra gli Angeli'.

Il percorso della mostra, inframezzato dall'esposizione di alcune grandi fotografie d'epoca, si conclude con la  serie di ritratti, in bronzo e in gesso, dedicati da Selva alla sua famiglia.

La mostra è vivamente consigliata perché permette di conoscere l'opera di un grande artista e, allo stesso tempo, consente la visita ad una delle più piccole e affascinanti realtà museali di Roma, ovvero la casa-museo dove ha lavorato e vissuto lo scultore Pietro Canonica.

 

Dal 20 maggio al 26 settembre 2010

Museo Pietro Canonica a Villa Borghese - viale Pietro Canonica 2, Roma

Aperto dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19. Lunedì chiuso.

Biglietto: intero € 3 - ridotto € 1,50

www.museocanonica.it 

www.zetema.it


Attilio Selva. Gessi, disegni e bronzi.
Alcune sculture esposte presso la casa-museo di Pietro Canonica a Villa Borghese, a Roma, fino al 26 settembre 2010.


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