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DAL SEPOLCRO AL MUSEO – STORIE DI SACCHEGGI E RECUPERI

Il patrimonio archelogico recuperato all'estero, definito il tesoro degli italiani, torna in una mostra al Complesso del Vittoriano.

07.07.2010 - Simone Di Tommaso



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Dal sepolcro al museo al Vittoriano

 

Come ben si sa, l'Italia è un vero e proprio museo all'aperto, pieno di bellezze culturali, di monumenti e di testimonianze di civiltà millenarie. Questo patrimonio, definito come il tesoro degli Italiani, è spesso soggetto all'incuria e al saccheggio da parte di predatori che non si fermano davanti a nessun ostacolo per far fronte alle continue domande da parte di grandi collezionisti e istituzioni museali talvolta compiacenti.

Il traffico di opere di interesse archeologico è, purtroppo, in costante ascesa e ha assunto, nel corso degli anni, allarmanti dimensioni. Questo fenomeno clandestino è contrastato e arginato dalla Guarda di Finanza, e precisamente dal Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico, articolazione del Nucleo Polizia Tributaria Roma, il quale ha lo specifico compito di salvaguardare i siti a rischio e di monitorare il mercato antiquario nazionale ed estero alla ricerca di manufatti illecitamente scambiati. I dati forniti sono impressionanti. Nel solo biennio 2008/2009, l'impegno del Gruppo ha consentito il recupero e la restituzione allo Stato di 11.258 manufatti di interesse archeologico, il sequestro di 136.873 opere contraffatte e la denuncia penale di 294 responsabili. Di fronte a numeri di questo tipo, l'obiettivo è quello di non abbassare mai la guardia ma di contrastare costantemente e sempre più i vari tipi di illeciti.

Il Complesso del Vittoriano ospita, quindi, una mostra dedicata al prezioso lavoro della Guardia di Finanza, esponendo un vasto 'corpus' di manufatti marmorei, ceramici e bronzei  recuperati dall'indotto clandestino e restituiti alla fruizione collettiva. Si tratta, in massima parte, di materiale sottoposta a confisca, in quanto saccheggiato da necropoli arcaiche o da apparati sepolcrali gentilizi di epoca etrusca e romana. Tra le opere in mostra spiccano sarcofagi in marmo di mirabile bellezza, come quello 'delle Muse', proveniente dagli scavi di Ostia, materiale ceramico di corredo tombale, recuperato negli Stati Uniti e crateri a campana di origine etrusca.

Il rilievo marmoreo di "Mitra che uccide il toro", databile al 160 d.C., è, senza dubbio, il capolavoro della mostra e merita da solo la visita alla mostra.

Particolare di non poca importanza è la completa gratuità della mostra, la quale si consiglia, perciò, a qualsiasi tipo di pubblico.

 

Dal 15 giugno al 12 settembre 2010

Complesso del Vittoriano, Sala Gipsoteca, con ingresso da Piazza Ara Coeli - Roma

Aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.30. Sabato e domenica fino alle 19.30

Ingresso gratuito

www.comunicareorganizzando.it

 


DAL SEPOLCRO AL MUSEO – STORIE DI SACCHEGGI E RECUPERI



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