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JAN FABRE – PREPARATIO MORTIS

Il Teatro Palladium ha ospitato, lo scorso 6 novembre, la versione completa di “Preparatio Mortis”, uno dei migliori lavori del grande artista contemporaneo Jan Fabre

15.11.2010 - Simone Di Tommaso



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Il RomaEuropa Festival, nella sua venticinquesima edizione, ha presentato, il 6 novembre, nella cornice del Teatro Palladium, il debutto italiano della versione completa di "Preparatio Mortis", creazione di Jan Fabre, uno degli artisti europei più poliedrici e talentuosi degli ultimi anni, celebrato recentemente proprio a Roma da una mostra al Museo Carlo Bilotti di Villa Borghese.

Come indicato dal titolo stesso dello spettacolo, il tema è rappresentato dalla morte, vero e proprio tabù della vita contemporanea.

"Oggi - afferma Fabre - la morte è nascosta sotto il tappeto". Nell'era dell'eterna giovinezza essa è, difatti, esclusa dai nostri occhi e relegata in spazi lontani, nei luoghi di cura e negli ospedali. Il tutto è in netta contrapposizione con quanto avveniva nei secoli antichi, come nell'epoca egizia e medievale, dove i rituali funebri e, insieme, la fine dell'esistenza erano parte stessa della vita pubblica e sociale. La morte non era affatto nascosta ma presente nella quotidianità nei modi più disparati.

Fabre spiega, quindi, la morte, mettendo in scena la vita, la quale diventa, a sua volta, "preparatio mortis". "La morte - aggiunge l'artista - spinge a guardare in maniera diversa la vita. Con più completezza e intensità".

Il risultato a cui giunge Jan Fabre è, senza dubbio, sbalorditivo e straordinario.

Appena entrati nella sala si rimane senza parole di fronte ad un palco completamente ricoperto di fiori, in un ambientazione quasi idilliaca. Al centro emerge una specie di tomba, di chiaro rimando funebre.

Ad un certo punto le luci si spengono e, dopo cinque minuti di silenzio assordante, dal monumento comincia a muoversi qualcosa, che non si capisce bene cosa sia. Piano piano, sull'onda della musica prodotta da un organo, si intravede un dito, una mano, una gamba. Sono le parti del corpo di Annabelle Chambon, l'unica protagonista dello spettacolo, che inizia a danzare e muoversi in modo felino, dando quasi l'impressione di  imparare, per la prima volta, a muoversi e a scoprire il mondo attorno a lei.

La figura esce fuori dal catafalco e si aggira in lungo e largo nella distesa floreale, con istinti animaleschi e imprevedibili. Abbraccia i fiori, li getta via, ne fa mucchi, li allontana dalla tomba, facendo leggere al pubblico una data, su cui aleggia il mistero. È una data di nascita? È una data di morte? Oppure è una data di rinascita e di risveglio?

La danzatrice, poi, dopo aver fatto chiare allusioni al sentimento dell'amore e in preda all'estasi, rientra, nuda, all'interno della tomba, il cui vetro è parzialmente appannato. Qui incontra le farfalle e le mosche, simbolo, per Fabre, del mutamento di stato, e si abbandona a lanciare messaggi misteriosi.

Il tema della morte è, quindi, affiancato a quello naturale della metamorfosi. La vita è cambiamento e trasformazione, vera e propria preparazione della morte. È un mutamento che viene elaborato sul corpo umano e filtrato attraverso la violenza, la bellezza, l'avidità e l'erotismo.

Lo spettacolo andato in scena al Palladium è stato estremamente coinvolgente e ha confermato, ancora una volta, l'originalità e la talentuosità di Jan Fabre e ha, soprattutto, evidenziato la grande potenzialità del RomaEuropa Festival nel campo delle nuove tendenze artistiche.

 

Jan Fabre - Preparatio Mortis

6 novembre 2010

Teatro Palladium - piazza Bartolomeo Romano, 8 - Roma

Coreografia: Jan Fabre, Annabelle Chambon

Composizione musicale e organo: Bernard Foccroulle

Danzatrice: Annabelle Chambon

Produzione: Troubleyn/Jan Fabre

www.romaeuropa.net 

 

 

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