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giovedì 06 agosto 2020

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Memento - Tra memoria e monito

25.09.2011 - Simone Di Tommaso



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Lidia Bachis - Amy Winehouse

La memoria del passato, testimonianza di ciò che è stato e proiezione di ciò che sarebbe potuto essere. Ma anche, la memoria del quotidiano, ripasso veloce di fatti e accadimenti, vestiti di emozione e sensazione. Ancora, la memoria ufficiale quella della Storia da manuale, e quella invece, ufficiosa, delle storie con la minuscola, che non arrivano sui grandi libri, ma costruiscono la vita di persone e intere famiglie. All'ombra del ricordo, appunto. 

La memoria della realtà e dei suoi accadimenti e la memoria dell'immaginario e dei suoi presentimenti. La memoria che è distanza lucida e razionale da frapporre allo "stato" per poter continuare ad essere - nell'assunto leopardiano per cui non si può scrivere dell'infinito se non quando non si sente - ma anche, per contrasto, la memoria che è intrisa di emozione ed emozione essa stessa, per il miracolo di essere stati. Felici, infelici, fortunati, sfortunati, attivi, passivi, comunque vivi. Senza dimenticare, ovviamente, la memoria dell'arte, passato in cui affondano le radici del domani e musa, modello, monito, soggetto e oggetto di riflessione. 

Sono questi gli spunti della mostra "Memento. Tra memoria e monito", collettiva a cura di Valeria Arnaldi, che riunisce le opere di Massimo Attardi, Lidia Bachis, Ester Grossi, Giorgio Rubbio. Riflessioni differenti sull'uso della memoria, che non è semplice ricordo ma reale presa di coscienza, racconto e denuncia, documento e, perfino, a tratti, progetto della ricostruzione "del poi", che sia con senno o meno. 

Così da un lato, c'è la ricerca "archivistica" di una memoria che si ripensa e reinventa per superarsi e farsi, per paradosso, nella finzione, monito ancor più reale. Dall'altro, invece, c'è la fantasia del dettaglio, che recupera l'istante trascurato e per sua stessa natura trascurabile, dall'arte eternato e reso monumento. Da un lato, la memoria dello spirito, impalpabile ma di peso. Dall'altro, la memoria della carne, concreta, respirabile, sensuale, ostentata nell'assenza del corpo, che dell'ombra fa spirito e viceversa in un sinolo di materia e forma. Strumento primo per riflettere su se stessi e sul proprio essere riflesso. Di tempo ed invenzioni. Di memorie, anche altrui.

 

Massimo Attardi

Nasce a Treviso.  Inizia a lavorare, come fotografo, in una compagnia di danza, e successivamente, come fotografo di moda. Si trasferisce a Roma dove frequenta la facoltà di scienze politiche; qui entra in contatto con l'ambiente artistico romano. Nel frattempo, comincia una sua ricerca personale sulla figura umana e sulle antiche tecniche di stampa, in particolar modo sulla "gomma bicromata", usandola su supporti diversi come legno, metallo, vetro, plexiglass, pietra. Poco tempo dopo viene chiamato dal Museo Laboratorio d'Arte Contemporanea di Roma, per la sua prima mostra, seguono una serie di personali e collettive. Attualmente utilizza per la realizzazione delle sue opere, la tecnica della "gomma bicromata" su grandi pannelli di legno, partendo da foto da lui realizzate. Vive e lavora a Roma, nell'ex PASTIFICIO CERERE.

 

Lidia Bachis

Nata a Roma nel 1969. Dopo aver terminato il liceo artistico, ha vinto una borsa di studio e lavorato per qualche anno presso l'Istituto Poligrafico della Zecca di Stato. Fattasi apprezzare sin dagli esordi nella realtà artistica capitolina, in occasione della Quadriennale romana del 1996, ha portato il suo diario all'interno dell'installazione di Cesare Pietroiusti. Nello stesso anno è divenuta assistente di Enrico Manera. Tra tele, carte e videoinstallazioni ha al suo attivo numerose esposizioni. Nel 2003, con Barbara Martusciello, ha scritto il saggio "Arte e successo", in cui vengono analizzate le problematiche dell'arte contemporanea. Suoi lavori sono stati esposti, tra gli altri, alla Biennale di Grafica, in Siberia. Nell'estate 2011, sue opere sono state esposte in Belgio, presso la Madou  Tower, con il progetto Filosofe, realizzato in collaborazione con l'Oib della Commissione Europea. È tra le artiste invitate alla Biennale di Venezia.

 

Ester Grossi

Nata ad Avezzano nel 1981. Nel 2000 si è diplomata in Moda, Design e Arredamento. Nel 2008 ha conseguito la laurea specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale presso il Dams di Bologna. Si dedica da anni alla pittura e dal 2008 è tra i giovani artisti promossi in Italia e all'estero da Musae-Museo urbano sperimentale di arte emergente e Arteingenua. Ha collaborato, inoltre, con il fotografo Yashima Mishto, sperimentando la tecnica dello smalto su fotografia. Attualmente si dedica anche alla grafica prestampa, collaborando con il collettivo Moustache Style. Opere dell'artista sono state esposte in Italia e all'estero. Ha vinto il premio Italian Factory ed ora su eopere sono esposte alla Biennale di Venezia - Padiglione Abruzzo.

 

Giorgio Rubbio

Nasce a Torino nel 1980. Dopo gli studi di Grafica all'Istituto Steiner, entra all'Accademia Albertina di Torino dove si laurea a pieni voti risultando migliore  concorrente della mostra "Nuovi arrivi". In occasione di un periodo formativo a Berlino, entra in  contatto con il "mestiere" e stringe rapporti con artisti internazionali e galleristi. Segue una serie di mostre in varie città d'Italia, tra cui la recente "Una docile esistenza", tenutasi  nel 2010 a Modena presso SanSalvatore Art Project.

 

 

INFO

Memento - Tra memoria e monito

a cura di Valeria Arnaldi

dal 10 settembre al 5 ottobre 2011

Mondo Bizzarro Gallery, via Reggio Emilia 32 c/d - Roma

Aperto dal lunedì al sabato dalle 12 alle 20. La domenica dalle 16 alle 20.

Tel. e fax: 06/44247451

www.mondobizzarrogallery.com

info@mondobizzarrogallery.com

 

 

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