Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


martedì 29 settembre 2020

  • MP News
  • Sport

Chi vedrà l'Ultimo Cielo ?

07.03.2012 - Francesco Silella



CALCIO - Una Roma spavalda mette alle corde il Palermo

Tre gol in mezz'ora (Pjanic, Florenzi e Gervinho) e gara in discesa. Chiude con una doppietta l'attaccante ivoriano
Leggi l'articolo

CALCIO - Lazio-Frosinone 2-0. Le pagelle biancocelesti

Gara bloccata per 80 minuti, quando Keita, subentrato a Kishna, segna con un destro d'autore. Il raddoppio di...
Leggi l'articolo

CALCIO - Alla Lazio il primo derby regionale contro il Frosinone

Terza vittoria consecutiva per i biancocelesti che raggiungono il terzo posto in classifica. Keita man of the match
Leggi l'articolo

CALCIO-UEL – Lazio-Saint-Étienne 3-2. Le pagelle biancocelesti

Al 6' difesa ferma sul colpo di pancia di Bayall Sall. Pari di Onazi al 38', 2-1 di Hoedt al 48'. Biglia sigla il 3-1,...
Leggi l'articolo

"L'ultimo cielo è dentro di te, e mi scopro più anima che uomo, nasce dall'emozione" . Queste sono le prime parole della canzone di Max Gazzè "l'ultimo cielo" ma sono anche le migliori per descrivere come mi sono sentito dopo aver visto "L'Ultimo Cielo", cortometraggio del giovanissimo e promettente regista Simone Petralia.

Nato il 06/02/1988 Simone Petralia, a Patti, si è sempre distinto tra i suoi colleghi e amici registi del R.U.F.A. e dell' Act Multimedia per la difficoltà e la particolarità con cui scrive i soggetti e realizza i suoi film non badando a ciò che le persone pensano o gli consigliano di fare. Con gli arancini e i cannoli nel sangue, Simone tira dritto per la sua strada e procede senza timore verso quello che sa essere il proprio destino.

Il corto è nato da un' idea di Simone Petralia che, deciso nel perseguire la sua idea di distinguersi, sceglie un argomento che può rivelarsi un arma a doppio taglio: la  SLA. La sclerosi laterale amiotrofica è una malattia mortale per la quale non esiste ancora cura.  Le sue cause sono ancora sconosciute ma chiunque può esserne colpito e blocca l'intero sistema muscolare fino alla totale paralisi del corpo umano.

Un eccezionale Pino Quartullo trasmette, grazie alla magia del cinematografo, tutto il dolore e l'amarezza di chi ha fatto una domanda ed è tutt'ora senza una risposta.

Petralia è riuscito nel suo intento. Mi guardo intorno e ogni persona in sala sta cercando un fazzoletto con cui asciugarsi quella lacrima che cerca prepotentemente di uscire dagli occhi degli spettatori che non vogliono mostrarsi piangenti in un bel giorno di sole. Ogni passo, ogni respiro, ogni battito d'occhi di Quartullo è un pugno nello stomaco che mi fa sputare sangue per ogni volta che non ho apprezzato qualcosa nella mia vita.

Girato in collaborazione con ACT Multimedia e con l'aiuto dell'ufficio stampa di Francesca Pigianelli, "L'ultimo Cielo" è un capolavoro di colori e immagini degno di appartenere alla corrente degli Impressionisti. Ogni istante è pura realtà.

Seduto al tavolo con Simone, lo bombardo di domande a cui mi risponde dimostrando una grande semplicità e disponibilità nonostante i grandi attori che si è trovato a gestire. Mi spiega di come, stanco della normalità, ha voluto coraggiosamente e, a parer mio rischiando molto, parlare di un argomento così sensibile e delicato.

Mi racconta di come è stato possibile realizzare questo progetto grazie alle favorevoli condizioni createsi intorno a lui e di come ha saputo prendere al volo l'opportunità di creare "il nuovo".

Il nuovo per questo ragazzo è il cambiamento. E' l'agente di cambio che spazza via il vecchio facendolo accomodare gentilmente su una sedia ma, se necessario, spodestandolo dal trono su cui si è calcificato da tempo.

Mentre chiacchieriamo bevendo un caffè scorrono alla mia destra, manovrate dalla mano del loro creatore, le immagini del film. Al minuto 02:29 gli chiedo di stoppare lo scorrere del corto perchè i miei occhi vengono catturati dallo sguardo dell'attrice Jinny Steffan, distesa su di un triste lettino d'ospedale che, con il solo movimento degli occhi, racconta una delle poesie più belle mai scritte dall'umanità. Mi sembra di ascoltare le parole di Paulo Coelho e di Pablo Neruda ma Jinny non si muove. E' immobile su quel lettino straziata dal dolore del tempo e della malattia segnata sui suoi bellissimi occhi chiari. L'inquadratura si sposta magistralmente tra la Steffan e Quartullo che si scambiano pensieri come lettere attraverso i loro intensi sguardi. Il montaggio di D'Amico sottolinea la sottigliezza dell'animo umano messa a nudo in tutta la sua vulnerabilità da Petralia che lancia uno scorrere di immagini che mostrano una felice coppia in un parco che rapidamente diventa la cupa visione della stessa coppia in attesa della fine dell'orario di visite.

I coraggiosi ruoli ricoperti per il film si dimostrano adatti agli attori e con l'aiuto delle melodie scritte da Max Gazzè e Gimmi Santucci, Simone si dice essere molto più che soddisfatto dal lavoro svolto.

Mentre parliamo di cinema attraversando le varie epoche cinematografiche segnate dai grandi registi da Erich von Stroheim a Fausto Brizzi, Petralia si gira di scatto per guardare in direzione della porta. Verso di lui si avvicina la sua fidanzata che, teneramente lo bacia, mi saluta e si siede sulle sue gambe. Ha degli occhi azzurro cielo e Simone sembra perdersi in quello sguardo.

Sentendo il tempo che, generosamente, Simone mi ha concesso sta per volgere al termine in favore del tempo per lei, mi affretto a fargli l'ultima domanda. "Perchè hai girato questo film ? " . Simone mi guarda, si specchia negli occhi dell'uccellino dagli occhi blu che tiene sulle gambe, sorride e mi risponde: "L'ho scritto per noi, l'ho girato per tutti. L'ho fatto perchè la gente si renda conto di quello che ha e che potrebbe perdere in meno di un attimo. L'ho fatto per tutte quelle persone che decidono di tirare avanti. Per tutti quelli che sperano di tornare a correre in compagnia di quelle persone che hanno avuto sempre al proprio fianco nel bene e nel male. L'ho scritto perchè tutti possano vedere negli occhi di chi amano una speranza e trovare il proprio angolo di paradiso. Il proprio ultimo cielo."

Ringrazio e, scendendo le scale canticchiando l'ultimo cielo di Max Gazzè, mi viene in mente solo una frase : Non smettere mai di vivere e ... sorridere.

 

“L’Ultimo Cielo”
Anno di realizzazione: 2011
Durata: 9' 30''
Genere: Drammatico
Regia: Simone Petralia
Sceneggiatura:Simone Petralia
Produzione: MaMa production
Fotografia: Gino D'Amico e Alessia Capuccini
Attori: Pino Quartullo e Jinny Steffan
Musiche: Max Gazzé
Location: Roma

 

 

 

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.