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lunedì 09 dicembre 2019

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CALCIO - Poker Juve: Roma umiliata

Ennesima figuraccia in trasferta per la squadra di Luis Enrique

23.04.2012 - Jacopo Fontanelli



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I tifosi della Roma non ne possono più. Questo è quello che ha detto la partita contro la Juventus. Non ne possono di fare sempre figuracce in trasferta, non ne possono più delle formazioni cervellotiche del loro allenatore (Totti, Heinze e Taddei in panchina), non ne possono più di prendere quattro gol a partita né di vedere gli allenatori avversari chiedere ai propri giocatori di rallentare il gioco per non infierire. Non ne possono più soprattutto di perdere con le squadre con cui la rivalità è più accesa: 3-0 al Franchi contro l'ex allenatore della Lazio Delio Rossi, 2-1 in entrambi i derby, 4-2 a Cagliari e Lecce, 4-1 a Bergamo. Il tonfo di stasera coi "nemici" storici della Juve, è la ciliegina su una torta che per i tifosi è stata amara anche nei suoi ingredienti più semplici. Perché dimenticare l'eliminazione nel preliminare di Europa League ad agosto contro gli sconosciuti dello Slovan Bratislava, a questo punto sarebbe un delitto.

La partita dura sette minuti: il tempo che impiega Vidal a bucare per due volte Stekelemburg con precisi tiri da dentro l'area; il primo su assist di De Ceglie, il secondo su assist di Vucinic. Siamo al minuto 8' e i padroni di casa hanno già messo una seria ipoteca sulla partita e sullo scudetto. Al 26' Roma ancora in dieci uomini, e ancora per l'espulsione del suo numero uno; lancio per Marchisio, che salta il portiere ma viene da questo falciato prima di poter depositare la palla in rete a porta sguarnita. Rosso forse eccessivo, ma non c'è il tempo di protestare, c'è solo il tempo di far entrare Curci al posto di Borini e di vedere Pirlo segnare il 3-0 su ribattuta, dopo aver sbagliato il tiro dagli undici metri. Il primo tempo scivola via così, come nei migliori sogni bianconeri e nei peggiori incubi giallorossi. Il Milan ha frenato oggi e la Juve che è una grande squadra ne ha approfittato. Questa è la risposta a chi pensava che la nuova Juventus potesse farsi cogliere impreparata nel momento decisivo del campionato e accusare la sindrome del "braccino del tennista". Niente di tutto ciò, e al rientro dagli spogliatoi lo dimostra il gol di Marchisio. Ottavo centro per il giovane cresciuto nella "cantera" bianconera che suggella il risultato finale sul 4-0. Una superiorità così netta non si vedeva a Torino dagli anni di Lippi, e questa Juve sembra poter ricalcare quella storia.

Non si sa se ci saranno le dimissioni di Luis Enrique, ma quanto meno i tifosi si aspettano delle spiegazioni sull'esclusione di un Francesco Totti, decisivo con l'Udinese, e tornato a suon di buone prestazioni anche nel mirino di Cesare Prandelli.

Solito vergognoso sigillo ad una partita imbarazzante a dieci minuti dalla fine: Lichtsteiner rievoca il famoso "4-0 zitti e tutti a casa" di tottiana memoria e si prende un ingiustificato sputo di Lamela: a 18 anni non è così che si diventa campioni e non è così che si dimostra attaccamento alla maglia. Si dimostra correndo e sudando e non con reazioni bambinesche che fanno solo il male del giocatore che probabilmente subirà una giusta squalifica.

Non si può giustificare un gesto simile quando si vince e reagire in maniera così stupida quando si perde. Lo sfottò fa parte del calcio, saperlo accettare anche.

 

 

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