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lunedì 09 dicembre 2019

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CALCIO - Roma a picco: fine di un progetto mai iniziato

Crollo casalingo con la Fiorentina:2-1 per i viola

25.04.2012 - Jacopo Fontanelli



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Adesso basta. I cori dei tifosi al termine dei novanta minuti casalinghi contro tecnico e società la dicono tutta sull'umore del tifo giallorosso. La squadra ha perso la sua identità, se mai ne avesse avuta una, e ora diventa fragile anche fra le mura amiche, dove aveva costruito le fortune degli ultimi mesi. Una squadra che avrebbe dovuto entrare in campo con la rabbia, con la grinta, con la voglia di portarsi a meno uno dalla Lazio, inaspettatamente sconfitta a Novara. La Roma terza non ci vuole proprio arrivare; ha sprecato troppe occasioni per rientrare in gioco, e oggi era ancora una volta una di queste. E invece al secondo minuto gli ospiti sono già in vantaggio con un colpo di testa di Jovetic. Va più volte la Fiorentina vicino al secondo gol che non la Roma al pari; prima Cerci (fischiatissimo come ex) poi due volte Jovetic impegnano severamente Curci che impedisce con due miracoli alla sua squadra di uscire dalla partita con quarantacinque minuti di anticipo. L'allenatore asturiano aveva rivendicato con orgoglio la sua idea di calcio nella conferenza stampa prepartita, ma quello che si vede nel primo tempo non è niente di più lontano di quello che aveva sempre chiesto ai suoi giocatori: lanci lunghi dalle retrovie saltando il centrocampo. "Al di là del risultato" era il motto su cui si era incentrato il progetto ma i tifosi chiedono che almeno si veda un buon calcio. Al rientro in campo Luis Enrique propone Marquinho al posto di un impalpabile Greco e i primi risultati cominciano a vedersi. Roma completamente riversata nella metà campo viola, ma manovra troppo lenta e prevedibile per impensierire il fin lì inoperoso Boruc. Al 71' è un tiro di Pjanic deviato con astuzia da Totti a regalare ai giallorossi un inaspettato pareggio; tutti si aspettano ora una squadra che morda le caviglie, che pressi a tutto campo e che metta in campo la voglia di vincere che quest'anno si è vista troppe poche volte: quella voglia che sembra avere solo il suo capitano. E' ancora Totti a dieci minuti dalla fine con una splendida girata a costringere il portiere polacco al miracolo per salvare la sua squadra.

Al minuto 91, in pieno recupero, Lijac semina il panico tra i difensori della Roma e tira dai venti mentri; Curci respinge sui piedi di Lazzari, che controlla di destro e infila il pallone sotto il sette: 1-2 nel recupero, come a Milano, e Fiorentina che, grazie anche alla sconfitta del Lecce in casa col Napoli, ipoteca la salvezza. C'è il tempo solo di registrare la decima espulsione per i giallorossi: Osvaldo in preda al nervosisimo comincia una protesta con l'arbitro che dura due minuti costringendolo prima ad ammonirlo e dopo il gol ad espellerlo. Roma che contro il Napoli dovrà fare a meno di De Rossi, Osvaldo e Lamela.

Alla Roma non si chiedevano i risultati, non si chiedeva di arrivare terza o quarta, quest'anno alla Roma non si chiedeva niente di più che vedere una buona idea di calcio, valorizzando i giovani calciatori acquistati in estate. Quello che si vede ad oggi è una squadra senza identità che forse ha smesso di credere nel proprio allenatore; cosa che non hanno invece fatto i tifosi che ad inizio partita sembravano essere totalmente dalla parte del loro allenatore con uno striscione abbastanza esplicito: Uomo vero in un mondo di falsi, adelante Luis. Adelante Luis, ma lui e la sua squadra sono rimasti indietro.

 

 

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