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mercoledì 26 febbraio 2020

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Intervista a Monica Scattini e ad Andrea Dianetti

MP News incontra i presentatori del Gran Galà della V edizione di Corti and Cigarettes - Festival Internazionale del Cortometraggio

16.09.2012 - Simone Di Tommaso



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La serata conclusiva del Festival è presentata, quest'anno, da Monica Scattini, attrice italiana di indubbio valore, e da Andrea Dianetti, giovane attore di talento. MP News ha incontrato i due presentatori in anteprima.

 

INTERVISTA A MONICA SCATTINI

Monica, l'anno scorso eri la madrina del Festival, quest'anno la presentatrice del Gran Galà. Ne sei entusiasta?

Si, sono molto felice perché comunque rimango la madrina, questo va detto e perché è la terza edizione che seguo. Nella prima ho fatto la giurata, poi madrina presentatrice e di nuovo madrina presentatrice. Quest'anno c'è una novità, perché sono affiancata da Andrea Dianetti, ragazzo molto carino, attore giovane di talento e di grande entusiasmo.

 

Hai avuto modo di visionare in anteprima i cortometraggi in concorso? Ne conosci qualcuno?

Purtroppo no, in quanto la selezione è avvenuta d'estate. Vedrò i cortometraggi insieme al pubblico in sala e alla giuria. Sarò, quindi, anch'io fresca di giudizio.

 

Che ne pensi del genere 'cortometraggio'? Ti piace? Hai mai partecipato ad un corto?

Trovo che il cortometraggio sia una forma splendida e molto importante di comunicazione e di spettacolo. Ho partecipato a svariati cortometraggi. La mia prima esperienza risale all'inizio degli anni '80, quando in Italia non si producevano cortometraggi. Il corto, che si chiamava 'Rosso di sera', vinse il Festival di Bellaria, uno dei primissimi festival di cortometraggi. Poi ne ho fatti altri, tra cui uno insieme a Ricky Tognazzi che è andato a Venezia e si chiamava 'Pollo pollo pollo'.

In più ti dirò una cosa in esclusiva. Sto scrivendo il mio cortometraggio. Debutterò come regista e come interprete assoluta. Sperò che l'anno prossimo sia in concorso a Corti and Cigarettes.

 

Rispetto all'anno scorso il Festival ha visto la partecipazione di molti cortometraggi prodotti all'estero. Pensi che in Italia il genere debba ancora venire alla ribalta?

No, penso che in tutto il mondo ormai il cortometraggio sia una forma di comunicazione e di spettacolo molto diffusa. Il corto è rimasto l'unica forma per fare cinema con le poche risorse economiche a disposizione: è più facile mettere su un cortometraggio che non un lungometraggio. Quindi credo che sia in Italia che in tutto il mondo la produzione stia diventando sempre più forte e numerosa. Contrariamente a quanto si pensi, raccontare una storia in poco tempo richiede uno grande sforzo. Nel lungometraggio si ha più tempo per raccontare e quindi si corre il rischio di ripetersi. Nel corto si deve essere coincisi e precisi. Comunque, alla fine si deve avere sempre un colpo di scena.

 

La serata di gala prevede un omaggio alla regista Liliana Cavani. Che ne pensi della sua produzione cinematografica?

Liliana Cavani è una grandissima regista del nostro cinema italiano. E' tra le migliori. Per noi è un onore averla come ospite al Festival con un evento speciale. E' straordinaria. Film come 'Il portiere di notte' e ' Francesco' sono meravigliosi. In esclusiva, dopo il Festival di Venezia, presenterà il documentario 'Clarisse'. Per noi è un regalo eccezionale.

 

Il pensiero del giorno prima.

Che paura!

 

INTERVISTA AD ANDREA DIANETTI

Andrea, che effetto ti fa partecipare a Corti and Cigarettes in qualità di presentatore della serata di gala e non come attore o giurato?

Per me è un onore. Lo scorso anno sono stato il presentatore degli 'Incontri d'autore'. Quest'anno ho la grandissima fortuna di poter dividere il palco con una professionista come Monica Scattini, di cui ho apprezzato la grandissima simpatia. Sono proprio contento. E' un mettersi alla prova in un palco importante. Al giorno d'oggi sono poche le volte in cui si permette ad un giovane di potersi confrontare con platee così grandi e di affiancare professioniste dello spettacolo.

 

Che tipo di cortometraggio preferisci? Ti piace il genere?

Il genere mi piace molto. Il cortometraggio è scoppiettante. Al contrario del film, in pochi minuti riassume una storia, dandoti tante emozioni e facendoti capire un concetto. Il corto riesce a dare il messaggio del regista in poco tempo. Il tipo di cortometraggio che preferisco è quello romantico.

 

Abbiamo visto che nel Festival sarà proiettato un corto dedicato alla rivoluzione araba. Che ne pensi dei cortometraggi a sfondo socio-politico?

Penso che sia una bella responsabilità. Quando si toccano certi temi, bisogna andarci con i piedi di piombo. Più la tematica è importante, più la responsabilità aumenta. A volte, comunque, questi cortometraggi possono sensibilizzare il pubblico, mostrando delle realtà ad un popolo, quello occidentale, spesso all'oscuro dei tanti eventi internazionali.

 

Il Gran Galà si concluderà con un omaggio a Federico Fellini. Sei affascinato dalla sua produzione cinematografica? Il tuo film preferito?

Sicuramente Fellini, che non ho avuto la fortuna di conoscere, è un grande maestro. E' una di quelle figure che affascinano, comunque, i giovani attori. Attualmente collaboro nell'atelier di Giorgio Albertazzi. Anche lui, come Fellini, ammalia e affascina. Ogni tanto viene e ci racconta delle sue avventure insieme con mostri sacri come Luchino Visconti. Veramente altri tempi!

Il mio film preferito di Fellini è Amarcord.

Di Fellini, sono rimasto colpito dal fatto che, di notte, montava spesso sulle macchine della polizia in giro per controllare Roma, facendo un vero e proprio tour notturno nella città che amava profondamente.

 

La scorsa settimana ha presentato a Venezia il cortometraggio 'E la vita continua', dedicato al tema della donazione degli organi. Pensi che produzioni come questa riescano a sensibilizzare la coscienza popolare?

Non so se produzioni come questa sensibilizzino la coscienza della gente. Il tentativo non è comunque vano. Sono dell'idea che le produzioni che toccano l'emozione lasciano messaggi dentro la persona. Qualcosa rimane sicuramente. Il vedere in uno schermo le sofferenze, il dolore e il piacere di far rinascere le persone in attesa di trapianto può risvegliare la sensibilità sulla donazione degli organi. Non è comunque un obiettivo semplice da raggiungere.

 

Il pensiero del giorno prima.

Che paura! Ma, comunque, viva il Festival Corti and Cigarettes!

 

 

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