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sabato 14 dicembre 2019

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CALCIO - Roma: Olimpico stregato, non basta la leggenda Totti

27.09.2012 - Francesco Palumbo



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36 anni oggi, auguri al capitano, 20 ormai da professionista, spesi a rincorrere un pallone con  grinta, classe e attaccamento alla  maglia di sempre; se fosse possibile clonarlo la Roma avrebbe risolto gran parte dei suoi problemi, non tutti, a giudicare anche dalla prestazione di ieri sera contro la Sampdoria di Ciro Ferrara. Minuto 34 del primo tempo, il tiro cross di Alessandro Florenzi diventa un assist perfetto per Totti che sente odor di record e segna battendo l' argentino Romero, sale così a quota 216 gol in serie A, raggiunge Altafini e Meazza  proseguendo  l' ascesa verso Gunnar Nordahl che ora è ad appena nove lunghezze. Ma non basta la prestazione del capitano, il più anziano dei suoi in campo e l' ultimo a fermarsi, per espugnare, è ormai il caso di dirlo, lo stadio Olimpico. La Roma si schiera con Taddei al posto di Piris e Marquinho al posto di De Rossi, la Sampdoria deve rinunciare allo squalificato Maxi Lopez e perde Pozzi per infortunio  dopo pochi minuti,  affidandosi  al brasiliano Eder per creare scompiglio nella retroguardia giallorossa.

La prima frazione di gioco ricalca in grandissima parte quella vista contro il Bologna, la Roma fa la partita, gioca a pallone come Zeman vorrebbe facesse per tutto il match, va in vantaggio e sfiora il secondo gol più volte con Destro, ancora poco lucido sotto porta, e con Lamela, in netta crescita rispetto alle ultime uscite. La Sampdoria fa quello che può, riparte poche volte in contropiede ma quando ci prova  si rende sempre pericolosa, dimostrando quanto di buono fatto nelle prime giornate di questo campionato.

Nel secondo tempo si rivedono i fantasmi di Roma-Bologna, nonostante la superiorità numerica, espulso Maresca per doppia ammonizione dopo appena due minuti, la squadra di casa si arrende alle scorribande dei blucerchiati, regala metri di campo e si fa pareggiare con Munari, bravo a sfruttare il goffo intervento di Stekelemburg che gli ribatte sui piedi un traversone proveniente dalla fascia destra. Il resto è un film già visto, il brusio dei tifosi aumenta con lo scorrere dei minuti, la Roma ci prova ma senza convinzione. L' ingresso di Daniele De Rossi al posto dell' opaco Tachsidis non cambia le cose. La squadra di casa, lenta e sulle gambe, tenterà invano  fino al 90imo minuto di trovare la via del gol .

Pochi i due minuti di recupero assegnati da Mazzoleni, regolamento alla mano, fra ammonizioni varie e l' espulsione di Maresca, sarebbe stato giusto darne almeno uno in più ma non è il caso di recriminare visto che dal gol del pareggio dei liguri  la Roma aveva addirittura più di mezz'ora di gioco per ribaltare le cose e portare a casa tre punti, sul campo stavolta.

Sale in città l' ansia per la sfida di Sabato sera contro la Juventus, le polemiche sono già iniziate con Ciro Ferrara qualche giorno fa e sono destinate a proseguire in questi giorni, Juve-Roma non è una partita come le altre, con Zeman sulla panchina dei giallorossi poi diventa un evento che i tifosi della Roma aspettavano, sognavano da anni. Di certo però qualcosa deve cambiare, impossibile pensare che la squadra vista ieri nella ripresa possa imporsi allo Juventus Stadium, i calciatori, Totti, Florenzi e Castan a parte, devono sbloccarsi ed abbracciare senza remore lo stile di gioco del Boemo, l' anno scorso di questi tempi il Pescara era una squadra vera, compatta ed organizzata che macinava chilometri e creava in velocità decine di occasioni da rete. Il count down è iniziato, la speranza è che le due rivali diano spettacolo ma solo con il pallone fra i piedi senza eccedere in comportamenti antisportivi, infondo è una partita di calcio e non spetta ai  ventidue atleti occuparsi di fatti extracalcistici, per quelli, come dice Zeman, ci hanno pensato già i tribunali. 

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