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CALCIO. Il punto sul campionato

La Juve prova a fuggire, ma il Napoli tiene. A Milano il derby va ai neroazzurri. Lazio implacabile. Vittorie anche per Roma e Fiorentina

08.10.2012 - Jacopo Fontanelli



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Il big match della settima giornata è il derby della Madonnina. Il primo per Pazzini e Cassano con maglie diverse, il secondo di Stramaccioni, ma soprattutto il 45esimo di Zanetti. E' un derby che vede Abate in panchina per scelta tecnica dopo gli ultimi tre giocati in maniera disastrosi. Parte subito forte l'Inter in vantaggio al primo affondo: punizione telecomandata di Cambiasso, Abbiati esce male e Samuel sigla lo 0-1. Samuel non ha perso nessun derby in carriera (Roma e Madrid compresi). Dopo due minuti uno sciagurato rinvio di Abbiati mette Milito solo davanti alla porta, ma il principe stasera ha le polveri bagnate e si fa recuperare da Mexes. Partita brutta nel primo tempo, e ancora più brutta nella ripresa quando dopo pochi minuti l'Inter resta in dieci per un doppio giallo a Nagatomo. Inizia un possesso palla del Milan che durerà per quasi tutto l'arco dei secondi 45 ma che non porterà a nessuna occasione degna di nota. Terzo derby di fila vinto dai neroazzurri e pareggio che manca da ben 16 stracittadine. Inter terza insieme alla Lazio a 15 punti.

La Juventus espugna Siena con molta fatica. Una punizione velonosa di Pirlo porta in vantaggio gli ospiti che vengono però prontamente raggiunti da un perfetto colpo di testa di Calaiò. Gli uomini di Conte soffrono un Siena frizzante e confermano di non attraversare un ottimo momento di forma. Hanno sofferto molto a Firenze e con lo Shaktar, e soffrono tanto anche oggi. E' però un perfetto tiro al volo di Marchisio a dieci minuti dalla fine a regalare la vittoria che porta i bianconeri a quota 19. Forti le proteste di Cosmi che chiedeva (a ragione) un secondo giallo a Chiellini che avrebbe lasciato la Juventus in dieci per lunga parte del secondo tempo.

Il Napoli, resta a pari punti in testa alla classifica, dopo aver battuto 2-1 l'Udinese al San Paolo. Partita ricca di emozioni e di spettacolo, come in tanti si immaginavano. Le due squadre sembrano non aver risentito delle fatiche dell'Europa League. Tutti nel primo tempo i gol: al 30' segna Hamsik, per l'1-0 dei padroni di casa, pareggia Pinzi alla scadere, ma nel recupero è Pandev con un guizzo a far andare le squadre negli spogliatoi col risultato di 2-1. 19 su 21 i punti delle due capoliste.

La Lazio espugna facilmente Pescara con un sonoro 0-3 frutto di un primo tempo stratosferico. Una magia di Hernanes su punizione e una doppietta di Klose chiudono i giochi, senza lasciare ai padroni di casa alcuna possibilità di rimonta. Complimenti a Petkovic che venuto come Carneade si sta confermando un ottimo allenatore, la sua squadra è solida in difesa e spettacolare in avanti e può permettersi anche di lasciare a casa Zarate.

La Fiorentina sempre più bella da vedere batte 1-0 il Bologna in casa, grazie ad uno gol al 6' di Jovetic sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Montella aveva chiesto maggior cattiveria e precisione in zona gol ai suoi giocatori, che macinano tanto gioco e creano innumerevoli palle gol (almeno cinque nitide) ma non riescono a chiudere la partita che resta così in bilico fino al 90.

A far compagnia alla Fiorentina ad 11 punti ci sono anche Catania e Roma; gli etnei di Maran (un punto in più rispetto al Catania di Montella) si sbarazzano facilmente del Parma grazie ad un gol nei primi minuti del Papu Gomez e al raddoppio del solito Bergessio. La Roma ha invece più difficoltà a battere l'Atalanta che nei primi venti minuti semina il panico all'Olimpico; due volte Denis solo davanti al portiere e poi la traversa di Moralez spaventano la banda di Zeman e costringono i 50mila presenti ai fischi. E' poi un assist geniale di Totti a mettere Lamela nella condizione di dover solo spingere il pallone in rete per l'1-0 giallorosso. Secondo tempo brutto e non all'altezza del primo: si segnalano solo il gol di Bradley e il gol ingiustamente annullato a Denis per un fuorigioco che non c'era.

Il Cagliari dopo tre sconfitte di fila (compresa quella ancora sub judice con la Roma) vince a Torino grazie ad un rigore trasformato da Nenè a quindici minuti dalla fine.

 

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