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venerdì 15 nov 2019

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CALCIO - Roma: fallito il progetto USA 2.0

Zeman esonerato dopo il 2-4 contro il Cagliari, squadra affidata ad Andreazzoli

03.02.2013 - Francesco Palumbo



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Come ormai succede da troppe stagioni in casa della Roma, si arriva a febbraio già pensando alla prossima stagione perché quella attuale è definitivamente compromessa. Il Cagliari passeggia all'Olimpico sulle macerie di una Roma troppo brutta per essere vera. Vince 4-2 la squadra sarda prendendosi sul campo una piccola rivincita dopo le vicissitudini ormai note del match dell'andata vinto a tavolino dalla Roma. Che non sarebbe stata una serata piacevole per i capitolini lo si intuisce fin dai primi minuti. La squadra di Pulga e Lopez trova il vantaggio dopo poco con Nainggolan che solo in mezzo agli inermi difensori giallorossi segna la rete del vantaggio con un pregevole colpo di prima intenzione che scavalca Goicoechea. La squadra di Zeman tenta una sterile reazione appoggiandosi prevalentemente al proprio capitano. Totti a 36 anni passati si dimostra ancora una volta il più motivato e determinato dei suoi a cambiare le sorti della partita e a salvare la panchina del tecnico boemo ma gli sforzi encomiabili del numero 10 non basteranno. Il pareggio lo sigla proprio lui su calcio di punizione, Florenzi gli tocca la palla male, lui aggiusta la rincorsa e fa partire un tiro che passa alla destra della barriera del Cagliari e batte Agazzi. Esultanza che resterà nella storia della Roma. Totti quasi in lacrime sprona i compagni che lo abbracciano a impegnarsi di più.

Altro gol da record, altra prestazione da Capitano la sua.

Nella ripresa si verifica l'irreparabile. Un cross apparentemente innocuo di Avelar evidenzia i limiti tecnici e mentali di Goicoechea. Il portiere uruguaiano si lancia nel tentativo goffo di bloccare quella facile palla ma non riesce a trattenerla e la spinge in rete. L'imbarazzo e la rabbia prendono il sopravvento sia in campo che sugli spalti. La pazienza del pubblico finisce, iniziano i cori di contestazione verso il portiere e non solo. I calciatori della Roma increduli subiscono un contraccolpo che risulterà fatale. Di lì a poco il Cagliari trova il terzo gol con Sau - ex pupillo proprio di Zeman - e poi la rete dell'umiliante 4 a 1 con Pisano che sfrutta i grandi spazi lasciati dalla retroguardia avversaria. Non serve a nulla, ma fa cronaca comunque, la rete nel recupero di Marquinho.

Ci si aspettava una partita di grinta e voglia di riscatto invece del tracollo andato in scena.

Del resto è stata la stessa società giallorossa, con le parole in settimana del Direttore Sportivo Sabatini, a delegittimare parzialmente Zeman. La squadra non ha dimostrato attaccamento a un progetto che se fosse stato seguito con dedizione dagli stessi atleti e fosse stato difeso dalla proprietà come venne difeso quello di Luis Enrique lo scorso anno, probabilmente avrebbe portato a risultati decisamente migliori. Che le colpe non sono solo del tecnico è pacifico ammetterlo e non solo Baldini se ne è accorto. Anche lo stadio, per la prima volta dall'insediamento della dirigenza americana, ha manifestato il proprio malcontento con cori e striscioni nei confronti dei dirigenti, accusati di aver dato vita un altro fallimento sportivo.

Zeman ha pregi e difetti che non possono scoprirsi oggi, lo si sapeva anche lo scorso giugno quando si decise di portarlo sulla panchina della Roma, ma era tempo di abbonamenti. La filosofia del boemo esige grandi sacrifici e totale impegno da parte di tutti i giocatori. Le cosidette prime donne non possono avere vita facile con lui, il concetto di squadra è portato avanti quasi fino all'esasperazione, se i calciatori lo capiscono e lo accettano piovono soddisfazioni, altrimenti cocenti delusioni. Conoscendo gli isterismi di alcuni personaggi chiave dello spogliatoio della Roma, Zeman doveva essere tutelato maggiormanete e magari affiancato da ex calciatori che facessero da tramite fra lui e la squadra.

Ora si ricomincia con Andreazzoli, ex tattico di Spalletti, in attesa che arrivi di nuovo giugno e parta il progetto numero tre di questa nuova e finora fallimentare gestione americana.

 

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