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venerdì 15 nov 2019

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CALCIO - IL PUNTO SUL CAMPIONATO - Immutata la lotta al vertice

L'Europa decide la 25ma giornata, Juve ko e pareggio per il Napoli

19.02.2013 - Carlo Cotticelli



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Le coppe europee decidono la 25ma giornata di campionato. Eh sì, le quattro squadre italiane impegnate tra martedì e giovedì in Champions e in Europa League hanno raccolto soltanto un pareggio e tre sconfitte, sostanzialmente lasciando immutata la vetta della classifica e favorendo il Milan che ha agganciato la Lazio al terzo posto.

La Juventus, che aveva travolto per 3-0 il Celtic Glasgow in terra scozzese, è stata battuta per 1-0 da una Roma ritrovata nel big match dell'anticipo serale che ha visto il ritorno alla vittoria dei giallorossi contro la Signora d'Italia dopo ben otto anni. Determinante è stato il gol di Francesco Totti, giunto ormai - a una sola lunghezza da Gunnar Nordahl - al secondo posto nella classifica dei cannonieri di tutti i tempi del campionato italiano. È stata una partita equilibrata, risolta da una prodezza di pregevole fattura del capitano della Roma. Roma che aveva giocato bene anche il primo tempo di Genova contro la Sampdoria e che solo alcuni episodi sfavorevoli avevano portato alla sconfitta. A dimostrare, in attesa ovviamente di altri riscontri sul campo, che la Roma aveva rigettato le teorie di allenamento e di gioco di Zdenek Zeman.
La Juventus dal canto suo, al di là della stanchezza della partita contro il Celtic, ha giocato ben al di sotto delle sue possibilità. È sembrato molto lento il centrocampo, con Vidal, Pogba e il rientrante Asamoah sotto tono rispetto alle ultime prestazioni. Da qui agli ultimi tre mesi di stagione, Conte dovrà scegliere attentamente anche gli attaccanti su cui puntare per il rush finale. Oltre all'inamovibile Vucinic, va forse fatta una riflessione sull'utilizzo di Giovinco, apparso in involuzione rispetto a inizio stagione, forse dovrà puntare maggiormente su Matri o Quagliarella.

Il Napoli non sa approfittare del passo falso della Juventus, rimediando un deludente 0-0 in casa contro la Sampdoria che si conferma avversario difficile per le prime della classe (ricordiamo la vittoria in casa della Juventus per 2-1). È la terza partita in otto giorni in cui il Napoli appare in grande difficoltà, come se la possibilità di agganciare la Juventus provocasse problemi di tenuta psicologica alla squadra di Mazzarri, quasi impossibilitata a fare il salto di qualità che le consentirebbe di entrare nella storia.

Discorso simile per la Lazio, che ha raccolto soltanto due punti nelle ultime cinque partite e incassato ben dieci reti. L'impressione è che l'insufficiente campagna acquisti invernale (solo Pereirinha e lo svincolato Saha a mercato ormai concluso), accompagnata al logoramento che ha colpito alcuni titolari (Dias e Candreva su tutti), agli infortuni e alle problematiche di rinnovo contrattuale che tengono fuori dal gruppo sia Diakitè che Cavanda, sembra condannare la squadra di Petkovic al destino degli ultimi due campionati: grande girone d'andata, caduta verticale nel girone di ritorno e relativo fallimento dell'obiettivo dichiarato: un piazzamento in Champions League. La sconfitta di Siena per 3-0, con un risultato mai messo in discussione, dimostra ancora una volta l'incapacità dei biancocelesti di mantenere la concentrazione con le squadre cosiddette piccole. Non è un caso che la Lazio abbia raccolto un solo punto affrontando le ultime tre della classe. Petkovic per ora ha fatto meglio del suo predecessore solo in Europa League (prima del girone nella qualificazione ai sedicesimi, giovedì sarà la volta del ritorno contro il Borussia M.) e in Coppa Italia (finale ormai aggiudicata), ma non in campionato: lo scorso anno la Lazio aveva un punto in più nella 25ma giornata di campionato. Segno che l'organico ha dei limiti intrinseci - vuoi nella qualità delle seconde linee, vuoi nella tenuta psicologica complessiva sotto lo stress degli impegni ravvicinati. Per migliorarlo serviranno idee efficaci e originali alla dirigenza biancoceleste fin dal prossimo giugno.

Cade ancora una volta anche l'Inter di Stramaccioni, battuta nettamente per 4-1 da una grandissima Fiorentina che ha letteralmente strapazzato i neroazzurri grazie alle doppiette di Jovetic e Ljajić. L'Inter ha problemi di organico piuttosto evidenti, aggravati sicuramente dall'infortunio di Milito, che non sembrano portarla a competere per il terzo posto con Milan e Lazio.

Di tutto ciò ha approfittato proprio il Milan, che ha regolato il Parma vincendo per 2-1 con una rete ancora una volta decisiva di Balotelli, autore del quarto gol in tre partite. Quattro reti tutte decisive, a dimostrare l'importanza di questo calciatore che segna sempre gol pesanti. All'ottava giornata il Milan aveva 11 punti di distacco dalla Lazio dopo il confronto diretto che aveva visto i biancocelesti prevalere. Dopo un girone di ritorno il Milan ha raggiunto la Lazio e si candida come grande favorita per il terzo posto.

La vera rivelazione del campionato però è il Catania del presidente Pulvirenti, vero grande artefice della squadra etnea, che con la vittoria sul Bologna si afferma settima in campionato a sole tre lunghezze dalla Fiorentina. Successo degli allenatori - vedi Marino, Zenga, Simeone, Mihajlović, Montella e ora Maran - cambio del direttore sportivo (Lo Monaco), ma il Catania migliora sempre e quest'anno potrebbe arrivare per la prima volta nella storia a raggiungere un posto in Europa League. Si parla spesso di Gómez, di Bergessio o di Almiron, ma si sottovaluta Izco, centrocampista tuttofare diventato uno degli assi portanti della squadra.

Da segnalare ancora le vittorie del Torino sull'Atalanta e del Cagliari sul campo del Pescara, siglate da due calciatori italiani sui quali dovrebbe puntare l'attenzione il CT Prandelli: il granata Cerci e il sardo purosangue Sau, lo scorso anno grande protagonista con la Juve Stabia. Sembrano invece stentare Pescara e Palermo. Gli abruzzesi, oltre ad avere un modesto tasso tecnico, sono condizionati dall'avere assemblato tanti giocatori di nazionalità e lingue diverse che rendono difficilissimo il lavoro del tecnico Bergodi. Anche nel Palermo, malgrado i numerosi acquisti nel mercato di gennaio, il tasso tecnico rimane sempre piuttosto modesto.

Complimenti al Siena che, malgrado la difficile situazione a livello ambientale per la vicenda dello sponsor Monte dei Paschi, ha colto la seconda vittoria interna consecutiva contro una grande del campionato, facendo assurgere agli onori della cronaca il giovane nigeriano Emeghara, autore anche lui - come Balotelli - di 4 gol in tre partite. Calciatore, ricordiamolo, arrivato in prestito dal campionato francese per merito del bravo direttore sportivo Antonelli.

 

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