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venerdì 15 nov 2019

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CALCIO - IL PUNTO SUL CAMPIONATO - La Juve allunga

Le romane approfittano del pareggio milanese

26.02.2013 - jacopo fontanelli



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La Juventus mette 6 punti tra sé e il Napoli, togliendo pathos alla scontro diretto al vertice della prossima giornata di campionato. Certo, se il Napoli, che avrà Maradona dalla sua (ma solo in tribuna), vincesse riaprirebbe il campionato; ma ai bianconeri sarà concesso il lusso non banale di poter giocare per due risultati su tre. La partita col Siena, storicamente mai complicata per la Signora, è filata via liscia come l'olio, sia nel gioco che nel punteggio. Le poche preoccupazioni sotto forma di legni colpiti dai toscani, sono giunte tutte a risultato acquisito. Lichtsteiner porta in vantaggio i suoi e dimostrerà anche di aver perfettamente imparato a dire, nel perfetto slang romanesco acquisito nei suoi trascorsi biancocelesti, che si è trattato di un colpo di fortuna. L'anno prossimo ha chiesto il 23 come numero di maglia.
Giovinco - i fischi che gli ha indirizzato il pubblico hanno fatto arrabbiare Conte, e Pogba - cinque gol in serie A all'esordio come Del Piero, chiudono il match sul 3-0.

Luci a San Siro nel posticipo domenicale. Coreografie spettacolari per un derby veloce ma non bellissimo. Fa tutto il Milan, i gol fatti, quelli sbagliati, la partita, le azioni ma ha il clamoroso demerito di non chiuderla e l'Inter ne approfitta. Balotelli era il più atteso e gioca solo un tempo: trova tre volte un Handanovic insuperabile poi si stanca e smette di giocare. Comincia a zittire la curva e a innervosire gli ex compagni con colpi di tacco e tunnel. Deve arrivare Zanetti, una volta suo capitano - ora potrebbe essere suo nonno - a dirgli "Mario, non si fa". E Mario, davanti a chi ha giocato 39 derby consecutivi da titolare, abbassa lo sguardo ed esce dal gioco. In mezzo alla Balotelleide si gioca una partita vibrante che concede poco, però, allo spettacolo: El Shaarawy apre e Schelotto chiude, piangendo di gioia. 1-1, non finiva in pareggio in casa dell'Inter da 10 anni.

Il pareggio di Milan riapre la corsa champions per 4 squadre: la Lazio si issa solitaria al terzo posto battendo 2-0 il Pescara (dopo il 2-0 ai tedeschi in Coppa) con due bolidi di Radu e Lulic tirati direttamente dal divano di casa loro. La Roma, senza Totti e De Rossi, vince 2-3 sul campo dell'Atalanta. Doppietta di Livaja (ci aveva provato con l'Inter a segnare contro i giallorossi ma il palo aveva rimandato il suo primo timbro) e gol di Marquinho (sì, quello che aveva sputato verso Zeman a Catania), Pjanić (sì, quello che aveva insultato Zeman dopo il gol nel derby), e Torosidis (sì, anzi no, lui non aveva ancora insultato nessuno, ma aveva dato un dispiacere a Sabatini segnando anni fa alla Lazio con l'Olympiakos). E il Catania che espugna Parma (solo il Napoli c'era riuscito finora) e zitto zitto è lì a cinque punti dai terzi e a due dai quarti.

Manca la Fiorentina che giocherà stasera a Bologna, per una partita che negli ultimi 4 anni è stata rinviata tre volte. E pensate un po', sempre per neve, e sempre a febbraio. La prima volta vinse 3-1 la Viola con il 100° gol di Mutu; l'anno scorso vinse 2-0 il Bologna. Stasera vedremo, ma se finisse pari, si farebbe pari e patta e dall'anno prossimo si può ricominciare da zero.

Il Napoli - eliminato poco dignitosamente prima dalla Coppa Italia e quindi dall'Europa League - non segna da 4 partite; che se li stia tenendo tutti per venerdì contro la Juve? Ai posteri l'ardua sentenza. 0-3 e 2-0 col Pilzen, doppio 0-0 con Udinese e Sampdoria, se qualcosa non cambia molto presto saranno più le terze a rincorrere i partenopei che i partenopei a rincorrere la Juventus. Casualmente questa minicrisi si è aperta quando Cavani (è umano pure lui in fin dei conti) ha smesso di segnare. Lui, l'unico vero top player del nostro campionato.

La partita più bella è lì dove non te lo aspetti; Cagliari e Torino due squadre di mezza classifica, porte chiuse, zero tifosi, perché dovrebbe esserci spettacolo? Chi ne gioverebbe? Tante volte si pagano centinaia di euro per vedere scialbissimi 0-0, e ora che non può entrare nessuno fate 7 gol? Sì, succede anche questo. Sau su rigore. Primo tempo in ordine con le aspettative. Poi Cerci e Stevanovic e Conti, rientri in campo e stai 2-2 che nemmeno te ne accorgi. Rigore. Anzi, rigori. 3-3. Pinilla e Bianchi (col Toro in 9). Siamo al 49' e 30", mancano trenta secondi ed è un pareggio che va bene a tutti. Conti tira come per buttarla via, ma prende lo stomaco di Glick. Portiere da un lato e palla dall'altro; 4-3, e capitano rossoblu che può piangere (come Schelotto), dedicando il gol a suo figlio Bruno (sì, come il nonno mondiale), raccattapalle per l'occasione.

Zamparini sta sperimentando una nuova forma di contratto a tempo determinato: "resti finchè mi va", toglie a Malesani il privilegio di ottenere la sua quarta retrocessione e lo esonera dopo solo tre giornate. Tre pareggi, due gol fatti due subiti e tanta noia. Richiamato Gasperini.

 

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