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giovedì 22 agosto 2019

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CALCIO – La Lazio batte l’Inter al Meazza. Tabu sfatato dopo 15 anni

I biancocelesti, pur soffrendo, si impongono con tre reti e restano in lotta per l’Europa

09.05.2013 - Simone Di Tommaso



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Dopo circa quindici anni la Lazio sbanca San Siro e sconfigge l'Inter con un sonoro 3-1 che elimina ogni speranza europea dei nerazzurri, si porta a due lunghezze dalla (solita) Udinese al quinto posto e riprende la Roma in classifica, pari punti ma in vantaggio negli scontri diretti.

Il risultato è tanto positivo quanto importante per la stagione biancoceleste. La vittoria in trasferta mancava dal 22 dicembre. Con i tre punti conquistati sul campo della Sampdoria, la Lazio si piazzava al secondo posto alle spalle della Juve. A pensarci ora, dopo mesi di crisi, sembra un altro campionato. Allora si parlava della Lazio anti-Juve, la sola squadra in grado di contendere ai bianconeri lo scudetto; ora, al contrario, il sogno è diventato quello di approdare in Europa League senza dover aspettare l'elettrizzante finale di Tim Cup contro la Roma. Nel mezzo, è successo di tutto e di più: un mercato invernale con i soli arrivi di Pereirinha e Saha, una grave crisi di risultati in campionato, gli infortuni dei calciatori migliori come Dias, Klose, Konko, Floccari, Lulic, Ederson e Mauri, l'ingiusta eliminazione ai quarti di Europa League con una sola sconfitta in quattordici gare. A tre partite dalla fine del campionato, il tifoso biancoceleste dovrebbe essere più che soddisfatto delle prestazioni della propria squadra del cuore, pur con qualche rammarico.

A San Siro, Petkovic conferma la stessa formazione che ha steso il Bologna all'Olimpico, lasciando Biava e Gonzalez in panchina: classico 4-4-2, con Marchetti tra i pali, Radu e Konko sulle fasce, Cana e Dias centrali di difesa. A centrocampo Ledesma e Hernanes mediani affiancati da Candreva e Lulic sulle fasce. Davanti, Klose e Floccari. Stramaccioni risponde con una formazione obbligata per i tanti calciatori indisponibili, ben 13. È un 4-3-2-1 con Handanovic, Jonathan, Ranocchia, Juan Jesus e Pereira, centrocampo affidato a Kuzmanovic, Kovacic e l'eterno Cambiasso, Guarin e Alvarez a supporto dell'unica punta Rocchi, grande ex della partita e tra i migliori marcatori della storia biancoceleste.

La gara viene preceduta dal minuto di silenzio per la morte del senatore a vita ed ex presidente del Consiglio Giulio Andreotti. Silenzio che viene interpretato con fischi assordanti da parte del pubblico. Il primo tempo inizia su ritmi abbastanza elevati impressi dai due calciatori più in forma di entrambe le squadre: Kovacic per l'Inter e Candreva per la Lazio. È proprio il giovane talento approdato a gennaio in nerazzurro a confezionare un cross perfetto per Rocchi che impegna seriamente un prontissimo Marchetti. Il portiere laziale è in serata di grazia: poco prima ha respinto una potente conclusione di Alvarez. La Lazio risponde, ma è chiaro dai primi istanti che non ripeterà l'exploit della domenica precedente. Ci pensa l'onnipresente Candreva a propiziare il gol, che arriva al 21' in modo grottesco. Sul cross dell'esterno biancoceleste sono pronti Floccari e Ranocchia. Handanovic, cercando di anticiparli, esce a vuoto e provoca un clamoroso autogol: 0-1. Peccato che lo stesso Candreva un minuto dopo si divori l'occasione del doppio vantaggio: solo davanti al portiere allarga di poco il diagonale che lambisce il palo lontano di Handanovic. Gol mangiato, gol subito: al 33' Alvarez sovrasta Radu in elevazione e insacca alle spalle di Marchetti uno dei rari cross di Pereira dal fondo: 1-1. La Lazio soffre e si schiaccia troppo, l'Inter ne approfitta collezionando un palo di Cambiasso (decisiva la deviazione di Marchetti), un errore da pochi metri di Alvarez, un salvataggio sulla linea di Cana. Al terzo minuto di recupero Ranocchia aggancia Floccari in area, andrebbe espulso, ma l'arbitro lo grazia con un giallo: il discutibile Bergonzi è perfino titubante nell'assegnare il sacrosanto rigore per la Lazio e impiega ben quindici secondi per consultarsi con il giudice di porta che lo rassicura, il fallo è solare). Hernanes, alla partita numero cento con i colori biancocelesti, è abile nel trasformare il penalty eguagliando il proprio record stagionale in campionato, 11 gol. Lazio di nuovo in vantaggio 1-2, primo tempo chiuso nel migliore dei modi.

Il secondo tempo si apre sulla scia della prima frazione di gioco, con l'Inter che ce la mette davvero tutta, ma senza fortuna, alla ricerca del secondo gol. Petkovic sostituisce Dias con Ciani. Guarin per ben due volte si vede negare il gol, prima per merito di Marchetti poi dei pochi centimetri che sfiorano il palo. L'allenatore biancoceleste capisce che la squadra è in difficoltà e rinuncia alle due punte: Onazi e Gonzalez prendono il posto di Floccari e Ledesma. Mossa intelligente, perché Onazi infonde più dinamismo a centrocampo. Al 69' Bergonzi fischia un evidente rigore per l'Inter: Cana stende Guarin in area. Alvarez fallisce: scivola al momento del tiro e il pallone si impenna in curva. Al 76' arriva il gol del definitivo 1-3. La Lazio ha ripreso coraggio e si fa vedere davanti alla porta di Handanovic, anche se non sempre con la dovuta precisione finché Onazi non recupera palla sulla tre quarti e tira un bolide spettacolare e imparabile. Primo gol in campionato per il giovane campione nigeriano, secondo stagionale, dopo quello in Europa League contro lo Stoccarda. Gol, ambedue, bellissimi. Come bellissima è l'immagine di Onazi che corre felice ad abbracciare il suo allenatore.
Nonostante la sconfitta, i 4mila paganti tifosi dell'Inter applaudono la squadra capendo che non si può andare oltre la contestazione a Moratti: la situazione è davvero troppo disastrata per prendersela anche con la squadra e l'allenatore.

Dopo la prestazione tennistica offerta contro il Bologna, la Lazio conferma solo in parte i miglioramenti di condizione fisica e psicologica. C'è ancora qualche timore, la squadra è tornata a schiacciarsi troppo nella propria metà campo, ma ha saputo soffrire con orgoglio e conquistare tre punti fondamentali in trasferta e soprattutto a San Siro, dove è stato sfatato un tabu che durava da 15 anni. Petkovic può essere moderatamente soddisfatto. Le due partite finali contro la Sampdoria e il Cagliari, la prima in casa, riveleranno sul campo la crescita di umore e di forma della Lazio. I sei punti diventano, a questo punto, fondamentali e purtroppo non garantiscono la sicurezza della qualificazione europea. Nel caso di arrivo a pari punti, la Lazio è avanti nella classifica avulsa nei confronti sia della Roma che dell'Udinese, che però viaggia spedita a due punti di distanza collezionando vittorie su vittorie. L'impegno che dovranno mettere in campo i giocatori dovrà essere massimo. Il traguardo europeo deve essere conquistato in campionato. Il derby finale potrà essere l'eventuale ciliegina sulla torta. Nulla di più. Se così non fosse, consigliamo ai deboli di cuore di non seguire troppo intensamente il match del 26 maggio.

Il tabellino
36ma giornata del Campionato italiano di Serie A Tim 2012/13
Mercoledì 8 maggio 2013 - Stadio San Siro di Milano ore 20.45
INTER-LAZIO 1-3
Marcatori: 21' Handanovic (I) aut., 33' Alvarez (I), 48' Hernanes (L) rig., 76' Onazi (L)

Inter (4-3-2-1): Handanovic; Jonathan (30' Benassi), Ranocchia (53' Pasa), Juan Jesus, Pereira; Kuzmanovic (80' Garritano), Kovacic, Cambiasso; Guarin, Alvarez; Rocchi.
In panchina: Belec, Carrizo, Chivu, Ferrara, Spendlhofer, Schelotto, Forte, Colombi.
All. Stramaccioni
Lazio (4-4-2): Marchetti; Konko, Cana, Dias (46' Ciani), Radu; Candreva, Ledesma (59' Onazi), Hernanes, Lulic; Floccari (59' Gonzalez), Klose.
In panchina: Bizzarri, Guerrieri, Stankevicius, Biava, Pereirinha, Saha, Kozak, Rozzi.
All. Petkovic

Arbitro: Mauro Bergonzi (sez. Genova)
Assistenti: Maggiani, Giordano
IV Uomo: Iannello
ADD1: De Marco
ADD2: Romeo

Note: Al 69' Alvarez (I) sbaglia un rigore. Ammoniti Ledesma (L), Ranocchia (I), Juan Jesus (I), Pereira (I)
Recupero: 3' pt, 4' st

Le pagelle
Marchetti 8
Konko 6
Cana 5,5
Dias 6 (dal 46' Ciani 6)
Radu 5.5
Candreva 7,5
Ledesma 6,5 (dal 59' Onazi 7,5)
Hernanes 6,5
Lulic 6,5
Floccari 7 (dal 59' Gonzalez 6,5)
Klose 6,5
All. Petkovic 7

 

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