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giovedì 22 agosto 2019

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CALCIO – TIM CUP - La Lazio entra nella storia vincendo il primo derby romano di Coppa Italia

Lulic eroe al 71’. Curva Nord: scenografia d’autore. La lunga notte della gioia biancoceleste

27.05.2013 - Simone Di Tommaso



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Fortuna che c'è il derby! La stagione è finita nel migliore dei modi. In un pomeriggio quasi primaverile, la Lazio conquista la sua sesta Coppa Italia battendo in finale la Roma e disputando una di quelle partite che rimarranno impresse nella storia. I biancocelesti giocano, senza mai tirarsi indietro, una partita leggendaria e riescono ad agguantare l'ultimo treno per l'Europa League. Ma la vera soddisfazione è quella di aver strapazzato i cosiddetto "cugini non parenti", battendoli per la prima volta in una finale di coppa nazionale e lasciandoli ad ammirare la festa pazzesca della tifoseria biancoceleste.
Il 26 maggio 2013 sarà una data che entrerà negli annali del calcio. Una finale-derby mancava in Coppa Italia da 36 anni, dal 3 Luglio 1977 quando a San Siro si giocò la sfida fra Milan e Inter vinta 2-0 dai Rossoneri (reti di Aldo Maldera e Giorgio Braglia).
Il fischio d'inizio è fissato per le 18:00. I cancelli dell'Olimpico sono aperti a partire dalle 15:00. Alle 15:15 il clima è già surreale: i tre quarti dello stadio sono pieni. Tutti, tifosi laziali e romanisti, aspettano con ansia la partita delle partite.

L'ingresso in campo delle squadre per il riscaldamento segna l'inizio della festa. Il ghiaccio è rotto. Sulle note di "Morning glory" degli Oasis i biancocelesti entrano scalpitando, vanno a salutare la Curva Nord e iniziano a prepararsi atleticamente.
La tensione, altissima come non mai, è rotta solo dai fischi delle due tifoserie alla performance di Psy, rapper coreano autore della hit del momento. Non si capisce cosa c'entri in un evento del genere. Qualcuno dovrebbe spiegarlo.
Alle 18:00 in punto le squadre fanno il loro maestoso ingresso in campo. La Curva Nord dispiega una splendida scenografia, con il solito capolavoro di Disegnello ispirato alla tradizione romana, con tanto di didascalia tratta da Tito Livio ai piedi del settore: "Hic manebimus optime". Nettamente vincente come accade ormai da qualche anno la Curva Nord. La Tevere e i Distinti partecipano alla festa, sventolando tante bandiere dai colori bianco e celeste. La Curva Sud, in aperta contestazione con la società per la questione del nuovo logo, risponde solo con tanti vessilli e fumogeni gialli e rossi. L'attesa per il fischio di inizio dell'arbitro Orsato si fa spasmodica.

Petkovic schiera il classico 4-1-4-1 con il quale la Lazio è stata protagonista di un esaltante girone di andata in campionato. Davanti a Marchetti, troviamo Cana e Biava centrali, Konko e Radu sulle fasce. Ledesma davanti alla difesa; Candreva e Lulic sulle fasce, Onazi accanto a Hernanes al centro. Davanti spazio a "Mito" Klose.
Andreazzoli risponde con un 4-2-3-1. Davanti a Lobont, sposta Marquinhos esterno basso a destra, al centro Burdisso, Castan e Balzaretti sulla sinistra. De Rossi e Bradley sono dietro a un centrocampo offensivo con Lamela, Totti e Marquinho. Unica punta Destro, preferito a Osvaldo.

La partita entra subito nel vivo. Le squadre, nervose e un po' contratte, tentano di imporre ciascuna il proprio gioco. L'arbitro fa capire immediatamente che non saranno tollerati falli reiterati e dopo appena 50" ammonisce giustamente Ledesma per un'entrata proibita. La gara è combattuta. Nei primi minuti è la Roma a farsi vedere dalle parti di Marchetti per ben due volte, con Totti e Bradley. Al 4' Klose non riesce a insaccare in rete una palla avvelenata tirata da Lulic. Poi il black out per la squadra giallorossa. La Lazio comincia a imporre, in modo martellante e con incursioni continue sulle fasce, i propri schemi giocando da vera squadra e mostrando un'aggressività che, nella seconda parte della stagione, sembrava dimenticata. Le occasioni per i biancocelesti si susseguono. Ci provano, uno dopo l'altro, Candreva, Ledesma e Klose. La Lazio è la vera padrona del campo. I falli non mancano, comunque, da entrambe le parti. Le ammonizioni non si contano. Una partita come questa è fatta, senza dubbio, anche di questo.

Il secondo tempo si apre sulla scia del primo. Nessuna sostituzione. Per la Roma provano a tirare dalla lunga distanza prima Marquinhos e poi Marquinho. Al 54' si infortuna il capitano Ledesma. Petkovic fa entrare Mauri che indossa la fascia da capitano, Onazi va a prendere il posto dell'italo-argentino davanti alla difesa. Le squadre si fronteggiano a viso aperto, sebbene sia la Lazio ad essere più intraprendente. Al 68' Klose non riesce, per pochissimo, a deviare in rete un bel cross di b. Al 71' arriva il gol del vantaggio della Lazio: Lulic è abile nel deviare in porta un cross di Candreva sul quale Lobont esce a vuoto mettendo fuori causa Marquinhos. La tifoseria biancoceleste è in tripudio. Pur in festa, prende il sopravvento anche la paura. Mancano ben 19 minuti più recupero al 90'. Il pareggio della Roma diventa quasi realtà dopo appena un minuto, con Destro che di testa colpisce in pieno la traversa. La Curva Sud è ammutolita, si rende conto che non è serata. Andreazzoli tenta il tutto per tutto, richiamando Balzaretti e inserendo Osvaldo. Ma non basta, è sempre la Lazio ad avere il pallino del gioco. La tifoseria, esorcizzando la paura, spera nel raddoppio che Mauri, per ben due volte, non riesce a concretizzare. Arriva il 90'. Quattro minuti di recupero. La tensione è alle stelle. Poi, finalmente, arriva il triplice fischio. La Lazio conquista con merito la Coppa Italia.
La Roma biancoceleste festeggia un successo storico e straordinario. La Curva Nord è in visibilio: bandiere, sciarpe, canti e di tutto di più per ricordare un momento storico: in un solo colpo la Lazio ha vinto una Coppa, si è qualificata per la Supercoppa e per l'Europa direttamente dalla fase a gironi. Superata anche l'Udinese, finalmente. Non solo: ha sferrato un colpo mortale alla Roma, già stordita da una ripresa che tarda ad arrivare sotto la gestione americana. La Sud è ammutolita e, con lei, Totti e De Rossi che piangono lacrime amare per la sconfitta.
Alle 20:15 al termine della cerimonia di premiazione il capitano Stefano Mauri, attorniato dai compagni, alza al cielo la sesta Coppa Italia della storia biancoceleste. La festa può cominciare. Appuntamento a Ponte Milvio e a Piazza del Popolo.
"L'aquila è Roma... noi i suoi eredi". Questo è lo striscione che meglio può ricordare una serata da leggenda. Dopo questa vittoria gli equilibri cittadini tra laziali e romanisti sono stravolti, per il terzo anno di fila la Lazio segna la propria supremazia, ma questa volta in modo decisivo.

Il tabellino
Domenica 26 Maggio 2013 - Stadio Olimpico di Roma - ore 18.00
Finale Tim Cup 2012/2013

ROMA-LAZIO 0-1
Marcatori: 71' Lulic (L)

Roma (4-2-3-1): Lobont; Marquinhos, Burdisso, Castan, Balzaretti (76' Osvaldo); De Rossi, Bradley; Lamela, Totti, Marquinho (82' Dodo'); Destro.
In panchina: Goicoechea, Svedkauskas, Piris, Romagnoli, Taddei, Tachtsidis, Perrotta, Florenzi, Pjanic, Lopez. All. Andreazzoli

Lazio (4-1-4-1): Marchetti; Konko, Biava, Cana, Radu; Ledesma (54' Mauri); Candreva, Onazi (92' Ciani), Hernanes (84' Gonzalez), Lulic; Klose.
In panchina: Bizzarri, Strakosha, Dias, Stankevicius, Pereirinha, Crecco, Ederson, Floccari, Kozak. All. Petkovic

Arbitro: Daniele Orsato (sez. Schio)
Assistenti: Di Liberatore, Tonolini
IV Uomo: Mazzoleni
ADD1: Damato
ADD2: Banti

Note: Espulsi Tachtsidis (R) dalla panchina. Ammoniti Ledesma (L), Balzaretti (R), Marquinho (R), Hernanes (L), Klose (L), Lulic (L), Burdisso (R), Totti (R)
Recupero: 4' st

Le pagelle
Marchetti 8
Konko 7
Biava 8
Cana 7,5
Radu 7,5
Ledesma 7,5 (dal 54' Mauri 7)
Candreva 8
Onazi 8 (dal 92' Ciani sv)
Hernanes 7 (dall'84' Gonzalez sv)
Lulic 8,5
Klose 7,5
All. Petkovic 8

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