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lunedì 21 settembre 2020

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CALCIO – Italia-Argentina 1-2, gol di Higuain, Banega e Insigne

Ampio il divario tecnico e atletico con i sudamericani: azzurri poco incisivi, Marchetti decisivo in tre occasioni nella ripresa

16.08.2013 - Alessandro Staiti



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Italia-Argentina

 

La nazionale italiana non ama le gare amichevoli e neanche la dedica al Papa e l'Olimpico in festa (41.369 gli spettatori) riescono a smuoverla da un'atarassia che rende molli le gambe e imprecise le prospettive. Non ci vuole molto a capirlo quando, pronti via, il primo allarme squilla nell'area degli azzurri. Circolazione di palla, precisione di tocco, rapide e micidiali accelerazioni in profondità, cattiveria agonistica sono le caratteristiche basilari degli argentini: è troppo ampio il divario con gli avversari. L'assenza degli infortunati Messi e Balotelli ridimensiona certamente il livello agonistico della gara, ma l'Argentina riesce comunque a dar spettacolo con interpreti d'eccezione come Higuain, Banega, Di Maria, Palacio. Già al 3' è il neo laziale Biglia a infastidire Buffon, mentre l'improvvisato centrale di difesa De Rossi mostra subito qualche imbarazzo, tanto che Chiellini deve correre in suo soccorso all'8' quando il romanista va a vuoto su Higuain. Lo svantaggio nasce al 19' proprio da un errore di De Rossi: passaggio sbagliato in orizzontale al limite dell'area intercettato da Lamela che serve il numero nove appena acquistato da De Laurentiis: il suo destro di è di una potenza impressionante, Buffon battuto.

Gli azzurri provano a superare la linea di centrocampo, ma il pressing argentino è autoritario: linea di difesa alta, Biglia gioca abbondantemente nella metà campo avversaria, fa girare la palla, verticalizza, rincorre gli avversari quando c'è da recuperare. Solo Candreva si dà da fare sulla fascia destra cercando di piazzare dal fondo qualche cross in area: peccato che tanta buona volontà venga sprecata prima da Osvaldo e poi da Marchisio, gol fallito da pochi passi su assist al bacio. Giaccherini al 20' ha l'occasione di servire l'esterno biancoceleste mentre è indisturbato davanti ad Andujar, tenta invece la conclusione personale e si fa bloccare da Garay. Certo, Prandelli nel fare la formazione è anche condizionato dalla gara di Supercoppa tra Juventus e Lazio che si disputerà proprio sullo stesso terreno domenica 18 agosto 2013, a soli 4 giorni di distanza: ecco che dal campo scompaiono Pirlo e Bonucci (non disputeranno neanche un minuto, Conte ringrazia, Petkovic un po' meno) e l'Italia senza il compasso dell'ex milanista viene ridisegnata con un improbabile 4-3-2-1. De Rossi non è un centrale di difesa, Verratti non può essere Pirlo (ci mancherebbe), Giaccherini e Montolivo non riescono a imprimere propulsione al gioco e Osvaldo centravanti boa non sembra un esperimento da riproporre.

Ben sette undicesimi dell'Albiceleste messa in campo da Sabella giocano nel campionato italiano: Andujar, Campagnaro, Fernandez, Biglia, Lamela, Higuain e Palacio. Un po' come se la nostra nazionale stia affrontando una selezione argentina della Serie A. I sudamericani sono padroni del campo e, pur senza forzare troppo, ogni volta che arrivano dalle parti di Buffon fanno venire il mal di pancia: dopo un possesso palla autoritario nei primi 45 minuti, sembrano poter raddoppiare proprio sul finire del primo tempo con un contropiede micidiale di Di Maria (tra i migliori in campo) e vanificato da Palacio che tira alto a un metro da Buffon.

Nella ripresa Prandelli risparmia Candreva, Marchisio e Montolivo: li rilevano Insigne, Aquilani e Florenzi. Tra gli argentini Banega sostituisce Lamela e ripaga la fiducia dell'allenatore dopo soli 4 minuti: rapido contropiede corale, tocco di Higuain per Banega, botta di destro e Buffon nuovamente battuto.

Prandelli sente odore di brutta figura e tenta la carta Diamanti (per Giaccherini), mentre Marchetti va a sostituire un Buffon che, pur incolpevole sui gol subiti, non sembra - come ormai da qualche tempo - il miglior se stesso. Il portiere della Lazio viene subito chiamato miracolo e neutralizza con una doppia parata davvero spettacolare un tiro ravvicinato di Higuain. Trascorrono i minuti, ma l'Italia continua confusionaria e poco incisiva nonostante le sostituzioni argentine (entra Lavezzi per b, ma Biglia viene tenuto in campo per tutti i 90 minuti). Il sussulto arriva prima su un gol di Aquilani, annullato per fuorigioco, e poi da Diamanti al 23', con la sua solita punizione a giro che si stampa sulla traversa. Il match sembra riaprirsi a un quarto d'ora dalla fine con un bel destro a giro di Insigne (su assist di Osvaldo) che buca la rete avversaria. Gli azzurri ci provano, tentano un forcing quasi convincente grazie alle energie fresche dei nuovi entrati, ma è sempre Marchetti il protagonista: prima su una progressione paurosa di Di Maria che salta come birilli un paio di avversari sulla fascia e si vede negare il gol soltanto da una splendida uscita del portiere friulano che gli toglie letteralmente la palla dai piedi; quindi in finale di partita altra parata impressionante su Maxi Rodriguez (che dal 30' ha sostituito Mascherano). Curioso che, richiesto sulla grande prestazione di Marchetti, Prandelli pur facendo i complimenti al portiere della Lazio abbia ribadito che Buffon rimarrà "fino alla morte". Non dovrebbe essere la Nazionale italiana il posto ideale per le gerarchie a vita.

ITALIA-ARGENTINA 1-2 (primo tempo 0-1)

MARCATORI: Higuain (A) 20' p.t.; Banega (A) 3', Insigne (I) 31' s.t.

ITALIA (4-3-2-1): Buffon (dall'8' s.t. Marchetti); Maggio (dal 27' s.t. Cerci), De Rossi, Chiellini, Antonelli; Montolivo (dal 1' s.t. Aquilani), Verratti, Marchisio (dal 1' s.t. Marchisio); Candreva (dal 1' s.t. Insigne), Giaccherini (dall'8' s.t. Diamanti), Osvaldo. (Sirigu, Bonucci, Ranocchia, Astori, De Silvestri, Pirlo, El Shaarawy, Gilardino). All. Prandelli.

ARGENTINA (4-3-3): Andujar; Campagnaro, F. Fernandez, Garay (dal 27' s.t. Coloccini), Basanta; Biglia, Mascherano (dal 30' s.t. Maxi Rodriguez), Di Maria (dal 37' s.t. Alvarez); Lamela (dal 1' s.t. Banega), Higuain (dal 16' s.t. Lavezzi), Palacio (dal 44' s.t. A. Fernandez). (Romero, Ustari, Ansaldi, Zabaleta, Cerro). All. Sabella.

ARBITRO: Starks (Ger).

NOTE: Ammonito Campagnaro. Recupero: 2' p.t., 4' s.t.

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