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venerdì 15 nov 2019

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CALCIO – Lazio-Udinese 2-1, ottimo debutto per Biglia e Novaretti

Più luci che ombre per la squadra di Petkovic: travolgente per un’ora, poi cala e rischia il pareggio

26.08.2013 - Simone Di Tommaso



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Lazio-Udinese 2-1

La Lazio inizia nel migliore dei modi il campionato di serie A 2013-2014, conquistando i tre punti contro un'Udinese ancora stordita dai 3 gol rimediati in Europa. In uno stadio Olimpico caratterizzato dalla Curva Nord vuota, la compagine di Petkovic fornisce un'ottima prestazione per un'ora e si rialza immediatamente dopo la cocente sconfitta rimediata contro la Juventus in Supercoppa.

DUE AVVERSARI - Non c'è solo l'Udinese da sconfiggere nella prima di campionato: l'altro avversario è il razzismo, che finora ha causato nel 2013 tre squalifiche dell'Olimpico o di un suo settore. La Lazio ha risposto con diverse iniziative: i bambini di colore che hanno accompagnato le squadre in campo, la maglia con lo slogan "Amiamo il calcio, combattiamo il razzismo" e con il commento tecnico della gara su Lazio Style Radio affidato a Robin M'Kondya, ex-giocatore del Grosseto nato in Tanzania ma romano di adozione. Messaggi positivi che sembrano aver fatto breccia, in attesa di conferme nel prossimo futuro.

We love football, we fight racism

LA CURVA NORD - Vuota per la squalifica comminata dal Giudice Sportivo a seguito dei cori razzisti nella partita di Supercoppa, la Curva risponde con la presenza al di fuori dei cancelli e con uno striscione significativo apparso in Tribuna Tevere: "Non c'è sentenza, non c'è condanna che ci tenga lontano da ciò che amiamo. Sempre presenti! Curva Nord.". Si spera che la lezione sia servita e che non si ripetano, però, altri pretesti che portano il mondo del calcio (e non solo, purtroppo) a parlare in modo negativo e indiscriminato della Lazio e della sua tifoseria. La partita contro l'Udinese può segnare l'inizio di un nuovo cammino dove i cori razzisti non possano trovare alcuna giustificazione interpretativa. Le regole sono fatte per essere rispettate. Senza se e senza ma.

La Curva Nord vuota per la squalifica

TRIBUTO ALLA PRIMAVERA - Prima della partita, l'omaggio alla Primavera Campione d'Italia. I ragazzi di mister Bollini che hanno conquistato lo Scudetto il 9 giugno 2013 (alcuni dei quali convocati in prima squadra) sono sfilati in campo mentre sugli schermi scorrevano le immagini del cammino trionfale, con ovazioni ripetute da parte del pubblico a ogni nome dei giovani campioni biancocelesti, che proprio il giorno prima hanno liquidato con 5 gol il Napoli nella prima di campionato.

Tributo alla Primavera

IL MATCH - Il debutto è vincente. Più luci che ombre. Per almeno un'ora, la squadra messa in campo dal tecnico bosniaco ha convinto. Poi, nella parte finale della gara, il registro cambia e si riscopre un'antica paura, quella di perdere o pareggiare una partita dominata. È soprattutto sulla mentalità che il tecnico dovrà ancora insistere, anche se il legno di Candreva, il terzo gol fallito da Klose solo davanti a Kelava, e l'infortunio di Cana, vero dominante in difesa, hanno cambiato in qualche modo il corso della partita: purtroppo Dias non sembra più il difensore solido e impeccabile dei primi tempi, complice anche l'età che avanza.
Rispetto alla partita di Supercoppa, infatti, l'allenatore cambia la coppia centrale di difesa inserendo Cana e Novaretti, al debutto in campionato, come Biglia che però aveva già giocato in Supercoppa. L'italo-argentino è il regista a tutto campo con Gonzalez interno destro e Candreva jolly sulla trequarti. Per l'Udinese, impegnata giovedì in un difficile match di Europa League dove vacilla la qualificazione, mini turnover in avanti con Di Natale in campo e Muriel relegato in panchina.
Il primo tempo è tutto di stampo biancoceleste. Gli uomini di Guidolin non riescono a trovare le contromisure a una Lazio ben messa in campo con un'importante novità tattica: dal 4-1-4-1 si è passati a un 4-4-1-1, con Candreva a ridosso di Klose (un po' a ricalcare le movenze dello squalificato Mauri), lasciato troppo solo lì davanti proprio contro la Juve. Il primo brivido per la porta friulana arriva proprio da Candreva che coglie il palo dopo una bella azione personale. È il preludio al vantaggio: Klose serve sull'out di sinistra Hernanes, controllo, dribbling e sinistro potente e preciso sul primo palo che sorprende Kelava. Un gol da cineteca. Pochi minuti dopo il copione è quasi lo stesso. Stavolta è Hernanes che serve in profondità Klose, Kelava esce in maniera maldestra e atterra in area l'attaccante tedesco. Gervasoni non ha dubbi e concede il rigore. Dal dischetto va Candreva (calciatore in comproprietà tra le due società) che col piatto destro realizza spiazzando Kelava. 2-0 in appena 16 minuti e gara in discesa. Che il match non sia chiuso (statisticamente è il 2-0 il risultato più rischioso) lo si capisce, però, quando dopo una bellissima azione tra Candreva, Klose (velo) e Gonzalez libera a tu per tu il numero 11 biancoceleste che sbaglia clamorosamente il più facile dei gol.
Durante l'intervallo Muriel sostituisce uno spento Di Natale e Dias prende il posto di Cana (problema a un polpaccio, sospetta lesione). Cambi che hanno un impatto immediato sul match. L'Udinese senza il suo numero 10 manovra in maniera più fluida rispetto al primo tempo, mentre Dias toglie solidità alla difesa della Lazio. Il 2-1 lo segna Muriel su azione di contropiede ben orchestrata dall'Udinese. L'attaccante colombiano mostra tutte le sue qualità: grande velocità, tecnica e senso del gol superando Marchetti in uscita bassa con un pallonetto. La Lazio accusa il colpo e perde sicurezza complice anche un calo atletico. Biglia, ottima gara, non riesce più a tenere in mano la squadra facendo si che le azioni di rimessa prendano il sopravvento su quelle manovrate. È solo grazie alla tempestività di Marchetti in uscita su Lazzari e di uno sciagurato errore di Zeilinski, tiro a lato da pochi metri dalla linea di porta, che l'Udinese non trova il gol del pareggio. Sventati i pericoli la Lazio riesce a controllare e a far suo il match consapevole che una prestazione analoga non basterà per far risultato allo Juventus Stadium sabato prossimo 31 agosto 2013.

IL TABELLINO
LAZIO (4-4-1-1): Marchetti; Cavanda, Novaretti, Cana (46' Dias), Radu; Biglia; Candreva, Gonzalez (76' Onazi), Hernanes, Lulic; Klose (82' Floccari). A disposizione: Bizzarri, Strakosha, Biava, Ciani, Pereirinha, Ledesma, Ederson, Floccari, Kozak, Rozzi. Allenatore: Petkovic

UDINESE (3-4-2-1): Kelava; Naldo, Danilo, Domizzi; Basta, Pinzi (67' Zielinski), Badu, Pasquale; Pereyra (58' Lazzari), Maicosuel; Di Natale (46' Muriel). A disposizione: Benussi, Heurtaux, Allan, Bubnjic, Coda, Jadson, Gabriel Silva, Nico Lopez. Allenatore: Guidolin

ARBITRO: Gervasoni

MARCATORI: 14' Hernanes, 16' Candreva (L), 60' Muriel (U)

NOTE: ammoniti Naldo, Kelava, Domizzi(U), Novaretti, Hernanes, Biglia, Cavanda (L). Recupero 6' st.

 

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