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venerdì 15 nov 2019

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CALCIO – Lazio, notte fonda allo Juventus Stadium

Come in Supercoppa, altri quattro gol incassati dalla fragile retroguardia biancoceleste

01.09.2013 - Simone Di Tommaso



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Più luci che ombre per la squadra di Petkovic: travolgente per un’ora, poi cala e rischia il pareggio
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Tevez contrastato da Cana

Tutto come da copione. Il tabù di una vittoria a Torino, che dura da ben undici anni, non è stato sfatato. Non c'è stata rivincita. Né azione, come aveva auspicato Petkovic in conferenza stampa, né reazione. La Lazio della seconda giornata di campionato, pur con interpreti diversi in mediana e in difesa, ripete contro la Juventus praticamente la stessa partita giocata all'Olimpico di Roma il 18 agosto 2013 in occasione della Supercoppa italiana. Quattro gol allora, quattro gol oggi. Certo, a differenza della débâcle di inizio stagione, si sono visti alcuni lievi miglioramenti in fase offensiva, soprattutto nella reazione sul 2-0. Nell'insieme però, sono soprattutto più ombre che luci. La Juventus è una squadra in grado di mettere in difficoltà chiunque ma la Lazio, con una retroguardia impacciata e inguardabile, e tanti errori individuali, le facilita il compito.

LE FORMAZIONI - Rispetto alla partita di Supercoppa Petkovic cambia qualche carta in tavola. Dopo il match convincente per un'ora contro l'Udinese, conferma il modulo 4-4-1-1. La retroguardia è composta da Cavanda e Radu sulle fasce e da Novaretti e Cana centrali. A centrocampo spazio per Gonzalez, Biglia, Hernanes e Lulic. Davanti Candreva a supporto dell'unica punta Klose.
La Juventus risponde con un 3-5-2 molto aggressivo, con gli inarrestabili Vidal e Pogba a supporto delle due punte Tevez e Vucinic. La qualità è nettamente superiore.

IL MATCH - Nei primi 28 minuti la partita è a senso unico. La squadra di Conte è come al solito aggressiva e indiavolata e decisa a conquistare senza indugi i tre punti. La Lazio si fa schiacciare nella propria metà campo, sembra in bambola e incapace di rispondere ai ripetuti attacchi bianconeri. Al 14' arriva il gol di Vidal su un lancio millimetrico di Pogba. Il cileno è abile nello sfruttare le amnesie della retroguardia biancoceleste e, solo davanti a Marchetti, porta in vantaggio la Juventus. Il colpo è assordante. La Lazio riesce a farsi vedere sulla tre quarti, impensierendo la porta difesa da Buffon solo con i colpi da fuori di Hernanes e Candreva, che qualche pensiero pur creano a Buffon. Dopo appena dieci minuti arriva il raddoppio bianconero sempre con il solito Vidal che, servito magistralmente da Bonucci (notare bene, da Bonucci!), non sbaglia davanti alla porta diffesa da Marchetti. Partita già in salita, fa presagire la seconda goleada a distanza di due settimane. Quando tutto sembra volgere al peggio, arriva la reazione della Lazio. Al 29' Hernanes impegna severamente Buffon con un potente tiro da fuori. Sulla respinta Klose, con un guizzo velocissimo da attaccante di razza, ribatte in rete. 2-1, il tabù è sfata: primo gol in carriera per il centravanti della nazionale tedesca contro la Juventus. I bianconeri calano di intensità, subiscono il colpo di coda della Lazio. Fino termine del primo tempo la Lazio si ricompatta e impensierisce la squadra di Conte con almeno cinque limpide occasioni per realizzare il gol del pareggio. Ma è un fuoco di paglia.

Al rientro dallo spogliatoio la Juventus è di nuovo affamata di gol, domina e attacca a tutto campo. Al 49' è Vucinic a stampare il 3-1. Per il montenegrino, che da romanista ha sempre fatto male alla Lazio, ottavo gol in carriera contro i biancocelesti. Partita praticamente terminata. La Lazio si smarrisce e non prova neanche più ad affacciarsi in avanti. Hernanes riesce addirittura a farsi ammonire nuovamente per uno stupido fallo di mano in area bianconera: secondo giallo dopo quello del primo tempo, espulsione. Lazio in 10 e senza organizzazione di gioco. Petkovic, infuriato per la prestazione, cambia qualche interprete: Ledesma per Biglia (non oltre la sufficienza) e Floccari per Cavanda. Il gol del definitivo 4-1 è di Carlitos Tevez all'80'. Per lui è un gioco da ragazzi aggirare la coppia centrale biancoceleste e infilare alle spalle di Marchetti.

SERVE UNA SCOSSA - Notte fonda per la Lazio a Torino. Serve una vera e propria scossa. Petkovic ha l'occasione della sosta per riordinare le idee e costruire una squadra più aggressiva e determinata. Lunedì 2 settembre 2013 alle 23.00 si chiude il mercato. Tutti a parlare della punta in arrivo, il turco Yilmaz con l'improbabile piano B Gilardino. Prima della gara, però, il presidente Lotito, negando perfino l'evidenza documentata da foto e filmati, dichiara: "Lunedì ufficializzeremo un altro acquisto" - esordisce Claudio Lotito ai microfoni di Sky Sport - "Un attaccante lo abbiamo già preso, si chiama Perea: non è stato ancora tesserato perché non avevamo il posto da extracomunitario, ma adesso abbiamo sistemato. Yilmaz? È un nome uscito fuori solo dalla Turchia. Noi non proclamiamo gli obiettivi, ma li centriamo. Avete mai sentito parlare me o altri di Yilmaz? No! Allora siete voi che costruite i film e date per fatte cose che non esistono. Intanto lunedì tessereremo Perea, poi vedremo se sarà all'altezza. Siamo la squadra che ha comprato di più, abbiamo riscattato la metà di Candreva e ora questo nuovo giocatore, senza vendere nessuno. Lunedi vedrete chi sarà, qualcuno tenta di creare aspettative che non esistono".

Dichiarazioni che generano sconcerto nel tifo biancoceleste e che si prestano alle più disparate e opposte interpretazioni: da un lato potrebbe trattarsi di un messaggio al Galatasaray, per spingerlo alla cessione di Yilmaz alle condizioni proposte. Dall'altro potrebbe trattarsi di semplice pretattica: l'affare è concluso e Lotito se la riderà quando verrà presentato il centravanti turco in biancoceleste. Terzo scenario: la trattativa con il club turco è fallita, l'annuncio è reale: sarà tesserato Perea e non vi sarà più alcun posto per mettere sotto contratto un altro calciatore extracomunitario. Tuttavia, come spesso accade, quel che manca alle dichiarazioni del presidente laziale è il senso della misura: come negare una trattativa documentata da prove tangibili come il viaggio del direttore sportivo a Roma e l'incontro a Villa San Sebastiano? Come poter affermare che si è trattato solo di una costruzione mediatica? Anche se si trattasse di pretattica, sarebbe senza dubbio esagerata. Forse, soprattutto durante il periodo del calciomercato, sarebbe più saggio anche da parte degli organi di informazione dare meno importanza alle dichiarazioni dei vari protagonisti.

DIFESA E ATTACCO - Tuttavia, almeno da quanto visto in queste tre prime partite della nuova stagione, l'urgenza non è soltanto in attacco, ma anche e soprattutto in difesa: la coppia titolare vincente di un tempo, i valorosi Biava e Dias che erano stati i protagonisti della gestione Reja, hanno qualche anno in più e soprattutto il brasiliano è apparso in grave difficoltà contro l'Udinese nel secondo tempo. La nuova coppia presentata finora, Novaretti/Cana non sembra ben assortita. Nove gol in tre partite, di cui 8 dalla stessa squadra in 2 settimane, sono troppi per qualsiasi squadra, anche da fanalino di coda. Intollerabili per una società che aspira ai posti nobili della classifica.

Chissà Petkovic come riuscirà ad armonizzare ed equilibrare il reparto difensivo: il rientro di Biava, ieri ancora non al meglio per un problema all'alluce, darà sicuramente più affidabilità in marcatura. Una soluzione potrebbe essere quella di affiancargli Radu, che nel proprio ruolo di difensore centrale sinistro nella Lazio ha giocato solo pochissime partite appena arrivato in Italia. A quel punto Lulic potrebbe ritornare nel suo ruolo di esterno sinistro basso mentre Ederson potrebbe sostituirlo sulla fascia. Novaretti, che aveva convinto contro l'Udinese, è rimandato: ingeneroso scaricare su di lui tutte le colpe. Considerata la stazza, non può essere messo a contrastare calciatori agili e veloci, ancor peggio se quelli della Juventus. Tra le righe, buona la prestazione di Cavanda: se non fosse finito fuori rosa per problemi di rinnovo contrattuale, sicuramente una mano avrebbe potuto darla e rendere meno disastroso il girone di ritorno dei biancocelesti nello scorso campionato.

Migliore in campo, come al solito, Candreva: non si ferma mai e prova sempre a prendere in mano la squadra. Prestazione contrastante per Hernanes. Il brasiliano è tra i pochi a impensierire Buffon, ma è troppo nervoso, il cartellino rosso per doppia ammonizione era facilmente evitabile. Non si può lasciare la squadra in dieci per quasi un tempo. Prima riacquisterà serenità, meglio sarà per lui e per la Lazio.

Buona prova anche di Klose. Suo il merito di aver riacceso la partita al 29' del primo tempo. Troppo solo nel fronteggiare la retroguardia bianconera, il tedesco non si risparmia mai. Attacca e si sacrifica come non mai. Darà ancora il suo prezioso contributo lì davanti nel prosieguo del campionato, a patto però che venga affiancato da un'altra punta che gli permetta, di tanto in tanto, non solo di giocare in compagnia ma anche di tirare il fiato. E proprio il nome di Burak Yilmaz sarebbe la scelta più indovinata.

Serve immediatamente una scossa. Tra due settimane, in caso contro il Chievo, ci sarà l'occasione per dare una svolta all'inizio della stagione. Petkovic avrà tanto da lavorare per sfatare il tabù della squadra veronese da più di un decennio imbattuta tra le mura dello Stadio Olimpico.


IL TABELLINO
JUVENTUS-LAZIO 4-1

JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli (81' Ogbonna), Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner (78' Isla), Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah; Tevez, Vucinic (81' Quagliarella).
In panchina: Storari, Caceres, Peluso, De Ceglie, Pepe, Padoin, Giovinco, Llorente, Motta. All. Conte

LAZIO (4-4-1-1): Marchetti; Cavanda (73' Floccari), Novaretti, Cana, Radu; Gonzalez, Biglia (65' Ledesma), Hernanes, Lulic; Candreva; Klose (81' Ederson).
In panchina: Bizzarri, Strakosha, Dias, Biava, Pereirinha, Onazi, Vinicius, Kozak, Rozzi. All. Petkovic

ARBITRO: Paolo Tagliavento (sez. Terni)

Assistenti: Tonolini, Padovan

IV Uomo: Di Fiore

ADD1: Rizzoli
ADD2: Rocchi

MARCATORI: 14' Vidal (J), 25' Vidal (J), 29' Klose (L), 49' Vucinic (J), 80' Tevez (J)
NOTE: Espulso Hernanes (L) per doppia ammonizione. Ammoniti Bonucci (J). Recupero: 1' pt, 2' st

 

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