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sabato 26 settembre 2020

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CALCIO – Lazio, buona la prima in Europa League contro il Legia-Varsavia

Hernanes insacca di testa su cross pennellato dell’esordiente Keita. Vittoria importante anche in vista del derby

20.09.2013 - Simone Di Tommaso



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la prima di EL per la Lazio

Buona la prima per i biancocelesti in Europa League. Nella settimana che porta dritta al derby di campionato in casa della Roma, alla Lazio è bastato un colpo di testa di Hernanes, sul cross pennellato dell'esordiente Keita, per chiudere i giochi contro un ottimo Legia-Varsavia e andare in testa al girone J assieme ai turchi del Trabzonspor. La prestazione non è stata delle migliori, soprattutto nel primo tempo, ma vi sono alcune attenuanti: la maggior parte degli interpreti schierati (una Lazio sperimentale) aveva bisogno di trovarsi in campo, e soprattutto non va sottovalutato il valore degli avversari. I Campioni di Polonia (al loro nono scudetto) hanno un gioco veloce e organizzato con interpreti molto interessanti, come quel Jakub Kosecki che ha più volte impensierito la Lazio. Non a caso i polacchi sono usciti dai preliminari di Champions League con le Steaua Bucarest senza sconfitte ma solo per differenza reti. Dunque ottimo risultato, conquistato tra l'altro senza grandissimo dispendio di energie.

IL MATCH - La partita offre spunti di riflessione molto interessanti, soprattutto per il fatto che per la prima volta, dopo tanti anni, si sono visti in campo tre calciatori della Primavera biancoceleste, due già da tempo in pianta stabile nella prima squadra e uno al debutto dal primo minuto a soli 18 anni. Parliamo di Luis Cavanda, di Eddy Onazi e soprattutto del baby Keita Balde Diao, uno dei protagonisti assoluti del tricolore conquistato dalla Primavera di Alberto Bollini. A questi devono essere aggiunti calciatori come Antonio Rozzi (in prestito al Real Madrid B), Luca Crecco (in panchina contro il Legia) e altri giovani provenienti dal vivaio della S.S. Lazio. Dato molto importante. Tra un vivaio fiorente e altri ottimi calciatori acquistati in età giovanissima (come accadde un paio di anni fa con Tounkara e Keita provenienti dalla cantera del Barcellona, una squadra può guardare al proprio futuro con tranquillità. Nel caso specifico, si parla di tre ottimi giocatori che potranno essere le fondamenta della Lazio dei prossimi anni.

Petkovic in vista del derby risparmia diversi "titolari" e schiera la formazione con un inedito 4-3-3 (nel secondo tempo passerà a un più ordinato 4-2-3-1). Centrali difensivi Cana e Ciani, Cavanda a destra e Konko a sinistra. A metà campo Onazi al centro, affiancato da Gonzelez e Hernanes. Davanti Ederson, Keita e Floccari.

Il primo tempo è caratterizzato da una Lazio in cerca del proprio gioco: si vede che i meccanismi non sono ancora oliati a dovere, la manovra è sterile e non trova le giuste accelerazioni. La squadra polacca, ben messa in campo, riesce ad arginare i movimenti biancocelesti e cerca di rendersi pericolosa con movimenti di attacco veloci e ben organizzati. La prima occasione da gol è sui piedi di Floccari con una bordata dai 25 metri, imprecisa. Poi ci prova Ederson al 20': corner, il brasiliano controlla sul primo palo, si gira e calcia. Un difensore respinge davanti al proprio portiere. Il match si avvia al riposo con un solo vero sussulto. Lo stadio si ammutolisce di fronte alla migliore palla gol della prima frazione di gioco. Due minuti dopo Kosecki, giovane polacco di buona prospettiva, il più pericoloso dei polacchi si ritrova a tu per tu con Marchetti che risponde alla sua maniera, negando la rete e deviando in angolo.

Nel secondo tempo, la squadra cambia atteggiamento. La manovra si fa più efficace. Il modulo passa dal 4-3-3 iniziale al collaudato 4-2-3-1, con Hernanes e Onazi davanti alla difesa. È la mossa vincente. Al 51' l'ottimo Keita si invola sulla fascia sinistra e, dopo aver saltato un avversario, dal fondo serve un cross pennellato per la testa di Hernanes che schiaccia in rete con forza: 1-0. Il Profeta riscatta un primo tempo in ombra e al 21' solo il legno gli nega la doppietta: gioco di prestigio al limite dell'area con rasoterra in diagonale che coglie la base del palo alla destra di Skaba.
Lazio e Legia effettuano i primi cambi: Urban prova a rafforzare la squadra con punte e mezzepunte, Petkovic si affida a Ledesma e Lulic. Il Legia cala di intensità, non trova spazi e accusa il pressing dei biancocelesti. La difesa laziale non sbaglia nulla: Cavanda contrasta e controlla Kosecki, Cana e Ciani sono impeccabili e a sinistra Konko se la cava contro il non irresistibile Ojamaa. Petkovic decide di proteggere il risultato mandando in campo Lulic per Hernanes e, poi, Novaretti per Keita. Proprio Novaretti nel finale sfiora il 2-0 con un colpo di testa sugli sviluppi di un corner con relativo miracolo di Skaba. Non succede altro e la Lazio conquista i primi tre punti del girone J.
L'ovazione dello stadio all'uscita di Keita rimarrà uno dei ricordi più belli della serata.

IL TABELLINO

LAZIO-LEGIA VARSAVIA 1-0
Marcatori: 53' Hernanes (L)

Lazio (4-3-3): Marchetti; Cavanda, Ciani, Cana, Konko; Gonzalez, Hernanes (74' Lulic), Onazi; Keita (83' Novaretti), Floccari, Ederson (69' Ledesma).
In panchina: Berisha, Crecco, Candreva, Klose. All. Petkovic

Legia Varsavia (4-2-3-1): Skaba; Broz, Rzezniczak, Dossa Junior, Brzyski; Vrdoljak (70' Jodlowiec), Furman; Ojamaa, Radovic, Kosecki; Saganowski (68' Kucharczyk).
In panchina: Wienczatek, Lukasik, H.Pinto, Zyro, Dvalishvili. All. Urban

Arbitro: Kristinn Jakobsson (ISL)
Assistenti: Johann Gunnar Gudmundsson; Gunnar Sverrir Gunnarsson
IV uomo: Sigurdur Oli Thorleifsson
Assistenti aggiunti: Thoroddur Hjaltalin; Gunnar Jarl Jonsson

Note: Ammoniti Ederson (L), Ciani (L)
Recupero: 3' st

@Staits

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