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giovedì 23 gennaio 2020

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CALCIO - Lazio alla deriva, il Genoa vince 2-0. Punto di non ritorno per Petkovic? Il video

Il Grifone arroccato passa all’Olimpico, la Lazio gioca ma non concretizza. Biancocelesti fischiati dal pubblico

03.11.2013 - Francesco Di Cicco



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Disfatta Lazio

IL MATCH - Due errori difensivi, uno di Cavanda, l'altro di Ciani, condannano la Lazio alla sconfitta casalinga, contro un Genoa non trascendentale ma efficace. Petkovic in avvio lancia l'ennesima formazione inedita a causa delle numerose assenze difensive, accentrando Radu e schierando Pereirinha terzino sinistro. Completano la linea arretrata Ciani al centro e Cavanda a destra. Ledesma è il perno di centrocampo, attorno al quale ruotano Gonzalez e Onazi, mentre il duo Candreva - Felipe Anderson supporta Klose in attacco. Il Genoa parte subito molto coperto, davanti a Perin il trio Antonini - Portanova - Manfredini, puntellato da Biondini e Marchese sulle fasce laterali. Matuzalem cuce il gioco del centrocampo dove operano Cofie, Kucka e Antonelli a supporto dell'unica punta Gilardino. La Lazio, pur senza dare continuità alla sua azione, governa bene le operazioni portando diversi pericoli dalle parti di Perin. Klose, Candreva e Felipe Anderson creano diverse situazioni interessanti ma il centrocampo è compassato e la manovra non fluida. Troppi gli errori di Ledesma in regia, intervallati dall'intuizione che Klose, smarcato dal lancio dell'italoargentino, mette a lato di pochissimo. Anche Onazi e Gonzalez fanno confusione e vanno poco negli spazi, rendendo prevedibile la manovra laziale. In difesa, tra i soliti alti e bassi di Cavanda e la fisicità di Ciani, Radu dimostra di potersi adattare bene nel ruolo di centrale mentre Pereirinha non demerita sulla sinistra. Il portoghese, tanto bistrattato da parte della tifoseria, ha buona gamba e si propone spesso a supporto degli attaccanti. La Lazio spinge e reclama due rigori: in piena corsa, Candreva cade in area, trattenuto per la maglia da Biondini, azione che meriterebbe l'assegnazione del penalty. Nel secondo caso invece, Antonelli intercetta sicuramente il pallone col braccio in area, ma il cross parte da distanza molto ravvicinata e il rossoblu tenta di evitare l'impatto col pallone. Ancora una volta la Lazio, pur creando le sue occasioni, non segna, dando coraggio ai suoi avversari.

TRACOLLO - E il Genoa osa nella ripresa, quando Gasperini esclude il terzino Marchese, sostituendolo con Fetfafzidis e arretrando Antonelli nel ruolo di laterale basso. L'iniziativa, ben sostenuta dalla dea bendata sotto forma di mischie in area rossoblu sfumate di poco, paga al 60': lancio del neo entrato alle spalle di Cavanda che cincischia, Kucka prende la mira e batte Marchetti con un sinistro radente. Petkovic tenta di correre ai ripari sostituendo Felipe Anderson e Gonzalez con Ederson e Perea. I due vivacizzano la fase offensiva ma cozzano centralmente contro il muro degli uomini di Gasperini. Il mestiere dei rossoblu spegne il rinnovato ardore e dopo appena dieci minuti il Genoa raddoppia: uno sciagurato fallo di mano di Ciani in area, totalmente immotivato, convince l'arbitro Tommasi ad assegnare il rigore ai genovesi. Gilardino spiazza Marchetti e per la Lazio è notte fonda. Gli ultimi sussulti li regala Keita, subentrato a un Ledesma spento, ma la frittata è ormai fatta. La contestazione, inizialmente diretta al presidente Lotito, si estende anche ai calciatori. I tifosi sono stufi, la classifica è deficitaria e la società sembra immobile. Persino Petkovic, la cui pacatezza è sempre stata sottolineata, inizia a mostrare i primi sintomi da stress. Nervoso per una situazione che non riesce a governare, il tecnico bosniaco deve fare i conti con infortuni, arbitraggi sfortunati, crolli di rendimento da parte di alcuni punti fermi e una buona dose di malasorte.

MERCATO - Il campionato si sta sgranando decisamente: Roma, Juventus e Napoli hanno fatto il vuoto, staccando l'Inter e il Verona di 6 punti. Appena a una lunghezza da queste ultime segue la Fiorentina, coda del treno di testa. A 6 punti dai viola, la Lazio, a quota 15, guida un nutrito gruppo, con soli 6 punti di vantaggio dalla quota salvezza. La situazione non è rosea, la guida tecnica non sembra scorgere le soluzioni per invertire la tendenza e la società è chiamata a dare segnali decisi: nella capitale iniziano a girare i nomi di Pazzini, Nocerino e Nicolae quali rinforzi nel mercato invernale. Passi per il giovane romeno e per Nocerino (dai parametri accessibili), ma il centravanti rossonero si gode un ingaggio di 2,7 milioni annui, superiore a quello percepito dai calciatori biancocelesti. Se Lotito corrispondesse una somma del genere al "Pazzo", con quale spirito potrebbe sedersi al tavolo delle trattative con Hernanes e non adeguare uno stipendio ritenuto dal profeta non in linea con le sue aspettative? Il tutto a poco più di un anno dalla scadenza contrattuale? Per salvare capra e cavoli, Lotito potrebbe magari puntare un giocatore con poche chances di impiego, ad esempio Belfodil che all'Inter sembra chiuso da Palacio, Milito e Icardi e il cui ingaggio è in linea con i parametri societari. Ma, a parere di chi scrive, un intervento deciso dovrà essere fatto a centrocampo, un settore numericamente a posto ma nel quale esistono troppi musi lunghi: Hernanes, Ledesma, Gonzalez ed Ederson sono chiamati a battere un colpo. Il reparto ha urgente bisogno di un'iniezione di personalità, corsa e qualità. Il rientro di Stefano Mauri non basta, serve altro. Alcune voci danno la Lazio in partenza per il ritiro fino a giovedì, quando a Roma giungeranno i ciprioti dell'Apollon per la partita di Europa League. Poi i biancocelesti saliranno al nord per la doppia, difficile trasferta consecutiva con Parma e Sampdoria. Contro il Napoli, partita in programma tra un mese all'Olimpico, sarà ancora Petkovic a sedersi sulla panchina laziale? Nel breve, non rischia. La Società è convinta che, a partire dall'arbitraggio, sia stata una giornata sfortunata, in cui comunque i calciatori hanno dimostrato tutto il proprio carattere. Le prossime partite diranno se si tratta di una giusta convinzione.


IL TABELLINO

LAZIO-GENOA 0-2
Marcatori: 60' Kucka (G), 70' Gilardino (G) rig.

Lazio (4-3-3): Marchetti; Cavanda, Ciani, Radu, Pereirinha; Onazi, Ledesma (72' Keita), Gonzalez (61' Perea); Candreva, Klose, Felipe Anderson (61' Ederson).
In panchina: Berisha, Strakosha, Elez, Vinicius, Floccari. All. Petkovic

Genoa (3-5-2): Perin; Antonini, Portanova, Manfredini; Biondini, Cofie, Kucka (68' De Maio), Matuzalem, Marchese (46' Fetfatzidis); Antonelli, Gilardino (77' Konate).
In panchina: Bizzarri, Donnarumma, Tozser, Sampirisi, Sturaro, Centurion, Bertolacci, Stoian All. Gasperini

Arbitro: Dino Tommasi (sez. Bassano del Grappa)
Assistenti: Stallone, Giachero
IV Uomo: Tasso
ADD1: Guida
ADD2: Baracani

Note: Ammoniti Matuzalem (G), Ciani (L), Ledesma (L)
Recupero: 1' pt; 3' st

 

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