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mercoledì 26 febbraio 2020

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CALCIO – INTERVISTE – Bruno Giordano in esclusiva a MPNews - Il video

“Giocare e segnare con la maglia della Lazio è stata la cosa più bella e importante per un ragazzo di Trastevere come me”

05.11.2013 - Alessandro Staiti



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Bruno Giordano

Bruno Giordano, campione indiscusso della Lazio dal 1975 al 1985, vera e propria icona del tifo biancoceleste. MPNews ha avuto l'opportunità di intervistarlo in un breve ma esclusivo incontro one to one poco prima che iniziasse la splendida serata organizzata da Guido De Angelis al Teatro Ghione di Roma per l'assegnazione del celebre Premio Lazialità.

- Bruno Giordano, campione indiscusso in biancoceleste che ha fatto sognare generazioni di tifosi. Cosa significa per te essere insignito quest'anno del Premio Lazialità?
"Penso che sia un riconoscimento bellissimo. Per me la cosa più grande è stata giocare e fare gol con la maglia della Lazio. È stato qualcosa di altamente gratificante, qualcosa che porterò sempre nel mio cuore. Da piccolo tifoso della Lazio a poterla poi rappresentare come è capitato a me in quegli anni così difficili è stato qualcosa di bello e indescrivibile. A distanza di tanti anni la gente ancora mi identifica in uno dei simboli della Lazio e questo è qualcosa di bellissimo per un ragazzo di Roma e di Trastevere come me".

- Tanto più bello e importante considerato che poi hai avuto modo di giocare con campioni come Maradona...
"Sì, quello appartiene all'ambito della tecnica e della tattica. Ma aver indossato la maglia della Lazio e la fascia di capitano appartiene al mondo di sentimenti... quella maglia per un bambino era qualcosa di incredibile. Io ho avuto la fortuna di indossarla per tanti anni e di aver rappresentato per un periodo qualcosa di bello e di importante".

- Bruno, quanto è cambiato il calcio moderno e il mestiere del calciatore da allora?
"È un altro sport. Sono cambiate le regole, i modi...".

- Anche gli stipendi...
"Non tanto, anche ai nostri tempi i soldi sono sempre girati, molti rispetto alla vita quotidiana. È cambiato il modo. Hanno tolto da questo sport il cuore, la passione, che sono le cose più importanti. Adesso si pensa al business, si pensa a costruire gli stadi e a fare tante altre cose che sono importanti ma non fondamentali come la passione".

- Cosa sta succedendo alla Lazio in questa stagione secondo te?
"Il problema della Lazio è di essere stata sopravvalutata a inizio stagione... una campagna acquisti fatta passare come straordinaria quando non lo era...".

- Forse sono mancate anche quelle certezze che avevano permesso alla Lazio di disputare un ottimo girone di andata nello scorso campionato...
"Quelle certezze ormai mancano quasi da un anno. Credo soprattutto che ognuno debba fare il proprio ruolo: il presidente deve fare il presidente, il direttore sportivo deve fare il direttore sportivo, l'allenatore deve fare l'allenatore. Se si accavallano i ruoli si può fare un po' di confusione".

- La tua carriera attuale? Da pochissimo alleni l'Ascoli...
"Sì, da una settimana sono all'Ascoli...".

- E domenica scorsa non è andata benissimo con quel rigore contro al 93'...
"La prestazione è stata buona, il risultato no... questo 93' me lo porto dietro da un bel po'... e questo calcio di rigore non dico inventato ma molto dubbio ci ha condannati. Come inizio però sono soddisfatto, la squadra ha giocato una buona partita".

- Bruno, non resta che augurarti in bocca al lupo per la tua nuova avventura...
"Crepi il lupo. E Forza Lazio!".

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