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martedì 11 agosto 2020

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CALCIO - La lettera aperta di Lotito ai tifosi, l’inizio di una nuova storia?

Il presidente della Lazio chiama a raccolta il popolo biancoceleste: “Insieme di nuovo grandi”

14.11.2013 - Francesco Di Cicco



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Lotito e Gazza

UN POST SU FACEBOOK - Lo scorso 11 novembre 2013, data in cui ricorrevano i sei anni dalla morte di Gabriele Sandri, ho postato nel gruppo Facebook LATIUM MCM una personale considerazione sul momento Lazio. Suggellavo il post con un invito rivolto al presidente Lotito: "ora il pallino passa nelle sue mani. La ruota gira ed un errore non farebbe altro che alimentare critiche e insulti verso la sua persona. L'ostinazione può trasformarsi in una dote come in una rovina. Ci pensi presidente Lotito e, per una volta, ci dica cosa vuol fare di questa società, serenamente. Infatti, se anche confermasse la critica che Le viene mossa, ovvero che Le interessa mantenerla in un brillante anonimato, non ce la prenderemmo più di tanto, mettendoci il cuore in pace e cullando future speranze. Sa, ne abbiamo viste talmente tante... faccia quindi un passo verso la gente che non sia il mero 3x2 al botteghino. Scenda dallo scranno isolato sul quale siede e incontri i tifosi laziali, senza atteggiamenti spocchiosi ma con il desiderio di capirsi. Dopo sarà più semplice argomentare i Suoi meriti per coloro che, come me, apprezzano gran parte del lavoro svolto da quella estate del 2004. La chiudo qui Presidente, chiedendoLe di aiutarci ad aiutarla. Niente altro".

LOTITO - E, come una mano tesa, la risposta è arrivata sull'edizione odierna del Corriere dello Sport attraverso l'anticipazione di una lettera aperta ai tifosi biancocelesti che verrà pubblicata sul nuovo numero di Lazio Style Magazine, la rivista ufficiale della S.S. Lazio. La missiva racconta di un presidente consapevole delle criticità del momento che, per la prima volta (a mia memoria) abbandona i consueti, spesso antipatici toni e formula una richiesta precisa chiamando a raccolta i tifosi della Lazio, invitandoli a sostenere squadra e allenatore in modo positivo e univoco. Nel commentare i "deludenti" risultati di questo scorcio di stagione, Lotito ne attribuisce le cause all'insipienza dei giocatori i quali, per la giovane età, non possiedono una visione d'insieme e rivelano ansia da prestazione, nonostante i risultati già ottenuti. Tale considerazione, mi perdoni il presidente, trasmette un'urticante sensazione di scaricabarile e un tentativo un po' ruffiano per rabbonire la piazza. I più probabilmente smetteranno di leggere la lettera commentando: "il solito Lotito! Mai che prenda su di sé il peso della responsabilità!". Un comportamento del genere sarebbe anche condivisibile, ma cementerebbe ulteriormente un distacco che poggia già su "solide fondamenta", come ama ripetere Lotito. Chi ha a cuore la Lazio invece, deve cercare di intravedere uno spiraglio nel bunker caratteriale del presidente. Sul quale qualche spiraglio sembra intravedersi con quel "diamoci ancora qualche chance", fino ad affidarsi alla speranza di immaginare "risultati positivissimi". L'esortazione finale alla squadra, e in particolare all'allenatore, è una chiamata alle armi per tutto l'ambiente nel nome di una grandiosità che per il momento solo Lotito e qualche suo stretto collaboratore riescono a scorgere.

CARO PRESIDENTE - Ritengo che un primo, piccolissimo passo, sia stato fatto. L'esternazione delle Sue convinzioni e aspirazioni, caro Presidente, come certo immagina scatenerà una ridda di discussioni tra i pro e i contro, ma sono certo che anche Lei, in cuor suo, sia stanco di sentire insulti rivolti alla sua persona (perfino quando la squadra realizza un gol) e nutra l'ambizione di passare alla storia come uno dei presidenti più vincenti (risultato ahinoi già ottenuto per le poche vittorie totalizzate in un respiro lungo oltre un secolo). Cosa resterebbe infatti, per Lei, di tali successi senza la soddisfazione di potersi mischiare, finalmente apprezzato, tra la propria gente e senza l'emozione di un coinvolgimento sincero? Lo sport, caro Presidente, quella disciplina ai cui valori morali Lei ha sempre affermato di ispirarsi, celebra i successi e ne ricorda gli attori. Ma solo a pochi di essi è concesso di trovare un posto nel cuore dei tifosi, che ne tramandano verbalmente le gesta e i comportamenti di generazione in generazione, come nel periodo omerico da Lei citato. Ci pensi Presidente, e alle parole faccia seguire i fatti. Riconquisti i tifosi che l'acclamarono festanti in quella estate del 2004 e restituisca loro la gioia nel veder giocare e sostenere la Lazio. Molti hanno imparato ad apprezzare la Sua "gestione", ma offra loro degli argomenti concreti per recuperare alla causa quelli che si sono allontanati. Scoprirà che il tifoso laziale è probabilmente ipercritico, a volte persino disfattista, ma anche capace di slanci immensi se si sente rappresentato da società e squadra. Se ne ricordi quando sceglierà gli attori che rappresenteranno la Lazio, cerchi di scorgerne quelle doti tecniche e agonistiche che molti anni fa fecero di un gruppo che rischiò la serie C una squadra immortale. Magari cominciando proprio da quelle maglie. Il resto, ne sono sicuro, verrà da sé. Animo Presidente, la strada è ancora lunga ma la direzione è tracciata!

LA LETTERA DI CLAUDIO LOTITO - La lettera, che verrà pubblicata sul nuovo numero della rivista ufficiale del club - Lazio Style Magazine, è stata anticipata dal Corriere dello Sport, di seguito il testo:
«Molti, in questo periodo, hanno un atteggiamento che può sembrare, sì giustificato, ma non avulso da certe considerazioni. Certo, il momento non è tra i più brillanti, specialmente se paragonato a quello vissuto non troppo tempo fa. I grandi e indiscutibili successi mietuti, prima dell'inizio del campionato, avevano creato enormi aspettative. Proprio perché le aspettative erano enormi, i risultati (non nego, per certi versi deludenti!) lasciano un po' di amaro in bocca. Non bisogna però lasciarsi sopraffare dal pessimismo, e cavalcare la strada del disfattismo. Proprio in questi frangenti, non si devono ascoltare le sirene di omerica memoria. La cosa che tutti noi dobbiamo fare è continuare a sostenere la nostra squadra, che apparentemente, solo apparentemente, sembra essersi persa. I ragazzi sembrano non avere motivazioni, sembrano non vedere al di là della singola prestazione domenica dopo domenica. Proprio perché, ancora ragazzi, e non ancora sapienti nel gestire quello che la vita ci mette dinanzi, pensano di non poter più ripetere le prestazioni. E proprio perché ragazzi, dobbiamo fargli capire, che sono sempre gli stessi, che hanno dimostrato di poter fare. Sembrano mancare di quel cinismo che se convogliato nella giusta maniera, porta ai risultati. Non è certamente un atto d'accusa, verso la squadra che tutti abbiamo voluto, sostenuto e acclamato. È la stessa squadra, sono gli stessi giocatori, ma con qualcosa in più, (che sembrano aver dimenticato): la consapevolezza di avere nelle gambe e nella psiche, delle armi micidiali, che li portano a grandi risultati, come tutti abbiamo visto. Questo momento non è così brillante, lascia interdetti e pieni di interrogativi anche alla luce dei notevoli investimenti che la Società ha effettuato, per rafforzare un organico già di per sé altamente competitivo. Molti sostengono che non c'è più tempo. Ma prendere decisioni affrettate, il più delle volte porta a risultati catastrofici. Diamoci ancora qualche chance, per far emergere tutte le potenzialità dei singoli, che amalgamate e miscelate, porteranno a risultati positivissimi. La domanda è allora: cosa possiamo fare noi, come popolo biancoceleste, per rafforzare psicologicamente i nostri ragazzi? Quello che può fare l'energia positiva, di un'intera comunità, convogliata a sostenere, incitare, capire, sospingere, apprezzare, spronare la parte in difficoltà, può fare cose grandiose. Ecco quello che possiamo fare: stargli vicino, e fargli pervenire tutto il nostro affetto, considerazione e voglia di credere ancora in loro e in chi ogni domenica soffre, gioisce in piedi o a bordo campo, con loro e con noi: il Mister».
Claudio Lotito

 

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