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mercoledì 26 giugno 2019

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CALCIO - La Lazio crolla contro il Napoli. Tra errori individuali e confusione tattica incassa 4 reti

Dei 6 gol segnati, 5 sono dei partenopei. La magnifica prodezza di Keita brilla inutilmente nel profondo buio biancoceleste

03.12.2013 - Simone Di Tommaso



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Keita festeggia il gol

ULTIMATUM - Solo qualche giorno fa, in occasione della rotonda vittoria in Europa League contro il Legia Varsavia, avevamo usato parole confortanti. Si erano visti progressi sul piano del gioco e della coralità. Le individualità avevano eccelso e avevano nascosto gli evidenti limiti della squadra, limiti che sono riemersi in occasione del posticipo di campionato contro il Napoli. Le possibilità di fare bene e di strappare un risultato quanto mai positivo, pareggio o vittoria che fosse, sembravano reali. Ma il campo ha decretato altro. La Lazio, ora con soli 17 punti in 12 partite, può dire addio ai sogni di gloria annunciati a inizio campionato (obiettivo Champions) ed è lontana ben 10 punti da un piazzamento utile almeno per l'Europa League. L'allenatore, osannato dopo il brillante girone di andata dello scorso campionato, non ha più il polso della squadra, anzi contribuisce alla confusione in campo cambiando modulo a ogni partita e all'interno della stessa gara, quasi invitando la squadra ad affidarsi all'estro dei singoli. Prima ne prenderà atto la società, meglio sarà per tutti. Era dal gennaio del 2009 che la Lazio non subiva 4 gol in casa. In campionato ha vinto una sola partita delle ultime 9. Lotito a fine gara lancia l'ultimatum al tecnico, vicino alla panchina della nazionale svizzera nonostante le ripetute smentite: "Spero che Petkovic riesca a dimostrare il suo valore nelle prossime tre partite". Ma serve davvero aspettare altre tre partite o l'annuncio ufficiale della Federazione svizzera? Le allodole che portano Petkovic sulla panchina della nazionale svizzera sembrano quasi distogliere la necessaria attenzione dai reali e gravi problemi che affliggono la squadra biancoceleste. Problemi che necessitano di una scossa immediata e decisa.

LA TATTICA - Ritornato all'affidabile 4-1-4-1, l'allenatore bosniaco decide di dare fiducia a Biglia, reduce dall'ottima performance in terra polacca, e di affiancargli Hernanes e Gonzalez, con Lulic e Candreva esterni. In attacco, Perea è preferito a Floccari. Inspiegabilmente, Keita, il migliore dell'ultimo mese biancoceleste, parte dalla panchina. Benitez risponde con un ottimo 4-2-3-1, a trazione anteriore. Le punte di diamante sono tutte in campo. Higuain viene supportato da tre ottimi elementi come Pandev, Insigne e Callejon.

IL MATCH - I primi venti minuti della partita, iniziata nel ricordo di Tommaso Maestrelli, l'indimenticabile tecnico del primo scudetto laziale di cui ricorre il 37esimo anniversario della scomparsa, e dei tifosi ingiustamente fermati e maltrattati a Varsavia, scorrono in modo piuttosto piacevole per intensità. Il match è vivo e le squadre lo giocano a viso aperto, anche se entrambe le squadre sbagliano tanto. La Lazio, in ben due occasioni, si rende pericolosa prima con Candreva e poi con Hernanes. Ma, al 21', è un fuoriclasse a sbloccare la partita. Higuain prende palla a centrocampo e si libera facilmente prima di Cana e poi di Ciani, troppo lontani in campo e impacciati per costituire un ostacolo al Pipita, che senza sforzo insacca alle spalle di Marchetti per lo 0-1. Non trascorrono neanche due minuti che la Lazio pareggia il conto. Su un cross basso di Candreva in area, toccato da Perea, si avventa Behrami che con un maldestro tocco di sinistro spedisce la palla nella propria rete: autogol e momentaneo pareggio.
Il secondo tempo inizia con una buona occasione di Hernanes. È l'ex Pandev però a capitalizzare un'occasione su cross di Higuain: nel mucchio in area si gira con precisione e di sinistro gonfia la rete: 1-2. Insulti rivolti al detestato presidente Lotito nel labiale dell'esultanza. La curva nord lo bersaglia di fischi fino alla sua sostituzione al 74' e a poco varranno i messaggi d'amore dell'ex laziale verso i tifosi biancocelesti in mixed zone. Petkovic entra in confusione e come spesso accade ultimamente sbaglia i cambi: cercando di correre ai ripari toglie colpevolmente l'unico incontrista di gamba, quel Gonzalez che ha giocato quasi tutto il primo tempo con la mano destra fasciata per un brutto colpo. Al suo posto Floccari, che si rivelerà inconsistente fino a fine gara. Il cambio costringe la squadra a passare a un improduttivo 4-4-2. Infatti la scossa non arriva, anzi spegne quelle scintille di voglia e intensità che avevano caratterizzato il primo tempo dei laziali. Al 70' entra finalmente (e chissà perché così tardi) anche Keita per un improduttivo e impreciso Lulic, cambiando nuovamente modulo tattico. Due minuti dopo, però, il Napoli chiude virtualmente la partita centrando il gol dell'1-3 con un ottimo Higuain che si fa beffa dell'inguardabile Cana e batte per la seconda volta Marchetti. Il 2-3 arriva dopo un'incredibile azione personale di Keita. Il talento diciottenne dal fondo campo sulla sinistra si accentra bevendosi con dribbling brucianti tutta la difesa napoletana, dal centro destra penetra in area e piazza un tiro poderoso alle spalle di Reina. Il ragazzo ha stoffa e soprattutto coraggio e maturità da vendere, sicuramente più di tanti suoi colleghi senatori. Il suo gesto tecnico e morale brilla come un faro nel profondo buio biancoceleste, e rimane l'unica vera scintilla della serata per la Lazio. La ciliegina per la torta napoletana arriva, a tempo ormai scaduto, con il gol di Callejon che, dopo aver conquistato una palla persa in modo dilettantesco a metà campo da Ciani, si invola dalle parti di Marchetti. Per lui è facile mettere la palla in rete per il definitivo 2-4.

SCONFITTA TROPPO PESANTE - La Lazio esce malconcia dal confronto con il Napoli, penalizzata eccessivamente dal risultato. Sul piano del gioco fino all'uscita di Gonzalez al 63', la Lazio aveva dimostrato voglia e sicurezza. Ambedue le squadre però avevano fatto sfoggio di tanta imprecisione in fase di appoggio e di rifinitura, e la Lazio aveva creato più occasioni del Napoli, attaccando con coraggio, anche se spesso con poca organizzazione collettiva, ma fallendo il bersaglio. La differenza l'hanno fatta principalmente gli errori dei due centrali difensivi biancocelesti, autori di una prova indecente (più Ciani di Cana), e la qualità degli interpreti del Napoli, decisamente superiore dal centrocampo in su. La Lazio paga l'assenza di un Klose (nella sua migliore forma, ovviamente). Il buon Perea che pure ha fatto salire la squadra, che pure dimostra buona tecnica nel palleggio, che pure è asfissiante nel pressing su portiere e difensori avversari, non tira mai in porta. E non sembra solo questione di età o di esperienza, perché Floccari quando entra fa meno di Perea. La Lazio paga anche e soprattutto l'assenza di Biava, e diventa quasi struggente il ricordo del Dias eroe ai tempi di Reja. La Lazio paga anche e soprattutto la mancanza delle invenzioni e dei gol di Hernanes, irriconoscibile rispetto agli scorsi campionati. Semplificando eccessivamente, si potrebbe dire che la Lazio in questo momento e senza attacco e senza difesa. E pur semplificando, tutto questo testimonia l'ottavo posto in classifica, con ben 21 gol al passivo. 

 

IL TABELLINO
LAZIO-NAPOLI 2-4


Marcatori: 24' Higuain (L), 26' Berhami (N) autogol, 50' Pandev (N), 72' Higuain (N), 43' Keita (L), 91' Callejon (N)

Lazio (4-5-1): Marchetti; Konko, Ciani, Cana, Radu; Candreva, Gonzalez (63' Floccari), Biglia (82' Onazi), Hernanes, Lulic (70' Keita); Perea. In panchina: Berisha, Strakosha, Dias, Novaretti, Pereirinha, Cavanda, Ederson, Ledesma, F. Anderson. All. Petkovic

Napoli (4-2-3-1): Reina; Maggio, Albiol, Britos, Armero; Behrami, Inler; Callejon (93' Bariti), Pandev (74' Dzemaili), Insigne; Higuain (85' Mertens). In panchina: Rafael, Colombo, Cannavaro, Reveillere Fernandez, Uvini, Radosevic, Zapata. All. Benitez

Arbitro: Mauro Bergonzi (sez. Genova);

Assistenti:Galloni, Marzaloni;

IV Uomo: Manganelli;

ADD1: De Marco
ADD2: Massa

Note: Ciani (L), Radu (L), Britos (N), Armero (N)
Recupero: 1' pt; 3' st

 

CONFERENZA STAMPA POST GARA - I VIDEO

IL NAPOLI HA QUALCOSA IN IN PIÙ - "Non scopriamo certamente stasera che il Napoli ha qualcosa di più. Non ha giocato così meglio di noi per meritare questo risultato. Noi abbiamo fatto bene, abbiamo creato occasioni, ma loro sono stati più cinici e le hanno sfruttate. Non possiamo permetterci certi errori con queste squadre. La squadra ha risposto, ma abbiamo sbagliato troppo. Dopo il terzo gol abbiamo smesso di giocare come sappiamo".


L'ULTIMO TOCCO - "Nelle ultime partite abbiamo fatto discretamente bene, abbiamo dominato l'avversario, siamo stati puniti eccessivamente. Sicuramente diverse tipologie di giocatori portano a diverse tipologie di gioco: Keita non è come Lulic, Anderson non è come Candreva, dobbiamo lavorare di più in questo senso. Keita troppo tardi? Volevo farlo pian pianino, inserendo prima Floccari, ma ci sta dopo la gara riconsiderare la questione. Con la mancanza di risultati si è instaurata la sfiducia nella testa dei calciatori e troppo spesso ci è mancato l'ultimo tocco. Dobbiamo essere mentalmente più convinti e dimostrarlo in campo, non servono tante parole".

 

LA SVIZZERA - "Le voci dalla Svizzera destabilizzano? Mah, c'erano anche le voci che avevo dato le dimissioni e che c'era la fila di dieci allenatori dietro di me. Le voci sono voci e io non ho visto la squadra disturbata. Ho visto una squadra vogliosa che purtroppo ha sbagliato certe giocate, soprattutto in fase difensiva".

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