Strict Standards: Only variables should be passed by reference in /web/htdocs/www.mpnews.it/home/archivio/config/routing.php on line 4
MP News | Archivio
collabora redazione chi siamo


domenica 26 gennaio 2020

  • MP News
  • Sport

CALCIO - Lazio, tutto sbagliato e da rifare?

La Lazio frana: Gonzalez nuovo infortunio, Petkovic a rischio esonero. Per i fatti di Varsavia si muovono tardivamente le autorità.

04.12.2013 - Francesco Di Cicco



CALCIO - IL PUNTO SULLA LAZIO

Tutte le partite della S.S. Lazio commentate da Laura Cigna, conduttrice della trasmissione “Olympia &...
Leggi l'articolo

NUOTO - Anche le Aquile cinguettano

La SS Lazio Nuoto sbarca su Twitter.
Leggi l'articolo

CALCIO – La Lazio celebra il centenario della nascita di Silvio Piola

Una maglia in 913 esemplari, una mostra e una via di Roma dedicate al più grande bomber italiano
Leggi l'articolo

CALCIO - Lazio, la parola d'ordine è entusiasmo

Quinta vittoria consecutiva. Squadra dal gioco vivace, ricca di giovani, pronta a inserirne di nuovi. Il futuro...
Leggi l'articolo

Pandev

CANTA NAPOLI - L'indimenticato campione di ciclismo Gino Bartali avrebbe esclamato: "L'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare!". Molti, preconizzando la crisi da tempo immemore, oggi la cavalcano urlando: "lo dicevo io!". Merito quindi a loro per le doti di veggenza o il semplice realismo, ma la sostanza resta immutata. Troppo brutta la Lazio vista all'opera nel Monday night calcistico contro un Napoli non trascendentale. La squadra di Benitez, frenata inizialmente dagli ultimi rovesci, ha sbaragliato il campo trascinata dal cecchino Higuain, uno che farebbe tremendamente comodo alla truppa biancoceleste. Don Rafè, come lo chiamano in riva al golfo, è un tecnico esperto, capace di assecondare le inclinazioni tecniche dei suoi giocatori ma il suo Napoli, diciamoci la verità, non ruba più l'occhio con il calcio ammirato nel primo scorcio di campionato. In particolare, la difesa dei partenopei non sembra una roccaforte inespugnabile. Per tale motivo Benitez ha edificato una barriera supplementare elastica e armonica, composta dalla vecchia conoscenza laziale Behrami e da Inler, probabile allievo nella nuova svizzera di Vladimir Petkovic. Sul piano difensivo, don Rafè riceve più rassicurazioni dalla catena di destra, dove l'azzurro Maggio è ben coadiuvato da Callejon. Differente il discorso sulla fascia opposta, dove Armero è più portato ad attaccare che a contenere, aiutato peraltro solo a sprazzi da Insigne, giovane con le stimmate da campioncino.

SCELTE AMARE - Se la formazione partenopea difende maluccio, la Lazio non difende per niente e tantomeno offende. Petkovic ha (giustamente) paura di bruciare i suoi giovani precorrendo le tappe, ma i presunti titolari non giustificano le scelte del tecnico. Sgombriamo subito il campo dai dubbi: la campagna acquisti biancoceleste non è stata propedeutica al miglioramento di una squadra che lo scorso campionato ha terminato in netto calo. Senz'altro lodevole la scelta di puntare sul ringiovanimento della rosa, ma occorreva intervenire con maggiore decisione su un gruppo ormai logoro. Inoltre i rinforzi avrebbero dovuto interessare principalmente la difesa, reparto nel quale i titolari delle ultime stagioni Biava e Dias, per motivi differenti, non fornivano alla vigilia le garanzie necessarie. Trasformato definitivamente Cana in un difensore centrale, alla Lazio avrebbe fatto comodo un centrale di sicuro rendimento invece della scommessa Novaretti, uno che può integrare il pacchetto arretrato ma non diventarne immediatamente un punto fermo. A bocce ferme, Ciani sembrava essere in lista cessioni e Dias pronto a tornare in Brasile: la partenza dei due avrebbe comportato l'ingaggio di un nuovo centrale, magari non di nome poiché quelli bravi costano, ma almeno di sicuro affidamento. Invece no. Ciani è rimasto, Dias pure. Sarebbe interessante sapere cos'è successo, i motivi che hanno indotto la società a operare in tal modo. Probabilmente non lo sapremo mai. E forse è meglio così che amareggiarsi ancor di più.

MEDIANA REBUS - Il settore nel quale si sono scommessi i maggiori denari in estate è il centrocampo: lo scorso campionato Petkovic aveva meravigliato tutti, tirando fuori dal cilindro il celebrato 4-1-4-1 dopo un filotto di sconfitte alla vigilia della stagione. La squadra era più o meno questa, forte di un Mauri in più, oggi fuori dai giochi per l'acume investigativo di qualche procura. Tuttavia Klose era Klose e alle sue spalle giostravano sempre Candreva, Hernanes e Lulic, oltre al citato Mauri. Ederson, Gonzales e la scommessa Onazi completavano un reparto che, a parere di chi scrive, necessitava di sostanziose iniezioni di vigore atletico. Invece sono arrivati Biglia e Felipe Anderson, pagati rispettivamente 7 e 8,2 milioni di euro (fonte transfermarkt.it), il cui inserimento è risultato fino a oggi molto complicato. Se il brasiliano rappresentava un investimento per il futuro, l'argentino era accreditato di un inserimento immediato nel gruppo dei titolari. Non è andata così, l'errore di valutazione è stato pesante e la Lazio ne sta pagando lo scotto. Petkovic nei mesi scorsi non è riuscito a trovare il bandolo della matassa, glissa attratto dalle sirene elvetiche e una barca già pericolosamente inclinata sta lentamente inabissandosi.

FUTURO OSCURO - Formello di questi tempi assomiglia a un girone infernale nel quale un Lotito in versione Lucifero è piombato ieri, facendo fuoco e fiamme, aspettando ancora tre partite prima di cambiare marcia. L'allenatore quindi rimane sulla graticola almeno fino a Natale, a meno che un terremoto non porti ad accelerare l'ora delle decisioni irrevocabili. Senza voler essere troppo pessimisti infatti, ad oggi e sulla scorta dell'esperienza vissuta ere calcistiche fa da Sven Goran Eriksson, non si vede come una squadra che imbarca acqua in ogni settore possa invertire radicalmente il trend. La squadra è emotivamente fragile e l'ambiente che dovrebbe caricarla è depresso, senza nemmeno più tanta voglia di contestare. Le voci che si rincorrono circa i nomi dei sostituti di Petkovic non alimentano alcun entusiasmo: Mangia, Bollini, Inzaghino ed Edy Reja non infiammano la fantasia dei tifosi che, dopo l'accasamento di Mihajlovic alla Sampdoria, ha perso uno dei papabili maggiormente graditi alla piazza. La quale rischia seriamente di deflagrare se ai citati si aggiungesse pure Andrea Stramaccioni, dalle svelate simpatie giallorosse. Insomma, la situazione è sportivamente drammatica e a inasprirla ulteriormente è intervenuta la trasferta di Europa League a Varsavia, dove 22 tifosi della Lazio sono ancora in attesa di giudizio per una vicenda incredibile, nella quale la polizia polacca ha adottato sistemi che hanno capovolto l'opinione dei tifosi sulle forze di polizia italiane, ieri fischiate, insultate e assalite, oggi un esercito di cherubini. Speriamo che il buon senso prevalga e illumini le autorità polacche in modo che chi è estraneo ai fatti venga lasciato libero di tornare a casa. Quanto agli altri, a coloro che lanciano abitualmente anche solo una cicca contro le forze dell'ordine o i tifosi avversari, a quelli che dimostrano inciviltà nel coprire il povero Armero di ululati o che pensano di essere protagonisti quando in realtà sono spettatori sgraditi di un evento sportivo, un piccolo soggiorno fuori programma non potrà far altro che bene. E in presenza di atti delinquenziali di qualsiasi genere, ogni presidente, allenatore, giocatore, tifoso o comunicatore deve stigmatizzare senza fornire alcun tipo di alibi, altrimenti è colluso. Non è giusto che chi non c'entra nulla paghi per le colpe altrui.
Povera Lazio, che disastro!

 

BlinkListDiggFacebookFurlGoogleLinkedInLiveMySpaceNetscapeNetvibesNewsVineOk NotiziePliggPliggaloPostanotiziePrintRankaloSegnaloStumbleUponTechnoratiTechnotizieTwitterYahooBuzzdel.icio.usemailfainformazione.it

Commenti

Per poter lasciare un commento devi prima effettuare il login o registrarti al sito.