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domenica 27 settembre 2020

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CALCIO – La Lazio non segna più neanche in Europa: pareggio a reti inviolate contro il Trabzonspor

La biancoceleste ai sedicesimi da seconda con una partita noiosa che non dà segnali di risveglio. Contestati tecnico, squadra e dirigenza

13.12.2013 - Simone Di Tommaso



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Keita lotta

UNA LAZIO CHE NON C'È - Squadra affiatata e con voglia di vincere. Giocatori motivati e ben messi in campo alla ricerca della vittoria. Giocate di classe. Schemi rodati ed efficaci. Un tecnico ben saldo sulla panchina e con la società dalla sua parte. Una tifoseria compatta che incita la squadra dall'inizio alla fine. Una società che gode della fiducia di tutti perché vogliosa di far emergere nei piani alti del palcoscenico italiano ed europeo la squadra. Un attacco che sappia creare nitide occasioni da gol. Un centrocampo veloce che sappia contenere e allo stesso tempo far ripartire la squadra. Una difesa che sappia bloccare le azioni avversarie. Ecco, questo è tutto quello che non si è visto in una fredda e umida notte di metà dicembre allo stadio Olimpico, in occasione dell'ultima gara del girone di Europa League contro i turchi del Trabzonspor. La vittoria, che avrebbe consentito il passaggio del turno da testa di serie, non è arrivata non per merito degli avversari ma, più che altro, per i demeriti della formazione biancoceleste, mai in partita e con poca voglia di giocare. I tiri nella porta ospite si contano sul palmo di una mano. Nel calcio, se non si costruisce, non si riesce ad arrivare da nessuna parte. La fortuna, prima o poi, finisce e ci risveglia dal torpore. È ormai un paio di mesi che si attende la svolta necessaria, sia da parte della società che della squadra. Petkovic, in bilico fino a Natale, non ha ancora dimostrato di poter dare un deciso cambio di rotta alla situazione. Si rende più che mai urgente una repentina strigliata ai giocatori. Tutti devono remare nella stessa direzione. Non è più possibile osservare una partita in cui il singolo prevale sul collettivo. Gli undici in campo devono rimboccarsi le maniche e, aiutandosi l'un l'altro, e portarsi fuori dal pantano.

LE FORMAZIONI - In Europa League, i biancocelesti, pur senza vittoria, continuano la striscia positiva. Sono venti le partite consecutive senza sconfitte. Le vittorie sono dodici, i pareggi otto. Sembra un ottimo cammino. Il difficile però viene ora. Con le squadre scese dalla Champions League, il cammino non può che farsi più arduo. Il prossimo turno, che si giocherà a febbraio, sarà la cartina tornasole della stagione europea della Lazio. Petkovic schiera un 4-3-3 che prevede in centrocampo formato da Onazi, Ledesma ed Ederson. Le tre punte sono Felipe Anderson, Floccari e Keita. Dietro spazio a Novaretti accanto al rientrante Biava. In porta, l'albanese Berisha.
Il Trabzonspor risponde con un modulo più accorto, il 4-2-3-1, adatto secondo Akcay a contenere le possibili scorribande biancocelesti.

IL MATCH - I moduli, l'uno offensivo e l'altro contenitivo, non hanno però rispettato le aspettative, dando luogo a una gara soporifera. Nell'intera stagione biancoceleste, il match contro la formazione di Trebisonda può annoverarsi tra i punti più bassi, con totale assenza di gioco e di coralità, soprattutto nella ripresa.
Il primo tempo vive, più che altro, di sussulti. Tutte le migliori azioni della squadra passano per i piedi di Keita. Il giovane talento è il più in forma ed è quello che più impensierisce la retroguardia turca. I tiri nello specchio della porta turca sono però pochi e mai importanti. Ci provano, uno dopo l'altro, Ederson e Floccari. Ma il gol non arriva. La prima vera occasione è al 40' su calcio d'angolo battuto da Keita, un vero e proprio specialista. Kivrak riesce a bloccare la conclusione di Floccari e a mettere a lato. Poi in tre minuti, arrivano due occasioni. Biava di testa non indovina un gol quasi fatto nell'area piccola e Felipe Anderson, subito dopo, manda in cielo un tiro da posizione molto favorevole.
Il secondo tempo è ancora meno vivace del primo. Petkovic cerca di dare una scossa e mette in campo prima Candreva per Felipe Anderson, poi Hernanes per Onazi e infine Klose per Ederson. Il risultato peggiora. I biancocelesti provano a spingere a più riprese ma i turchi sono bravi a contenere e a difendere con efficacia. Non ci sono, però, occasioni da gol degne di nota e un'iniziativa personale di Klose che si spinge sulla sinistra fino a fondo campo non viene seguita dai compagni di squadra. Il suo cross in area viene liberato senza difficoltà dalla difesa del Trabzonspor.
Al 90' fischi finali per tutti: squadra, allenatore e società. I cori della Curva Nord sono più che impietosi, nessuno viene risparmiato: fischi all'ingresso in campo di top player come Hernanes e Klose. Al grido di "Mercenari!" è seguito il coro "Vogliamo la Primavera". I tifosi non chiedono la luna, non vogliono vincere lo scudetto o tutte le partite da qui alla fine della stagione; vogliono, solo, vedere in campo impegno, sudore e ardore. Vogliono che la gloriosa maglia biancoceleste sia onorata. I calciatori, il tecnico e la società devono risolvere quanto prima la situazione e cercare di risollevarsi. Le soluzioni sono varie. Sta a loro capire quale sia la migliore. L'importante è che arrivi una scossa. Questo torpore è insostenibile.


IL TABELLINO
LAZIO-TRABZONSPOR 0-0

Lazio (4-3-3): Berisha; Cavanda, Novaretti, Biava, Radu; Onazi (65' Hernanes), Ledesma, Ederson (75' Klose); Felipe Anderson (59' Candreva), Floccari, Keita.
In panchina: Marchetti, Ciani, Biglia, Lulic. All. Petkovic

Trabzonspor (4-2-3-1): Kivrak; Bosingwa, Yumlu, Bamba, Demir; Adin, Akgun, Colman, Malouda; Alanzinho (65' Erdogan), Henrique (86' Gural).
In panchina: Ozturk, Yavru, Mierzejewski,Ozdemir, Janko. All. Akcay

Arbitro: Clement Turpin (Fra)
Assistenti: Frederic Cano; Nicolas Danos
IV uomo: Stephan Luzi
ADD1: Nicolas Rainville
ADD2: Benoit Bastien

Note: Ammoniti Akgun (T), Biava (L), Ozdemir (T), Erdogan (T), Radu (L), Candreva (L)
Recupero: 4' st

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