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domenica 26 gennaio 2020

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CALCIO – Lotito, letterina sotto l’albero

Petkovic allenatore della Svizzera da luglio 2013, ma ancora sulla panchina della Lazio. Quando andrà via tornerà Reja?

24.12.2013 - Francesco Di Cicco



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Lettera sotto l'albero

Petkovic rimane, no va via. Con i soldi, no senza. Lotito sfoglia la margherita ma i petali sono appassiti. Chi lo sostituirà? Il buon vecchio zio Edy o nonno Trap guidano la cordata dei pretendenti. Di Carlo out, Bollini in lizza.

Alla fine Petkovic si è accordato con la federazione svizzera per allenare la nazionale elvetica dal prossimo mese di luglio, dopo l'impegno mondiale. Dalla prossima stagione dunque il tecnico bosniaco avrà il compito di accompagnare la nazionale rossocrociata all'Europeo 2016. Gli elvetici sono una buona rappresentativa, qualificatasi alla fase finale dei Campionati del Mondo grazie alla vittoria del proprio girone, onestamente non proibitivo: Norvegia, Slovenia, Islanda, Albania e Cipro sono state regolate facilmente da una compagine sicuramente solida, nella quale spiccano gli "italiani" Behrami e Lichtsteiner, vecchie conoscenze biancocelesti, i napoletani Inler e Dzemaili, Ziegler del Sassuolo ed Emeghara del Livorno. Facciamo quindi doppi auguri a Petkovic di buone feste e per la nuova avventura che si appresta a intraprendere.

Ma chi ha più bisogno di auguri probabilmente è la Lazio, precipitata in una posizione di classifica che solo i suoi irriducibili detrattori ipotizzavano alla vigilia. Le cronache raccontano di un Lotito poco contento della china che ha preso la situazione. Probabilmente il presidente della Lazio avrebbe gradito una soluzione della vicenda Petkovic, il quale dal canto suo promette immutata professionalità fino al 30 giugno 2013, meno onerosa per le casse societarie. Per questo si tarda ad annunciare il nuovo allenatore e si sfoglia la margherita nella speranza di rimanere con il petalo giusto. Eppure i contatti tra Petkovic e la federazione svizzera, ancorché seccamente smentiti (con poco stile, stavolta, però) dal mister bosniaco, erano ben conosciuti. Com'è possibile allora che una delle società più seguite d'Italia possa essere spiazzata da una storia simile? Cosa si aspetta ancora per annunciare il nuovo tecnico? Veramente il problema è costituito da qualche centinaia di migliaia di euro per una società dal fatturato della Lazio?

Mentre Petkovic è ancora l'allenatore della Biancoceleste, nella capitale si rincorrono i nomi dei possibili sostituti: si spazia dalla suggestione Yakin alla promozione di Bollini passando per la minestra calda di Reja, fino a quella fredda di Trapattoni. Di Carlo sembra essere stato una meteora nelle intenzioni societarie mentre le candidature "del cuore" Agostinelli e Giordano (l'Ascoli attraversa un momentaccio) costituirebbero una trasfusione di eccessiva lazialità in un ambiente accuratamente sterilizzato da questo rischio. Sarebbe magari preferibile lasciare da parte Bollini per non pregiudicare in alcun modo, a stagione in corso, la splendida galoppata della sua primavera, i cui frutti probabilmente si vedranno in estate con l'inserimento di altri suoi ragazzi in prima squadra. A questo punto la ragione dice Reja, in quanto il goriziano conosce ambiente, giocatori, forma mentis di Lotito (e vanta un premio di 150mila euro per la qualificazione europea finora non corrisposto). Non poco. Alcune indiscrezioni inoltre, raccolte da un uccellino svolazzante e a quanto pare autentiche, confermano questa teoria. Il goriziano ritiene che la squadra che tanto bene fece nel girone di andata dello scorso campionato era la sua, con un Candreva ormai consolidato e un Hernanes spostato da trequartista a interno sinistro con licenza di inserimento. L'intuizione di Petkovic sarebbe stata poi conforme agli interessi di Hernanes, abbastanza chiuso nel ruolo di trequartista nella nazionale brasiliana. Tornando al timone della Lazio quindi, Reja potrebbe fare anche lui gli interessi del profeta, impiegandolo da mezzala e aiutandolo a ritagliarsi uno spazio nella Seleçao per il mondiale alle porte. Chissà che al brasiliano triste non torni così il sorriso.

Ma con Petkovic cosa si fa? Si divide in due la panchina? Ovviamente è uno scherzo. Lotito dovrebbe comunque esonerare Petkovic per scarso rendimento, senza puntare sul recupero disperato degli emolumenti da qui a giugno. Così rischia di perdere altri treni importanti dal momento che Reja starebbe valutando anche altre proposte. Cosa avrebbe fatto, infatti, se la federazione svizzera non avesse contattato Vlado? Lo avrebbe tenuto? No, per una volta bisogna guardare gli interessi della squadra, troppo spesso trascurata. Petkovic va esonerato e basta perché la Lazio non gioca e non sembra neanche avere le motivazioni per farlo! Cos'altro serve per esonerare un tecnico? Casomai ci si concentri sul nuovo che verrà: si faccia una scelta decisa su un allenatore (sì, anche sbagliando, perché solo chi sceglie, sbaglia) e si inizi a orientare una campagna acquisti invernale ed estiva basata sulle sue inclinazioni, cosa che negli ultimi è stata fatta solo parzialmente nel gennaio che provocò l'arrivo di Reja.

Pensierino finale per qualche comunicatore che ha dipinto Petkovic come una specie di interessato questuante nonché dissimulatore: al posto di Vlado avrei voluto vedere questo comunicatore, legittimato da un contratto, rinunciare a 600mila euro - questa la cifra ipotizzata - con i chiari di luna attuali. Le dichiarazioni non contano ai fini economici, né in eccesso né in difetto. Possono modificare il giudizio su una persona, ma il diritto rimane diritto. La Lazio deve cambiare marcia, convincere chi verrà, traghettatore o meno, che questa società nonostante il pensiero imperante ha un patrimonio tecnico di primo piano ed elementi di sicura prospettiva. Vanno solo fatte scelte in tale direzione: la squadra non sarà quella che ha incantato nel girone di andata dello scorso campionato, ma non può neanche essere questa! Animo quindi, tanti auguri di buone feste, soprattutto alla nostra cara, vecchia Lazio e a tutti quelli che la sostengono sempre e comunque, senza se e senza ma.

 

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