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lunedì 27 gennaio 2020

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CALCIO - Lazio: bentornato Edy Reja!

Il Presidente Lotito presenta il ritorno del tecnico friulano a Formello e la scelta di Alberto Bollini come vice allenatore - VIDEO

05.01.2014 - Alessandro Staiti 1



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Reja

Torna la Lazio di Edy Reja. Un anno e mezzo di Vladimir Petkovic sulla panchina della Lazio sembra essere stato risucchiato in una di quelle anomalie spazio-temporali così frequenti nelle avventure di Star Trek. L'aver alzato la Coppa Italia di fronte a Totti e compagni, l'aver riaffermato la supremazia capitolina e non solo per dati anagrafici hanno probabilmente complicato le scelte della società biancoceleste, che già nel corso del girone di ritorno dello scorso campionato aveva notato qualche incongruenza nella guida tecnica. Ma con l'indimenticabile "Coppainfaccia" sembrava si fosse ricreato un clima di fiducia tra la squadra e il tecnico, e con la dirigenza. Fiducia che secondo il presidente biancoceleste Petkovic ha tradito non comunicando le trattative in corso con la Federazione svizzera per assumere la guida tecnica della Nazionale. Quindi il comunicato del licenziamento dell'allenatore di Sarajevo e il tesseramento di Reja come nuovo allenatore e dello scudettato primavera Alberto Bollini come secondo.

Di seguito i filmati della conferenza stampa a Formello alla quale hanno partecipato Lotito, Reja, Bollini e Tare.

Lotito: "Un bentornato che avevo anticipato con la mia lettera di un anno e mezzo fa quando Reja ritenne che non ci fossero più le condizioni ambientali per continuare. Il mister ha un legame affettivo con Roma e con la Società ed è tornato per risolvere un problema che purtroppo ha avuto epiloghi inaspettati. Credo che sia la persona giusta per fare ripartire questa squadra che ha non espresso risultati consoni al suo valore tecnico. Reja ha scelto Bollini come secondo e Bianchini come preparatore, avevamo già all'interno del nostro organico figure altamente professionali. Confido molto nell'abbinamento Reja-Bollini perché si coniugano due mondi che mi auguro potranno dare risultati altamente positivi. Ringrazio quindi il mister per aver accolto la mia richiesta di tornare alla guida della Lazio".


Reja: "Quando ho varcato i cancelli di Formello l'impressione era quella di non aver mai abbandonato, soprattutto i campi. Ho trovato le stesse cose di quando sono andato via. Anzi, ho trovato dei miglioramenti negli spogliatoi, perché sono state fatte delle modifiche molto belle per le quali devo fare i complimenti al presidente Lotito. Insomma sono tornato a casa, ho avuto manifestazioni di affetto fin da quando sono atterrato all'aeroporto e tutto questo mi dà un'ulteriore carica. Come ho trovato il gruppo? Beh, insomma, forse al gruppo mancava qualche riferimento, forse c'era un po' di sfiducia, d'altronde il presidente non cambia l'allenatore se le cose vanno bene... questa è la prassi. Ma se valutiamo il rendimento della Lazio da gennaio 2013 su 37 partite la Lazio ha totalizzato circa 40 punti, un rendimento che non mi sembra consono alle attuali possibilità dell'organico della Lazio. A noi il compito di ricreare fiducia nel gruppo, dare riferimenti ben precisi e mi auguro che i giocatori siano sollecitati dalle mie richieste, soprattutto nel trovare la mentalità giusta e andare dappertutto e cercare di imporre il nostro gioco. Desidero soprattutto freschezza mentale, la squadra è frenata. C'è grande voglia e grande disponibilità. Sono convinto che tutti daranno una grossa mano sia i vecchi che i giovani, auguriamoci che questa integrazione possa continuare lungo tutto l'arco di questo campionato".

 

Reja: "Conoscete la mia filosofia, non ho mai chiesto contratti perché il mio lavoro si basa sulla fiducia. Quando ho sentito il presidente gli ho detto facciamo questi sei mesi e poi vediamo se ci sono le premesse per continuare. Il presidente ha voluto mostrarmi un atto di estrema fiducia, mi ha detto: «Cosa vuoi, un contratto di 5, 6 anni? Dimmi tu...» ma io ho risposto che volevo vedere se c'era la possibilità di continuare; e lui «Allora facciamo un anno e mezzo così ti dimostro che il lavoro deve avere senso, anche perché ho mantenuto tutto il gruppo originario di calciatori e ci sono i nuovi da inserire». Ecco come è stato raggiunto il nostro accordo".

 

Reja: "L'ho già detto a suo tempo quando avevo fatto i complimenti a Petkovic per dove è arrivato perché lui ha magari una filosofia diversa dalla mia. Ho l'impressione che dopo la preparazione ha capito che la squadra era abituata a giocare in una certa maniera e lì ha trovato questo sistema di gioco. È stato molto bravo, e da lì poi la squadra ha continuato. È stato fortunato perché ha trovato la squadra che noi avevamo preparato un anno prima. Sono andate bene le cose, poi a metà gennaio è subentrato qualcos'altro, però non puoi considerare che la scorsa stagione non sia stata positiva, perché sei andato bene avanti in Europa League, hai vinto la Coppa Italia, un trofeo straordinario soprattutto perché questa finale è stata vinta contro la Roma. Calciomercato? Devo valutare attentamente tutta la rosa e rendermi conto dell'organico che ho a disposizione. Ho bisogno di circa 15/20 giorni, di solito sono veloce a capire se un giocatore può far parte di questo progetto. Ma ho l'impressione che l'organico sia altamente competitivo".

 


Reja: "Adesso abbiamo bisogno di ritrovare subito l'assetto adeguato e credere nel progetto tattico della squadra. Ogni giocatore ha un ruolo in cui sa perfettamente di poter rendere il massimo, a noi il compito di mettere i calciatori nelle condizioni migliori per ottenerlo. Certo dopo una settimana è difficile attuare questo tipo di discorso, ma conosco - per averli avuti per anni alle mie dipendenze molti giocatori. L'importante è che stiano bene mentalmente. Hernanes? È un valore aggiunto per questa squadra, o perlomeno lo è stato in questi anni, adesso ha avuto un momento un po' particolare. Ma questo può capitare a parecchi giocatori quando la squadra non gira bene. Ma Hernanes è stato determinante. Quando un centrocampista ha una media di 10 gol all'anno... in Italia non ci sono centrocampisti di questo valore. È chiaro che deve ritrovare la forma e la condizione, ma soprattutto dal punto di vista psicologico, deve essere sereno e tranquillo e non pensare assolutamente ai Mondiali".

 

 

Reja: "Mauri è importantissimo, uno di quei giocatori capaci di leggere la partita in modo straordinario, attacca gli spazi senza palla. Per il lavoro che dovremo fare lui ci può dare una grossa mano. Con Mazzarri ci sono state battaglie leali. Ci siamo incrociati diverse volte e sono sempre state partite particolarmente intense. Lui dice che è avvantaggiata la Lazio perché ha cambiato allenatore, io dico che lui è avvantaggiato perché ha una squadra rodata che ha perso pochi punti per strada. L'Inter è una squadra da prendere con le molle, molto brava nel difendersi e aspetta sempre l'errore dell'avversario. La Lazio deve avere la convinzione e la mentalità giusta per affrontare i valori che ha l'Inter".

Bollini: "Un ringraziamento è doveroso a tutto il gruppo Primavera di quest'anno e di questi ultimi 4 anni indimenticabili per me e un ringraziamento personale va alla Società che ci ha messo nelle condizioni di tornare sul tetto d'Italia con i giovani dando lustro alla Lazio. Al di là dei risultati, abbiamo valorizzato tanti giovani e alcuni sono in prima squadra. Riguardo a questo salto devo dire confidenzialmente che ho molto entusiasmo e allo stesso tempo molta serenità, perché la Lazio è casa mia e con mister Reja avevamo già un rapporto professionale e soprattutto umano".

 

 

Bollini: "I giovani? Sapete meglio di me che il calcio è molto presente e bisogna sfruttare moltissimo l'esperienza, la gestione e la spensieratezza dei giovani. Per il futuro credo che la carta d'identità parli molto chiaro. Tanti ragazzi provengono dal settore giovanile e la filosofia della società è chiara: Anderson e Perea sono entrambi del 1993, abbiamo ringiovanito la rosa. Si tratterà di mixare al meglio l'esperienza, le abilità e soprattutto la crescita di questi giovani ai quali darò tutto me stesso per portarli alle migliori condizioni individuali, ma individuali nel collettivo".

 

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