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venerdì 15 nov 2019

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CALCIO – IL PUNTO SUL CAMPIONATO - Juventus, mani sullo scudetto. Roma annientata

Risalgono Milan e Lazio, l’Inter scivola sotto al Verona. Viola solidi al quarto posto, ma si infortuna Pepito Rossi

07.01.2014 - jacopo fontanelli



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Serie A

C'eravamo lasciati con la giornata del quattro, e la Juve pensa bene di ricominciare dalla giornata del tre. Tre come i gol alla Roma sconfitta per la prima volta in questo campionato. Troppo forti i bianconeri e troppo più abituati a queste partite. Otto punti sono tanti: con questa Juve (alla decima vittoria consecutiva) sembra difficile pensare alla possibilità di riaprire il campionato.
La Roma gioca un primo tempo gagliardo e a viso aperto, in certi momenti mettendo anche in serie difficoltà i bianconeri. La partita resta in bilico fino al 2-0 (Vidal-Bonucci), poi succede tutto in due minuti: brutta entrata di De Rossi su Chiellini e rosso per il sarà Capitan Futuro. Punizione, colpo di testa e Castan salva sulla linea di mano: rigore ed espulsione. Vucinic, appena entrato, tira, segna ed esulta come se avesse segnato un gol nella finale dei mondiali. 3-0 e tutti a casa. Roma che si consola con Nainggolan e Paredes.

Il primo gol del 2014 lo segna Gonzalo Rodriguez. Fiorentina batte Livorno nel derby per 1-0 (terza partita senza subire gol per i viola) ma il risultato poco conta. Sono ore di ansia e di attesa a Firenze per le condizioni di Rossi; lo sciagurato intervento di Rinaudo costringe il 49 viola a uscire dal campo in lacrime. Le prime notizie parlavano di crociato rotto (e tre!), ora si parla di lesione del collaterale. Dovrebbe cavarsela con due mesi, quindi mondiale salvo e tutta Firenze e l'Italia calcistica, che si sono stretti intorno a Pepito, posso tirare un sospiro di sollievo.

Il Napoli avvicina la Roma battendo 2-0 la Sampdoria (tre pali per i blucerchiati) grazie a una doppietta di Mertens, arrivato come oggetto misterioso che ora invece si sta affermando sempre di più anche grazie all'assenza di Hamsik.

La Lazio, in due giorni trova l'allenatore e la vittoria. Licenziato Petkovic per giusta causa (ora il giudizio passa alle aule dei tribunali civili), la squadra viene affidata a Reja. È subito "Reja Vu": difesa accorta e rocciosa che non concede nulla agli avanti dell'Inter. Partita brutta tra due allenatori abituati a fare catenaccio e ripartenze. Per molti il bel calcio è un'altra cosa. Gara che se fosse terminata col pari avrebbe espresso il gioco in campo, ma ci pensa (come nello scorso campionato) quel campione immenso di Klose con un tiro al volo (bello il cross di Candreva) su cui nulla può Handanovic. L'Inter perde contatto con il treno di testa e si fa superare anche dal sorprendente Verona.

Verona che continua la sua ascesa. Espugna 3-1 il Friuli: doppietta di Toni e Iturbe, Pereyra per i bianconeri, e continua la sua brillante cavalcata che adesso apre a nuovi orizzonti e traguardi. Con Lazio e Milan così indietro, e con un'Inter ancora alla ricerca di sé stessa, gli scaligeri possono anche puntare all'Europa, a patto di onorarla e di non uscire a Luglio come troppe volte è successo alle squadre italiane.

Il Milan vince 3-0 (ancora tre) con l'Atalanta; Kaká fa 101 in rossonero e Cristante (classe '95) fa 1 in rossonero alla sua prima presenza. Il risultato mente, e anche tanto; l'Atalanta prende due pali, costringe Abbiati ad almeno due miracoli, e si vede anche annullare un gol per una spinta, veniale, su Mexes. Ma, si dice, che il calcio sia bello anche per questo.

Catania e Genoa battono con lo stesso risultato Bologna e Sassuolo, 2-0. Lodi torna nella sua Catania da Re, gol e assist; Gilardino segna un rigore e ne sbaglia un altro, mentre continua a pensare se sia il caso di chiudere la carriera negli Stati Uniti.

Il Parma batte 3-1 il Torino in rimonta come l'anno scorso. Dopo il Gol di Immobile, segnano Marchionni e Amauri per i padroni di casa. E Lucarelli, ma il suo gol (quello del 2-1), non è un gol normale. Per molti era il replay del gol di tacco che segnò Mancini sempre a Parma e sempre in quella porta. Angolo di Sansone, Lucarelli spalle alla porta si inventa un geniale colpo di tacco e palla all'incrocio.
Ah, come dimenticarsi dell'anticipo di Chievo-Cagliari. Questo è quello che è successo in quella partita: non abbiamo parole per descrivere il nulla.

 

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