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martedì 11 agosto 2020

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CALCIO - Buon compleanno, cara vecchia Lazio

114° anniversario dalla sua fondazione a metà classifica e tra la disaffezione dei tifosi. Alla ricerca dell'entusiasmo perduto

09.01.2014 - Francesco Di Cicco



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Reja e Bollini

Sono 114. Tanti, più di ogni altra realtà calcistica capitolina. Ma è un anniversario festeggiato con animo pesante e con una certa apprensione. I problemi inseguono la Lazio come bracconieri montani alla caccia del rapace ferito. Il mediocre campionato disputato fin qui e la dichiarata, incompleta comunicazione dei progetti futuri, hanno decretato il licenziamento di Vladimir Petkovic, allenatore pescato e difeso dalla società, protagonista della storica vittoria in Coppa Italia ai danni della Roma. Quella che sembrava una lieta simbiosi si è sgretolata infine in maniera brusca, lasciando alle aule di tribunale l'attribuzione delle responsabilità. L'allontanamento dell'allenatore bosniaco ha consegnato la balbettante e confusa compagine della prima parte di campionato al cavallo di ritorno Edy Reja, assistito in panchina da Alberto Bollini, timoniere della splendida primavera ammirata in questi ultimi anni.

Reja, nonostante le salve di fischi ricevute all'esordio, già all'annuncio delle formazioni, si è calato con entusiasmo nella nuova avventura, riuscendo a battere l'Inter di Mazzarri senza subire gol. I bastioni difensivi della Lazio, imperniati attorno all'inossidabile Biava, hanno retto all'offensiva, peraltro neanche molto convinta, della truppa nerazzurra. E il gol nel finale di Miro Klose si è trasformato in un tesoro da difendere con le unghie e con i denti, dal quale ripartire per rimettere in piedi una stagione nata male. Il nuovo corso tecnico è partito quindi col piede giusto ma c'è un altro avversario da superare e si chiama indifferenza. La vicenda Mauri, i fatti di Varsavia, l'infelice percorso sportivo della squadra a fronte della brillante cavalcata romanista, il non edificante tira e molla societario per liberarsi di un allenatore ormai con la testa altrove e un certo, atavico immobilismo della società hanno determinato un ulteriore allontanamento tra la Lazio e la sua gente. L'atmosfera che si respirava all'Olimpico durante la partita con l'Inter era di silenziosa depressione, rotta solo dalle esplosioni dei petardi e dagli inviti a passare a miglior vita diretti al presidente Lotito. Tutti contro tutti, addirittura diverbi tra tifosi della Lazio per lo sventolio di una bandiera. In tale atmosfera spiccavano i volti smarriti e assonnati dei bambini presenti, complice anche il mediocre spettacolo in campo.

Rimessa nel giusto senso di marcia la squadra da parte di Reja, ora la palla passa a Lotito, chiamato a puntellare le criticità emerse in questi mesi. Il compito non sarà facile, la società non ha l'aria di voler spendere denari mentre dall'altra parte del Tevere si intravedono all'orizzonte sinergie internazionali e si celebra un acquisto al giorno. Restando alla Lazio, servirebbero come il pane una punta e, a parere di chi scrive, un terzino sinistro, procrastinando l'acquisto di difensori nuovi di zecca alla prossima estate. Klose infatti, per quanto ancora letale se in forma, non può tenere in piedi l'attacco biancoceleste coadiuvato solo da Floccari e Perea. Considerato che vedere in campo l'acquisto esotico Vinicius equivale a trovare una dozzina di figurine del "Feroce Saladino" negli anni trenta e, vista l'idiosincrasia di Lulic a giostrare sulla linea difensiva, la cronica cagionevolezza di Konko, l'adattabilità di Pereirinha e le amnesie di Cavanda, sarebbe opportuno ingaggiare un laterale mancino che possa dare efficacemente il cambio a Radu. In molti affermano che, in linea con gli anni passati, la società si muoverà poco o nulla sul mercato invernale, impiegando le esigue risorse disponibili nella sessione post-mondiale, pescando le eventuali sorprese che la manifestazione brasiliana dovesse offrire. Se tale discorso può essere condivisibile nell'immediato, occorre tuttavia iniettare nelle vene della tifoseria biancoceleste una massiccia dose di entusiasmo. La Lazio è ancora in corsa su tre fronti, con interventi appropriati potrebbe ancora dire la sua ma occorrono spirito di iniziativa e senso di responsabilità. Riuscirà il presidente più proteso della storia laziale verso solide realtà a restituire un pizzico di entusiasmo al popolo biancoceleste?

Buon Anniversario, cara vecchia Lazio.

 

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