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domenica 20 ottobre 2019

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CALCIO - Lazio-Juventus, vietato scansarsi!

Dopo la prima vittoria esterna in campionato, Reja ospita Conte nel succulento anticipo di sabato sera all'Olimpico

20.01.2014 - Francesco Di Cicco



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Hernanes e Biglia a Udine

LA PRIMA IN TRASFERTA - La Lazio conquista la prima vittoria esterna del campionato in uno stadio che negli ultimi anni ne ha frustrato le ambizione europee. Il successo è arrivato al termine di una partita non certamente esaltante, infarcita di incertezze tattiche e condita da errori marchiani, riconducibile anche al pessimo periodo attraversato dalla formazione friulana. Alla fine la razionalità del tecnico e la superiore cifra tecnica della Lazio, seppure in inferiorità numerica, ha avuto la meglio sulle titubanze friulane, ma la strada da percorrere per Reja è ancora lunga. Il mister di Lucinico ha schierato la sua squadra con un 3-4-3 non propriamente nelle sue corde, impiegando al fianco di Biava e Dias il legnoso Ciani. Con Cavanda e Lulic a presidiare le fasce e il duo Onazi/Biglia a organizzare la manovra, Reja a sorpresa ha proposto Floccari, in coppia con Candreva, a supporto di Klose. Le motivazioni del cambio di rotta, uno dei motivi dell'esonero di Petkovic, non sono state immediatamente chiare. Qualche maligno ha ipotizzato che si trattasse di uno spot per mettere in vetrina Floccari e Ciani, che i bene informati danno sul piede di partenza ma, avuto riguardo alla carriera di Reja, ciò è poco plausibile. Tuttavia, qualunque fosse la strategia di partenza, l'Udinese ha approcciato meglio la partita e dopo appena 8' ha assestato il primo schiaffone alla Lazio, complice una stupidaggine difensiva di Cavanda. Il rigore causato ingenuamente dal giovane terzino biancoceleste ha sancito il ritorno al gol di Totò Di Natale: palla nell'angolo opposto all'intuizione di Berisha. La reazione dei biancocelesti? Zero velocità, manovra ruminata, tocchi orizzontali, movimenti senza sincronia e una miriade di appoggi sbagliati. Candreva ci ha provato invano e Lulic, frenato dal sistematico cambio di piede (provare il bosniaco sulla fascia destra in quanto destro naturale è proprio un'eresia?), è contrastato efficacemente da Basta. Dalle fasce non sono arrivati rifornimenti per Klose e la Lazio si è affidata spesso a sortite centrali. Nel mezzo più in luce Onazi di Biglia, che ha volteggiato qua e là senza il necessario movimento senza palla dei compagni, così è difficile prendere per mano la squadra. Reja si è sgolato inutilmente nel tentativo di far servire in velocità Floccari e Candreva, il pressing è migliorato ma l'Udinese ha chiuso bene la sua metà campo. Addirittura Klose, insolitamente nervoso, si è fatto ammonire per un fallo su Danilo in chiusura di tempo, rischiando l'espulsione in seguito. Cosa che è riuscita benissimo a Onazi all'inizio della ripresa: già ammonito al 48', l'irruento nigeriano ha steso Pereyra al 54' rimediando il rosso e chiamandosi fuori dalla sfida alla Juventus. In dieci Reja ha riequilibrato la squadra inserendo Hernanes (fuori per scelta tecnica) per Ciani e passando alla difesa a quattro. La partita è cambiata e un guizzo di Klose, uno dei pochi, ha fruttato un calcio di rigore che Candreva ha trasformato con sicurezza. La Lazio ci ha creduto e ha sfiorato il vantaggio su un tiro liftato di Ederson, subentrato a Floccari. Ma è stata l'Udinese a bussare nuovamente con Badu: stop e tiro al volo del mediano ghanese per il vantaggio bianconero. Partita chiusa? Nemmeno per sogno! L'antico stellone laziale si è materializzato all'82' sottoforma di un enorme regalo di Brkic che ha respinto un cross in area sul ginocchio di Lazzari, tirandolo nel tabellino marcatori quale involontario autore del pareggio biancoceleste. A questo punto i due tecnici hanno rotto gli indugi: Guidolin, scippato dal suo portiere di una possibile vittoria, ha fatto fuori Pinzi per Nico Lopez. Ma il destino ha scelto la sua strada. Al tramonto della contesa Hernanes si è finalmente riappropriato del suo talento: doppio passo e sinistro al fulmicotone nella porta di Brkic, che ha recuperato il pallone in fondo al sacco per la terza volta. Ultimi, palpitanti secondi, prima dei titoli di coda.

VIETATO SCANSARSI - Reja prosegue nella sua mini striscia vincente e la vittoria di Udine può costituire un eccellente ricostituente per la Lazio. Il tecnico friulano ha ricostruito un assetto difensivo almeno degno di tal nome recuperando Dias a una condizione accettabile accanto al sempreverde Biava. I due anziani difensori costituiscono ancora la miglior coppia di centrali della Lazio. Accantonati Cana, Ciani e Novaretti, la ritrovata solidità difensiva non può prescindere dalla presenza dei due e decreta, dati alla mano, la più sonora bocciatura delle valutazioni societarie. Con l'aggravante che Dias è stato tenuto fuori dalla lista di Europa League per chissà quale colpo di genio. Sulle fasce la situazione non è più rosea: Konko è ancora fuori, Radu pure e i rincalzi non offrono le stesse garanzie tecniche. Al contrario della zona centrale difensiva, qui non c'è nessuno da recuperare, a meno che l'oggetto misterioso Vinicius dimostri improvvisamente di poter essere schierato come esterno basso a sinistra. Anche a centrocampo, sembrano errate al momento le valutazioni di mercato estive: dopo un girone intero Biglia sembra ancora un pesce fuor d'acqua. Buono nel palleggio, l'argentino fatica a prendere le redini del centrocampo mostrandosi leggero nel tackle e a volte privo di una visione periferica del gioco. In quel settore, Reja si fida a occhi chiusi di Ledesma e sta lottando contro il tempo per recuperare i polmoni di Gonzalez. L'involuzione di Lulic e la confusione, peraltro spesso positiva, di Candreva tracciano il bilancio negativo del centrocampo, relegando Hernanes in una situazione più di problema che di risorsa. Se poi il brasiliano dovesse allontanarsi dalla Lazio, le sue alternative Ederson e Felipe Anderson non appaiono al momento una valida risposta. Nel settore avanzato Klose e Floccari (da voci di mercato cercato da Bologna e Sassuolo) debbono fare i conti con la carta di identità, mentre Perea è ancora troppo acerbo per incidere a fondo in una situazione complicata. Nulla di nuovo sotto il sole: queste considerazioni sono le stesse fatte nei primi giorni di settembre. La rosa consegnata in estate a Petkovic stava smaltendo la sbornia post 26 maggio ma mostrava già alcune criticità, subito smascherate dalla Juventus nella supercoppa italiana e confermate dalla mediocre prima fase di campionato. Sarebbe un grave errore, purtroppo prevedibile considerati i trascorsi recenti e meno recenti, se la società si facesse forte degli ultimi risultati positivi per non intervenire sul mercato invernale. E sabato 25 gennaio 2014, al cospetto della schiacciasassi Juventus, Cavanda sarà l'unico laterale difensivo di ruolo impiegabile, considerati gli infortuni di Konko e Radu e la squalifica di Lulic. Sul web, nei bar, negli uffici e per le strade, i tifosi romanisti già paventano un remake di quel discusso Lazio-Inter del maggio 2010, convinti che l'ambiente laziale si scanserà per non concedere vantaggi alla squadra di Garcia. In effetti, sarebbe un'autentica dichiarazione di odio nei confronti della Roma ma, ancor prima e soprattutto un colpo alle appassionate convinzioni di Giorgio Vaccaro, il quale nel 1927 scongiurando la fusione tra la Lazio e le realtà sportive che diedero origine alla Roma, dichiarava fiero: "la Lazio è altro!". Juventus 55 punti, Lazio 27. Basterebbe questo dato per presentare il match che la Lazio sarà chiamata a disputare senza uomini chiave del suo schieramento. Ancora una volta, Davide affronterà Golia in condizioni disperate. Mancano tuttavia una manciata di giorni all'incontro e una decina alla chiusura del mercato: se la società consegnasse anche una fionda (o magari due) al povero Davide...

 

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