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mercoledì 26 febbraio 2020

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CLASSICA - Omaggio a Claudio Abbado

Napolitano, Cagli e Pollini ricordano l'indimenticato direttore d'orchestra

23.01.2014 - Simone Di Tommaso



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In occasione del recital di Maurizio Pollini, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il Presidente dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia Bruno Cagli hanno reso un giusto tributo al grande direttore d'orchestra scomparso da qualche giorno all'età di ottant'anni.

"Dopo averli tante volte ascoltati e ammirati insieme - ha affermato Napolitano, visibilmente commosso - non c'è ora modo più appropriato di salutare Claudio Abbado con la tristezza che solo la grande musica può mitigare. Non c'è modo più appropriato di salutarlo che dedicandogli, come l'Accademia e Maurizio Pollini hanno voluto, questo concerto. Sappiamo quale straordinario e ininterrotto sodalizio artistico, civile ed umano Claudio e Maurizio abbiano costituito per lunghi decenni. E al di là di questa sera e di questa sala, è l'Italia come nazione che sta rendendo omaggio a chi l'ha onorata nel mondo come Claudio Abbado, rappresentandone le più alte tradizione ed incarnando il talento e le virtù degli italiani migliori. Grazie Claudio. Grazie Maurizio".

Non ci sono parole migliori per ricordare uno dei massimi direttori d'orchestra nella storia della musica italiana ed internazionale. Abbado è questo: un italiano partito dal nulla che ha conquistato, con studio assiduo e sacrifici, allori e considerazioni in ogni dove.

Pollini ha ricordato in silenzio l'amico e il direttore con un concerto bellissimo, sulle note di Chopin e di Debussy. Non ha voluto salutarlo al microfono. Ha voluto commemorarlo, invece, con una musica straordinaria e densa di significato. La Sonata n. 2 op. 35 in si bemolle maggiore di Chopin è un pezzo di lirismo assoluto, che racchiude in sé dolcezza, dolore, lamento per la caducità della vita terrena, angoscia e mancanza di speranza. Il terzo movimento, la celebre 'Marcia funebre', è un vero pianto di commiato per il grande personaggio scomparso.

Direttore musicale del Teatro alla Scala di Milano per ben vent'anni, Abbado ha avuto una carriera folgorante, che lo ha portato a calcare i podi delle migliori formazioni orchestrali del mondo. Le tappe della sua vita possono solo essere elencate: direttore principale dei Wiener Philarmoniker, direttore musicale della London Symphony Orchestra, direttore artistico della Staatoper di Vienna e direttore artistico dei Berliner Philarmoniker dal 1989 al 2002. Quest'ultima è l'esperienza più celebrata. Erede naturale di Herbert von Karajan e di Wilhlem Furtwangler, Abbado ha lasciato un segno indelebile nella storia della più celebrata orchestra del mondo. Gli ultimi anni della sua vita lo vedono attivo tra Lucerna, Caracas e Bologna, dove dirige importanti festival e fonda orchestre giovanili ed ensemble di alto spessore.

Abbado è stato tra gli uomini più illustri della storia repubblicana italiana, un vero e proprio orgoglio per tutta la nazione. Per i suoi meriti il Presidente Napolitano lo aveva nominato, nell'agosto scorso, senatore a vita. Un onore riservato solo ai migliori.

L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia ha avuto un rapporto molto stretto con Abbado. Accademico effettivo dal 1978, il direttore è salito sul podio ceciliano per ben trenta volta, la prima nel lontano 1961, l'ultima nel 2011 per un memorabile concerto sulle note del 'King Lear' di Šostakovič alla presenza delle più alte cariche dello Stato.

Claudio Abbado, sebbene non più fisicamente tra noi, resterà, nonostante tutto, una pietra miliare nel mondo della musica classica. Le innumerevoli incisioni e registrazioni saranno studiate e apprezzate da tutti, da chi ha avuto il piacere di vederlo dirigere a chi ha solo ascoltato il suo nome. Le nuove generazioni lo ammireranno, così come noi continuiamo ad ammirare i grandi del passato, come Karajan, Kleiber, Bernstein, Davis, Giulini e Toscanini. Il ricordo di un grande uomo amante del bello e della vita non si affievolirà. Ne siamo più che certi.

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