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mercoledì 16 ottobre 2019

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CALCIO - Lazio, l'Europa si allontana. L'Atalanta espugna l'Olimpico

Nello stadio quasi deserto per la protesta dei tifosi, il gol di Moralez al 60' piega i biancocelesti. Candreva si fa espellere

09.03.2014 - Francesco Di Cicco



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DissenZo

OLIMPICO DESERTO - Operazione riuscita, ma il paziente è morto. La Lazio cede il passo all'Atalanta disputando una partita di fondamentale importanza per la rincorsa all'Europa League in un Olimpico pressoché deserto. La tifoseria, o la stragrande maggioranza di essa, ha deciso di disertare l'appuntamento in forma di protesta contro la gestione Lotito, rea di non regalare quanto sognato dai suoi sostenitori. Penalizzata da un "dissenZo" (così recita uno striscione esposto a favore della società) unanime, è stata sicuramente la squadra di Reja e Bollini, uscita sconfitta da un match che festeggiava le 100 presenze di Antonio Candreva in biancoceleste e il rilancio a tempo pieno del giovane talento Keita. Assente Ledesma per infortunio, a centrocampo Reja si affida al trio Gonzales, Biglia, Onazi. In difesa Konko, Cana, Biava e Radu davanti al confermato Marchetti e il tridente prudente Candreva, Klose, Keita.

REATTIVI - La partenza della formazione biancoceleste è incoraggiante. Dalle fasce partono i pericoli per la porta difesa da Consigli: prima Candreva al 3', poi Keita al 4', ancora Konko al 23', infine Candreva al 30' e nuovamente Keita al 33'. Nel mezzo un atterramento di Keita ad opera di Benaluane giudicato meritevole della massima punizione dall'ex arbitro Paparesta su Mediaset Premium. Col passare dei minuti tuttavia l'Atalanta supera le timidezze iniziali e inizia a farsi vedere in avanti, complice la confusione del centrocampo laziale, nel quale Gonzalez si distingue come uno dei migliori. Il nervosismo cresce tra i giocatori biancocelesti e al 40', dopo qualche battibecco con i guardalinee, Candreva ha un presagio di ciò che sarà la sua domenica: l'ala laziale reagisce a un fischio contrario sbattendo il pallone per terra. Giallo e avvertimento dal direttore di gara. Al 42' lo stesso Candreva sfoga il suo nervosismo scagliando un proiettile verso la porta di Consigli, reattivo nell'occasione. La prima frazione si chiude così, gettando ombre sinistre sul prosieguo della contesa.

INVOLUTI - All'alba della ripresa Reja fiuta l'aria che tira e prova a riequilibrare la squadra inserendo Lulic al posto di Onazi. La mossa non sortisce l'effetto desiderato, anzi il passaggio al 4-4-2 toglie ulteriori certezze alla Lazio e l'Atalanta passa al 60'. Marchetti si supera sul colpo di testa di Estigarribia ma non può nulla sulla corta ribattuta dell'attivissimo Maxi Moralez. In svantaggio nel risultato, al 63' Candreva decide di regalare anche un uomo ai bergamaschi. Simulazione del romano e doppia ammonizione, Lazio in dieci e partita compromessa. Klose è un fantasma, ci pensa Marchetti, prontissimo al 72', a tenere la Lazio in vita. Al 75' Reja sostituisce Cana con Perea per irrobustire l'attacco ma la Lazio ha smarrito l'ardore iniziale. Al 79' la mossa della disperazione: bocciato Klose, dentro Kakuta (il che la dice lunga sull'efficacia del mercato di riparazione. Dov'è Postiga?). I biancocelesti sono sulle gambe, il match è segnato: la squadra di Reja si spegne tra i sussurri.

PASSO FALSO - La sconfitta contro l'Atalanta è un brutto passo falso nella rincorsa europea in una domenica di ben altre prospettive. Le avversarie si allontanano approfittando di una Lazio che sotto la guida di Reja, prima e seconda edizione e al di là della presenza dei tifosi allo stadio, non è mai riuscita a spiccare il salto di qualità: vuoi per gli infortuni di titolari senza sostituti all'altezza, vuoi per i mancati rinforzi nei mercati di riparazione. Ogni volta che sarebbe stato necessario uno sforzo per raggiungere un possibile obiettivo, la Lazio - squadra, allenatore e società - non ha saputo agguantarlo, talvolta con cadute di tenuta tecnica, fisica e psicologica disarmanti (vedi, di recente, Catania-Lazio o Lazio-Ludogorets, disputata di fronte a un pubblico ancor più esiguo di quello assente per la contestazione). Fanno eccezione, ovviamente, le due Coppe Italia, di cui quella del 26 maggio 2013 storica e irripetibile e la Supercoppa Italiana vinta a Pechino contro l'Inter di Mourinho, quell'Inter che poi avrebbe conquistato il triplete.
Fuori da ogni considerazione relativa alla contestazione in atto, resta la fotografia di una spaccatura che appare ormai insanabile tra la stragrande maggioranza della tifoseria e la presidenza.
In questo clima poco sereno, per dirla con un eufemismo, tecnico e calciatori hanno l'opportunità di scegliere tra il fare della frattura un alibi per i propri insuccessi o concentrarsi sul campo e dare sempre il massimo. Alla società il compito di rinforzare una compagine indebolita qualitativamente dalla cessione di calciatori di qualità al momento non rimpiazzati e non adeguatamente rinforzata dopo il 26 maggio 2013 con una campagna acquisti inadeguata o quanto meno incompleta. La protesta purtroppo ha assunto la dinamica del tutti contro tutti: una lotta fratricida all'interno anche della stessa tifoseria biancoceleste che non può che deprimere l'ambiente e portare alla deriva.


IL TABELLINO
Lazio-Atalanta 0-1

Marcatori: 60' Moralez

LAZIO (4-3-3) - Marchetti; Konko, Biava, Cana (77' Perea), Radu; Gonzalez, Biglia, Onazi (46' Lulic); Candreva, Klose (Kakuta), Keita. Allenatore: Reja. A disposizione: Berisha, Guerrieri, Pereirinha, Ciani, Novaretti, Cavanda, Mauri, Felipe Anderson.

ATALANTA (4-4-1-1) - Consigli; Benalouane, Stendardo (80' Lucchini), Yepes, Brivio; Baselli (70' Migliaccio), Carmona, Bonaventura, Estigarribia; Moralez (Raimondi); Denis. Allenatore: Colantuono. A disposizione: Sportiello, Frezzolini, Giorgi, Scaloni, Nica, Del Grosso, Brienza, De Luca, Betancourt

Arbitro: Sebastiano Peruzzo (sez. Schio)
Assistenti: Vivenzi e Preti
IV Uomo: De Luca
ADD: Damato e Chiffi

Note: Ammoniti Keita (L), Candreva (L), espulso Candreva per doppia ammonizione

 

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