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venerdì 15 nov 2019

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CALCIO - IL PUNTO SUL CAMPIONATO - Pietra tombale su primo e terzo posto: Juve a +14, Napoli a +10

Asamoah e Callejon regalano il doppio 1-0 ai padroni di casa. Il Milan cade a Udine, la Lazio in casa, l'Inter batte il Torino

10.03.2014 - jacopo fontanelli



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Serie A Tim 2013-14

MENU SCUDETTO - Bistecca alla fiorentina a pranzo, e babà a cena. Ecco il menù scudetto della Juventus. Con tutto il rispetto per il disastrato Milan di questa stagione e soprattutto per Catania-Cagliari, i fari della ventisettesima giornata sono tutti spostati sulla domenica. A pranzo, alle ore 12.30 match tra rivali storiche allo Juventus Stadium. La prima di tre sfide infuocate tra bianconeri e viola: il match va alla Vecchia Signora. Primo tempo tutto a favore dei padroni di casa, che fanno un gran giro palla e chiudono gli ospiti nella propria metà campo, ma tirano solo due volte. Entrambe con Asamoah; la prima deviata da Aquilani e Neto fa un miracolo, la seconda deviata da Pizarro e Neto non può nulla. 1-0. Nella ripresa Viola meglio, ma reazione che si stampa sulla traversa di Matos a cinque dalla fine.

ADDIO SOGNI DI GLORIA - Juve che tifa Napoli, e Viola che tifa Roma nel posticipo del San Paolo, con una vittoria dei giallorossi resterebbe tutto invariato e il campionato avrebbe ancora un senso. Invece la Roma gioca, costruisce e sfiora il gol in almeno tre occasioni (in due miracoloso il twittatore Reina). Ma all'80' la praticità degli azzurri è tutta sulla testa di Callejon che, come in Coppa Italia, segna di cranio il gol del'1-0. Ora, campionato e lotta al terzo posto virtualmente finiti. La Juventus ha 14 punti sulla Roma, che è vero che ha una partita in meno, ma che ha segnato 4 gol nelle ultime sei partite. Che deve fare a meno di De Rossi per altre due giornate e di Strootman non si sa per quanto (i primi bollettini non lasciano presagire nulla di buono). Recuperare 15 punti vorrebbe dire che i bianconeri devono perdere 5 partite sulle 11 rimanenti (avendo già giocato tra l'altro con Lazio, Milan, Inter, Fiorentina); e per una squadra che ne ha persa una sola su 27 sembra quasi impossibile. Il tutto a patto che la Roma le vinca poi tutte.

TERTIUM NON DATUR - Lotta al terzo posto ugualmente chiusa. Dieci punti sono tanti e la Fiorentina, tra l'altro, dovrà anche andare a Napoli (al quale per tenerla lontana basterebbe anche un pari).
Mentre in Inghilterra e in Spagna ci sono rispettivamente quattro e tre squadre in quattro punti, da noi a inizio marzo resta avvincente solo la lotta per non retrocedere.

QUINTO POTERE - Risale l'Inter al quinto risultato utile consecutivo (tre vittorie e due pareggi). Batte il Torino per 1-0 grazie a Palacio. Crea almeno altre tre palle gol la squadra di Mazzarri ma non riesce a capitalizzare; il risultato rimane in bilico fino alla fine e c'è gloria anche per Handanovic che salva su Basha. Neroazzurri che approfittano delle sconfitte di Verona, Lazio e Milan puntellando il quinto posto in classifica. Per Thohir seconda vittoria (dopo quella nel derby) dopo quattro pareggi.

LA RIVELAZIONE - Il Parma, nello spareggio gialloblu, sconfigge il Verona che sembra non averne più. La squadra di Mandorlini faceva gioco e spettacolo nel girone d'andata ma dopo aver raggiunto i fatidici 40 punti sembra aver tirato i remi in barca. Ne approfittano i gialloblu, di casa, che con Biabiany e Schelotto fanno 2-0. Gol quasi in fotocopia; incerto Rafael, palla sul palo. I padroni di casa non perdono da 14 giornate.

LA DELUSIONE - Il Milan nell'anticipo del sabato alle 18 cade a Udine. Di Natale firma l'1-0. Passo indietro dal punto di vista del gioco. Rossoneri sempre in affanno che soffrono le ripartenze veloci dei padroni di casa. Scuffet viene confermato titolare (17anni) nonostante il rientro di Brkic. S'intravedono le stimmate del grande portiere. Di Natale fa 185 in serie a e supera un certo Gabriel Omar Batistuta. Il prossimo traguardo è quello dei 188: dove farebbe compagnia a Del Piero e Signori. Antonio non smettere, arriva prima a duecento.

LA CONTESTAZIONE - Perde la Lazio, nella desolazione dell'Olimpico dove continua la contestazione al presidente Lotito. Se col Sassuolo si era vista una squadra carica e vogliosa; se a Firenze si era vista cinica e rocciosa, con l'Atalanta si vede tutt'altro. Bergamaschi vincenti per 0-1 (non vincevano fuori casa da un girone) e risultato giusto. L'Europa adesso ai allontana: 5 punti.

CHI L'AVREBBE DETTO - La partita più bella è sicuramente quella di Marassi. Il Livorno dopo venti minuti è 0-2: doppietta di Mbaye (sarebbe il terzo consecutivo se pensiamo che domenica scorsa il gol è a mezzi con Reina) e Sampdoria tramortita. Al rientro dagli spogliatoi dopo 7 minuti il risultato è 2-2; Krsticic e autogol di Ceccherini fanno pari. Poi Okaka e Gabbiadini fissano sul 4-2 finale. A fine primo tempo non lo avrebbe detto nessuno. Samp a quota 34, praticamente salva. Grande il merito di Siniša Mihajlović.

TUTTO IN TRE MINUTI - La partita più emozionante è, forse, Chievo-Genoa (chi l'avrebbe detto). Almeno per le emozioni che regala negli ultimi 3 minuti. 1-0 al 90' per il rigore di Paloschi. Vince il Chievo, con un gol di scarto, ed è decisivo Paloschi. Ma non 1-0. E come è possibile in tre minuti? Così: Gilardino pareggia (sarebbe stato meritato) su calcio d'angolo al 91'. Palla al centro, possesso palla di 40 secondi, lancio in area e Motta atterra (in maniera molto dubbia a dir la verità) Lazarevic; altro rigore e ancora Paloschi fa 2-1.

LA GRANDE BRUTTEZZA - Bologna-Sassuolo è un tristissimo 0-0, "La grande bruttezza" se vogliamo cavalcare onde recenti. Catania e Cagliari fanno 1-1, nell'anticipo del Sabato sera. A Vecino risponde, forse, Bergessio. Se lo fa, la sfiora di poco, se non lo fa, a Vecino, risponde Lodi. Tant'è: 1-1 e punto che fa felici solo gli isolani che sono più a nord.

 

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