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lunedì 25 maggio 2020

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CALCIO - La Lazio al Marassi si allontana dall'Europa

Dopo un primo tempo con costrutto ma poche occasioni i biancocelesti si arrendono a Gilardino e Fetfatzidis

27.03.2014 - Simone Di Tommaso



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Gonzalez

SENZA SVOLTA - A detta di Reja, questa sarebbe dovuta essere la settimana della svolta. Le due partite in casa contro il Milan e il Parma e la partita in trasferta contro il Genoa avrebbero dovuto rivelare le vere ambizioni della stagione (ridimensionate rispetto a quelle di un terzo posto dichiarate all'indomani della strepitosa vittoria nel derby del 26 maggio 2013), ovvero il raggiungimento dell'agognato sesto posto in classifica, necessario per la qualificazione in Europa League. Come ben sanno anche i tifosi più attempati, la Lazio è una squadra che tende a fallire, con qualche storica eccezione, le partite della svolta. Il pensiero va alla trasferta di Udine di un paio di anni fa, quando Zarate fallì il calcio di rigore che avrebbe consentito l'accesso alla Champions, oppure alla recente eliminazione europea contro la squadra bulgara del Ludogorets. Sono questi solo due esempi tra i più lampanti di come la squadra manchi della necessaria cattiveria e dell'imprescindibile agonismo in occasione degli scontri che possono dare il cambio di marcia. Sembra quasi che gli undici scendano in campo già rassegnati, con poca voglia di lottare e di costruire un futuro migliore. Ora più che mai, si rende doverosa una vera e propria rifondazione. Via tutti i giocatori a fine carriera, via a tutti i giocatori che hanno deluso, spazio a forze fresche e a una rinnovata mentalità. La tifoseria non vuole vincere ogni anno uno scudetto, vuole ammirare giocatori che non mollino di un centimetro e che abbiano la voglia di emergere, senza lasciare nulla all'avversario. Prova ne è l'ammirazione sconsiderata che, ancora oggi, circonda la gloriosa squadra del -9 e degli spareggi vinti per rimanere in serie B e non sprofondare nelle paludi al limite del calcio professionistico. Dopo la deludente trasferta di Marassi, i pensieri corrono altrove. Si è assistito ad una partita mai realmente giocata dagli undici di Reja. La gran parte delle azioni di gioco sono state solo spunti dei singoli e non frutto di una sincronia collettiva. Se la partita fosse durata altri 90 minuti, siamo sicuri che la squadra non sarebbe riuscita a trovare nemmeno un gol. Purtroppo, è questa la dura realtà. Se ne deve prendere atto.

LE FORMAZIONI - Reja, che deve fare a mano degli infortunati Biglia e Klose, dell'indisponibile Marchetti e dello squalificato Lulic, schiera una formazione improbabile, con un modulo che spazia dal 4-3-3 al 4-5-1. L'invenzione della serata vede Mauri collocato come falso centravanti nel tridente d'attacco. Davanti a Berisha i quattro della difesa sono Konko e Radu esterni, con l'inossidabile Biava e Novaretti centrali. Onazi e Gonzalez accompagnano il playmaker Ledesma a centrocampo. Davanti, Keita e l'insostituibile Candreva ai lati del capitano Mauri. Gasperini risponde con una formazione che prevede due ex biancocelesti in campo, come Bizzari e Sculli. Gilardino terminale offensivo.

PRIMO TEMPO - Già dai primi istanti del match si capisce che la Lazio non è scesa in campo con il piglio giusto. Dopo appena cinquanta secondi, il Genoa ha la prima occasione per portarsi in vantaggio con Sturaro che non riesce a centrare la porta. Poi è la volta di Motta, Berisha è pronto sul suo colpo di testa. Bisogna aspettare fino al 16' per il primo sussulto a tinte biancocelesti. Mauri sfodera un tiro potente dai 15 metri che sfiora di poco la traversa. Poi è la volta dei tiri dalla distanza di Onazi, tutti deboli e senza speranze. Al 35' Bizzarri nega la gioia del vantaggio a Keita. Il portiere albanese, d'istinto, ribatte con il piede sinistro un tiro che stava già facendo esultare il ragazzo. La prima frazione di gioco si conclude con una debole conclusione di Gilardino.

SECONDO TEMPO - Al rientro in campo le squadre continuano a giocare a viso aperto, ambedue alla ricerca del gol del vantaggio. Il Genoa è, comunque, più propositivo e impensierisce a più riprese la retroguardia biancoceleste. Al 60' episodio da moviola, con Mauri che viene steso in area da Centurion. Rigore sacrosanto, ma non per l'arbitro che lascia continuare intimando al capitano di rialzarsi. Il penalty, se realizzato, avrebbe potuto trasformare l'andamento della partita. Passano tre minuti e, dal possibile gol del vantaggio biancoceleste, arriva il gol di Gilardino. Il bomber, all'undicesima rete stagionale, è servito magistralmente dall'ex Sculli. Per lui è un gioco da ragazzi scavalcare Novaretti e Gonzalez e trafiggere Berisha. Grande rivincita per Giuseppe Sculli, il migliore in campo secondo Sky. Alla Lazio era stato emarginato, al Genoa è il punto fisso dell'attacco. Sono questi i misteri del calcio. Dopo il vantaggio rossoblu, Reja decide di cambiare qualche elemento e mette in campo, per il debutto in maglia biancoceleste, Helder Postiga. Il sacrificato di turno è incomprensibilmente Keita, che uscendo dal campo viene ripreso dalle telecamere piuttosto scuro in volto: non se l'era presa però per la sostituzione, ma per l'egoismo dei compagni e in particolare di Candreva che non lo aveva servito in area, liberissimo, intestardendosi e fallendo in una velleitaria conclusione personale. A rigor di logica, sarebbe stato più opportuno sostituire Mauri, apparso stanco a più riprese e non in grado di reggere i 90 minuti. Gasperini segue il collega e mette nella mischia Cabral per Sculli. Il greco Fetfatzidis, entrato al 56', mette poco dopo in banca la vittoria, segnando il gol del raddoppio. È la fine delle speranze biancocelesti: anche un punto sarebbe stato utile considerata la sconfitta del Parma, prossima avversaria in campionato. Nei minuti finali, il Genoa sfiora per due volte il gol del 3-0. A partita ormai terminata, Ledesma si fa espellere per proteste. L'epilogo di una partita nata male e finita peggio.


IL TABELLINO
GENOA-LAZIO: 2-0
Marcatori
: 20'st Gilardino, 37'st Fetfatzidis.

GENOA (4-4-2): Bizzarri; Motta, Portanova, Marchese, Antonelli; Sturaro, Bertolacci, Cofie (11'st Fetfatzidis), De Ceglie (11'st Centurion); Sculli (27'st Cabral), Gilardino. A disp.: Perin, Albertoni, Gamberini, Gallotti, Todisco, Konaté, Calaiò. All.: Giampiero Gasperini.

LAZIO (4-3-3): Berisha; Konko, Biava, Novaretti, Radu; Gonzalez (29'st Felipe Anderson), Ledesma, Onazi; Candreva, Mauri (42'st Perea), Keita (24'st Helder Postiga). A disp.: Strakosha, Guerrieri, André Dias, Cana, Crecco, Minala, Kakuta. All.: Edy Reja.

ARBITRO: Sebastiano Peruzzo (sez. Schio).
ASS.: Vivenzi, Preti.
IV: Musolino.
ADD.: Tagliavento, Nasca.
NOTE. Ammoniti: Portanova, Sturaro, Ledesma, Novaretti. Espulso: 44'st Ledesma seconda ammonizione per proteste.

 

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