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venerdì 15 nov 2019

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CALCIO - IL PUNTO SUL CAMPIONATO - Lo scudetto è cosa fatta. La Roma costretta ad arrendersi

Bagarre per l'Europa e per non retrocedere. Alta tensione in casa Milan. Addio a Boskov e Vilanova

29.04.2014 - jacopo fontanelli



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LOGICA - Lo diciamo tanto, e lo diremo anche nel prossimo articolo, il campionato è della Juve. Non c'è la matematica. C'è la logica. 8 punti a tre dal termine, vuol dire che Madama dovrebbe perdere 4-0 a Roma, e fare un solo punto in casa con Atalanta e Cagliari, già salve e senza obiettivi tra l'altro. Lo diciamo tanto, e lo diremo anche nel prossimo articolo, si tratta dello scudetto numero 30.

PRESSIONE - Eppure la Roma non molla di un centimetro nemmeno per sbaglio. Fa un solo boccone del Milan (2-0) e mette pressione ai bianconeri che iniziano confusi, tanto che al 9' sono già sotto. Berardi marca visita (due su due con la Juve per squalifica) ma Zaza fa 1-0, e nulla importa che sia a metà proprio coi bianconeri. Tevez, Marchisio e Llorente fanno 3-1 e cuciono un altro pezzo di tricolore sulla maglia. Ora i bianconeri devono rimontare l'1-2 di Lisbona col Benfica. Eliminarli non solo per giocarsi la finale in casa, ma anche per respingere l'assalto del Portogallo al quarto posto nel ranking UEFA. Tevez bomba da fuori, Marchisio mette dentro una palla cioccolatosa di Pirlo dove c'era solo scritto kiss me e Llorente di tacco fanno il 3-1 finale.

BAGARRE - Quella per l'Europa League: sicura di un posto solo la Fiorentina. Oltre che per essere la finalista di Coppa Italia (appuntamento sabato 3 maggio con il Napoli) anche per avere 9 punti di vantaggio sulle settime. Solido il 3-0 al Bologna con doppietta di Cuadrado e perla di Ilicic.
L'Inter considerati i due pareggi con Milan e Lazio (facendo 2 punti) sarebbe matematicamente qualificata (in virtù dei tanti scontri diretti delle ultime giornate) ma paradossalmente se vincesse col Chievo (facendone tre) potrebbe restare addirittura fuori. Misteri delle classifiche avulse. 0-0 la sfida degli ex, pareggio divertente, giusto, ma che per la gioia del pubblico sarebbe potuto finire 2-2. Miracoli di Reina e di Handanovic permettendo.
Vincono Torino, Lazio e Verona e salgono tutte a 52. Superando Parma e Milan che restano a 51.
Il Parma perde 1-0 col Cagliari e sembra aver finito la benzina; 4 sconfitte nelle ultime 5.

TENSIONE - Il Milan sconfitto 2-0 dalla Roma. C'è tensione in casa rossonera. Seedorf doveva riportare ordine e immagine. Non ho fatto nessuna delle due. Dice in pubblico che gli consigliano chi far giocare (col Catania doveva star fuori Montolivo, che poi tra l'altro segna il gol decisivo), rilascia interviste non autorizzate e sembra non aver l'appoggio né della società, né di parte dello spogliatoio. Tensione, alta tensione, che guarda caso era anche il soprannome di un certo Pippo Inzaghi, che aleggia intorno a Seedorf come il padre di Amleto faceva per i castelli della Danimarca. Di certo anche Spalletti libero non è certo il più rassicurante dei presagi.

ABC - Torino 2-0 sull'Udinese (Immobile sempre più capocannoniere e sempre più sicuro di un posto al mondiale). Lazio 2-0 sul Livorno (Candreva record come gol dei centrocampisti biancocelesti in campionato). Arbitraggio da dilettanti nell'occasione, e fioccano le polemiche in fase di moviola sul rigore concesso per dubbio fallo di mano di Rinaudo (giusto, il rigore non c'era): a Mediaset Premium Paparesta riesce a far apparire il falloso difensore del Livorno come un martire (già ammonito e graziato almeno altre due volte dal secondo giallo), ma tace colpevolmente sullo scandaloso fuorigioco fischiato a Keita che, ormai lanciato verso il terzo gol, parte inequivocabilmente dalla propria metà campo. Figuriamoci, di sviste arbitrali se ne vedono a iosa, ma di quelle dove si ignora l'ABC delle regole del calcio va fatta menzione.

IN FORMA - Verona 4-0 sul Catania (auguri di pronta risalita, manca solo la matematica). Sembrano tutte in forma le squadre che lottano per l'ultimo posto utile per l'Europa. Milan-Inter, Inter-Lazio, Lazio-Verona, Torino-Parma, Fiorentina-Torino, diranno molto della possibilità di accedere all'Europa minore. A patto di onorarla. Tutto vorremmo vedere, tranne squadre che si scannano in questo finale di stagione per poi uscire al primo turno a luglio o ad agosto contro squadre come il Thun o lo Slovan Bratislava.

La Sampdoria risveglia il Chievo (con la vittoria sarebbe stato praticamente salvo) e negli ultimi 10 minuti ribalta lo svantaggio di Thereau (nell'occasione espulso Mustafi). Eder e Soriano per la vittoria doriana.
Atalanta e Genoa non si fanno male: 1-1 che accontenta tutti. Anche se i rossoblu protestano per due rigori negati e per il gol del pareggio in fuorigioco. A ben vedere l'1-1 non accontenta tutti manco per un po'.

QUATTRO COSE - Quattro cose, tanto per chiudere.

  1. Uno: campionato finito a marzo il nostro, lo diciamo, da... marzo per l'appunto. Liga: Atletico 88, Barca 84, Real 83 ma una partita in meno (quindi potenziali 86) e l'ultima sarà Barcellona-Atletico. Premier: Liverpool 80 Chelsea 78 e City 77 con una partita in meno (quindi potenziali 80, e a pari punti sarebbe scudetto Citizens). Tu chiamale se vuoi, emozioni.
    1. Due: settimana pazzesca di Champions; Mou contro Simeone per decidere quale outsider sfiderà il Real o il Bayern. E Bayern-Real per capire se veramente era questa la finale anticipata. 
    2. Tre: un tifoso idiota del Villareal ha pensato bene di tirare una banana a Dani Alves. Ecco, niente scena e finto scandalizzarsi da principessa al ballo delle debuttanti. Dani Alves, la raccoglie e se la mangia. Risposta migliore non poteva esserci.
    3. Quattro: last, but absolutely not least, due parole per Tito Vilanova e Boskov. Due allenatori grandi, che hanno vinto tanto, che hanno dato tanto al calcio forse più di quello che hanno ottenuto in cambio. Se ne vanno e nel dolore che accomuna tutti, lo sport, da oggi, è un pochino più povero.

 

 

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