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domenica 20 ottobre 2019

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SOCIETÀ - Curve pericolose: l'Europa brucia di fronte alle nuove promesse estremiste

Crisi finanziaria, degrado sociale, autorità impreparate, media distratti. La violenza prescinde dai colori del tifo

13.05.2014 - Francesco Di Cicco



CALCIO - Una Roma spavalda mette alle corde il Palermo

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CALCIO - Alla Lazio il primo derby regionale contro il Frosinone

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CALCIO-UEL – Lazio-Saint-Étienne 3-2. Le pagelle biancocelesti

Al 6' difesa ferma sul colpo di pancia di Bayall Sall. Pari di Onazi al 38', 2-1 di Hoedt al 48'. Biglia sigla il 3-1,...
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La Curva del Borussia Dortmund inneggia a Speziale libero

VIOLENZA - È trascorsa appena una settimana da quando la finale di Coppa Italia è stata funestata da episodi gravissimi causati dagli scontri tra gruppi di delinquenti imbandierati di azzurro e giallorosso. Sì, perché oggi la violenza prescinde dalle squadre impegnate e si trasforma in una invasione di campo trasversale. Si affrontano in finale Napoli e Fiorentina? Bene, allora qualche pseudo-tifoso della Roma si offende poiché non invitato alla festa e scende in piazza per farsi giustizia, casualmente portando seco una pistola dalla matricola abrasa con la quale fare potenzialmente una strage. Neutralizzato il personaggio finisce tutto? Nemmeno per sogno! All'interno dello stadio va in onda il peggior spot per il calcio italiano: un paio di aspiranti animatori turistici si issa sulle cancellate gialle dell'Olimpico per orientare la moltitudine di cervelli. Uno dei due indossa una maglietta, definita legittima da molti comunicatori, invocante la liberazione dell'ultrà catanese Speziale, condannato per la morte dell'ispettore di Polizia Filippo Raciti negli scontri del 2007. Le forze dell'ordine sono impreparate e, nonostante le smentite di parte, sembrano concertare con il tale, pittorescamente appellato Genny ‘a carogna, il corretto svolgimento della manifestazione che si snoderà tra i fischi napoletani all'inno di Mameli, probabilmente una reminiscenza borbonica, alla vittoria finale degli uomini di Rafa Benitez. Finita qua? Giammai. L'effetto domino generato dalla finale di Coppa Italia è partito e sarà difficile arrestarlo. La t-shirt con la scritta Speziale libero si sta diffondendo tra gli ultrà ed è facile prevedere che una regia occulta e perversa rischia di trasformarla in un simbolo di azione comune tra le tifoserie organizzate di tutta Europa. In occasione dell'attesissimo Roma-Juventus di domenica pomeriggio allo stadio Olimpico, sono addirittura apparsi striscioni di solidarietà nei confronti di Daniele De Santis: "Forza Daniele!" e "Daje Danié!" le frasi di incoraggiamento rivolte da qualche gentiluomo a una persona definita dagli inquirenti dalla "natura incontenibile e specialmente violenta" con "un generale atteggiamento di sfida nei confronti dell'ordinamento e delle sue regole". A dirimere eventuali dubbi sulle convinzioni politiche del buon "Gastone" De Santis, ci sono le deliranti fotografie pubblicate sul web. Una delle quali, sullo sfondo, profetizza minacciosamente "nostro giorno verrà!". E c'è ancora chi si preoccupa delle giocate di Tevez o Totti!

CUI PRODEST? - La stupidità è contagiosa: come d'incanto anche in Germania sono spuntati striscioni riferibili a quanto accaduto il 3 maggio 2014. Sia all'Allianz Arena di Monaco di Baviera, nel corso della partita tra i padroni di casa e lo Stoccarda, che a Berlino, durante il match tra l'Herta e il Borussia Dortmund, è comparso lo striscione "Speziale libero", condito da frasi di incoraggiamento per Ciro Esposito, il ferito nello scontro a fuoco avvenuto prima della finale di Coppa Italia. Presenti anche le ormai modaiole magliette pro-Speziale. Un lungo lenzuolo bianco recitava: "Diffidati con noi! Libertà per gli ultras, Libertà per Genny". Analoghe iniziative sono state inscenate dalle curve del Porto e dai tifosi di Cluj e Brasov, formazioni del massimo campionato rumeno, a conferma che il fenomeno è internazionale e con caratteristiche che travalicano il semplice aspetto sportivo. Ma cosa hanno in comune tifoserie geograficamente distanti, che si incontrano raramente tra loro nelle competizioni continentali?
IRON SKY - Iron sky è un divertente film di fantascienza del 2012, diretto a basso budget da Timo Vuorensola. Si tratta di una produzione internazionale cofinanziata da Finlandia, Germania e Australia e racconta la storia di una colonia di nazisti che, dopo essere stati sconfitti nel 1945, si sono rifugiati sulla faccia oscura della Luna dove si sono riarmati per conquistare la Terra nel 2018. Geniale nell'idea e mirabolante nella realizzazione, il film descrive uno scenario tutt'altro che fantascientifico. In Europa bruciano una miriade di focolai di matrice nazista. Dall'Ucraina giungono venti di guerra alimentati da simboli ritenuti, a torto, morti. Ma come è possibile affermare un'ideologia già sconfitta dalla storia? Ebbene, più delle piazze e delle scuole, le curve calcistiche costituiscono un eccellente mezzo di propagazione di idee del genere poiché contengono elementi comuni. Molte curve italiane sono territori franchi nei quali, ritenendosi giustificati da una passione sportiva, un'aliquota di figuri si erge a protagonista dello spettacolo e dove alcune correnti hanno capito che è possibile fare proseliti come in nessun altro anfratto della società. La crisi economica e il conseguente degrado sociale alimentano il fenomeno, trasformando persone frustrate o semplici ragazzi in cerca di identità in un branco, nel quale è possibile inoculare i concetti del razzismo, della superiorità del gruppo, del "Got mit uns". Questo branco, per ora confinato negli stadi e allo stato dei fatti difficile da contrastare, rappresenta l'evoluzione dello squadrismo, la lotta senza quartiere a tutto ciò che è diverso e alle pastoie regolamentari. Ciò che è accaduto domenica a Bergamo ne è la conferma, dalle banane lanciate verso i "coloured" milanisti al coltello che, per puro miracolo, si è conficcato nel terreno di gioco invece che tra le spalle di qualche giocatore. Da questi contesti vengono scientificamente allontanati i tifosi pacifici, i veri penalizzati da un sistema criminoso che identifica i suoi avversari principalmente nelle forze dell'ordine. Per riuscire nell'intento basta una spruzzata di senso dell'onore e di appartenenza condita da un po' di violenza verbale e fisica. Questo basta ad attirare gli adolescenti e convincerli di essere guerrieri della luce in un mondo di tenebre, vittime di un complotto planetario. L'estremismo politico abita le curve italiane, nelle quali si è introdotto fin dagli anni '80, e dove periodicamente deflagra con iniziative deprecabili, mettendo in crisi il sistema. Fino a oggi non è stato considerato un preciso disegno su vasta scala ma un insieme di episodi isolati, affrontati quindi dai media solo in occasione del singolo avvenimento: Juventus, Inter, Lazio, Roma a Verona sono le realtà più attive in Italia, mentre in Campania il fenomeno sembra attecchire poco. Forse è per quello che ce l'hanno tutti con i napoletani...

TRAVAGLIO - Il calcio italiano è ai minimi storici. L'allenatore campione d'Italia Antonio Conte è in procinto di lasciare la società bianconera dopo aver vinto il terzo scudetto di fila, allettato dalle ambizioni monegasche. I grandi campioni sono ormai un ricordo e dall'Inghilterra l'esule Giaccherini afferma: "Ho visto in tv Fiorentina-Napoli. Non capivo all'inizio perché non si giocasse. Poi sono rimasto sbigottito, per il caos, per le notizie di quel caos...Sparare addosso alla gente non dovrebbe mai accadere nella vita, figuriamoci nel calcio. Qui ci sono regole ferree, rispettate e fatte rispettare. Io credo che in Italia si sia toccato il fondo, che non si possa rimandare la svolta necessaria. Se perdiamo anche questa opportunità penso che in Italia non vorrà venire più nessuno a giocare, soprattutto per questo motivo". Si può ancora tacere sull'argomento? È possibile che la vedova di un servitore dello Stato (tutti noi) possa essere querelata dal padre dell'assassino del marito per lesa onorabilità, mentre il gentiluomo subiva ulteriore condanna per spaccio di droga? Un gesto irresponsabile, commesso in nome di ideali sbagliati, ha privato una moglie del marito e i figli di un padre. Si provi a immedesimarsi per un attimo nella tragedia vissuta da una famiglia come tante, poi si tirino le somme e si decida se è giusto così. Si può tacere sull'argomento, è vero. Tacere non costa impegno ma rende complici. Nulla di nuovo sotto il sole.

 

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